Pristina
Pristina è un font disegnato nel 1994 dal calligrafo britannico Phill Grimshaw mentre lavorava per la Letraset. Oggi è presente nel catalogo di Itc e Linotype. È molto ammirato perché se da un lato ha l’aspetto del testo scritto a mano, dall’altro è anche elegante e formale. Può essere usato per testi display ma anche per testi più piccoli. Ideale per inviti, programmi, inviti al matrimonio, specifica la didascalia di Fonts.com, che suggerisce l’accortezza di evitare di scrivere testi con le sole maiuscole. Queste, usate come iniziali si armonizzano bene con le altre lettere, ma messe una accanto all’altra non sono certo l’ideale.
Grimshaw ha realizzato molti altri font. Alcuni più tipografici, altri calligrafici, diversissimi uno dall’altro per tipo di strumento usato per tracciare i tratti. Il Gravura è una corsiva inglese elegante piena di occhielli e svolazzi, il Grimshaw Hand è a lettere separate, con ai bordi qualche irregolarità come se fossero lettere stampate su carta ruvida. Lo Choc invece ha delle lettere più rudimentali, tracciate in maniera casuale con un pennello spesso.
C’è pure un dingbat, l’Itc Stained Glass, dove ogni glifo è tipo la vetrata di una chiese, di quelle composte di tanti frammenti diversi uniti assieme a raffigurare un simbolo che può essere natalizio o pasquale (un abete, una stella, le campane) ma anche fare riferimento a immaginari completamente diversi (piramidi, monumenti megalitici...)
Quello dal nome più originale secondo me è lo Scriptease, che è un italico pieno di riccioli dappertutto (comunque è più elegante del Curls).
Il nome Pristina ricorda la capitale del Kosovo, anche non sembra che ci sia un motivo preciso per cui è stato scelto il nome.
Il sito Fonts In Use non segnala nessun uso di rilievo di questo font, ma collega il nome di Grimshaw ad un altro carattere molto più noto e diffuso: il Mistral.
Il quale è sempre un corsivo, molto più informale, con le lettere dalla forma talvolta imprecisa. Segno distintivo: la a che resta aperta sulla destra (come pure la q).
Il mistral è il vento maestrale, segnato a nordovest sulla rosa dei venti. Dicono che deriva il nome dal fatto che è il principale di tutti i venti, il maestro della navigazione, nel mar Mediterraneo. Il nome viene fatto risalire all’epoca in cui la città più importante del Mediterraneo era Roma o Venezia, a nordovest di chi ha ideato il nome. Oggi se ne parla a proposito di un vento che spira dal sud della Francia causando tempeste fino a Corsica e Baleari. Almeno questo è quello che dice Wikipedia.
Grimshaw ha realizzato molti altri font. Alcuni più tipografici, altri calligrafici, diversissimi uno dall’altro per tipo di strumento usato per tracciare i tratti. Il Gravura è una corsiva inglese elegante piena di occhielli e svolazzi, il Grimshaw Hand è a lettere separate, con ai bordi qualche irregolarità come se fossero lettere stampate su carta ruvida. Lo Choc invece ha delle lettere più rudimentali, tracciate in maniera casuale con un pennello spesso.
C’è pure un dingbat, l’Itc Stained Glass, dove ogni glifo è tipo la vetrata di una chiese, di quelle composte di tanti frammenti diversi uniti assieme a raffigurare un simbolo che può essere natalizio o pasquale (un abete, una stella, le campane) ma anche fare riferimento a immaginari completamente diversi (piramidi, monumenti megalitici...)
Quello dal nome più originale secondo me è lo Scriptease, che è un italico pieno di riccioli dappertutto (comunque è più elegante del Curls).
Il nome Pristina ricorda la capitale del Kosovo, anche non sembra che ci sia un motivo preciso per cui è stato scelto il nome.
Il sito Fonts In Use non segnala nessun uso di rilievo di questo font, ma collega il nome di Grimshaw ad un altro carattere molto più noto e diffuso: il Mistral.
Il quale è sempre un corsivo, molto più informale, con le lettere dalla forma talvolta imprecisa. Segno distintivo: la a che resta aperta sulla destra (come pure la q).
Il mistral è il vento maestrale, segnato a nordovest sulla rosa dei venti. Dicono che deriva il nome dal fatto che è il principale di tutti i venti, il maestro della navigazione, nel mar Mediterraneo. Il nome viene fatto risalire all’epoca in cui la città più importante del Mediterraneo era Roma o Venezia, a nordovest di chi ha ideato il nome. Oggi se ne parla a proposito di un vento che spira dal sud della Francia causando tempeste fino a Corsica e Baleari. Almeno questo è quello che dice Wikipedia.





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