Effetto 3d in OpenOffice con Fontwork
Eye Magazine ha come banner di intestazione su Twitter la scritta “Art is our expression and our sunlight”, tutta scritta in maiuscolo, caratteri stretti, counterless, spaziati tra di loro. L’effetto è insolito, la scritta è in 3d, ma ogni parola è orientata in maniera diversa. La facciata dei caratteri è gialla, mentre gli altri lati sono neri (quelli laterali) oppure rosa (quelli inferiori). Sullo sfondo si ripetono strisce verticali verdi e viola sempre della stessa grandezza.
Si può ottenere un effetto simile senza particolari software professionali? Certo che si può: ci ho provato con OpenOffice.
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| OpenOffice permette di ottenere tantissimi effetti diversi, anche se spesso il modo per realizzarli non è molto intuitivo. |
Prima di tutto bisogna fare lo sfondo: per quello si può aprire OpenOffice Draw, impostare la pagina ad un valore piccolo (2 centimetri o giù di lì, senza margini), disegnarci rudemente sopra dei rettangoli colorati, uno nella metà sinistra uno nella metà di destra, senza bordo ovviamente, e senza dare troppa importanza a farli rientrare negli spazi assegnati: tutto quello che finisce fuori dalla pagina viene tagliato fuori. Uso un Viola 10 per la parte di destra e un Giallo Verde per la parte di sinistra. Dopodiché clicco su File, Esporta, e salvo il tutto come Bmp, senza cambiare altre impostazioni.
A questo punto apro OpenOffice Writer, clicco col destro sulla pagina, clicco Pagina, vado alla scheda Sfondo, nel menu a tendina scelgo Immagine, e vado a prendere la bitmap che ho appena salvato. Alla voce Tipo scelgo Affianca. A questo punto, se ho fatto tutto correttamente la pagina si riempie con lo stesso pattern di linee verticali a colori alternati, possibilmente senza interruzioni.
A questo punto devo inserire le scritte. In OpenOffice per fare un testo in 3d bisogna lavorare con gli strumenti Fontwork. Che di default non sono in vista e di cui molta gente non conosce neanche l’esistenza. Per renderli visibili si clicca sul menu Visualizza, Barre Degli Strumenti, Fontwork. Si clicca sull’unico pulsante attivo e si sceglie nel wizard la forma più vicina a quella che abbiamo in mente. Anche se non è proprio uguale non è un problema: si può passare da una all’altra in qualsiasi momento mentre si lavora sulla scritta che abbiamo in mente.
Una volta scelto l’effetto iniziale compare a tutta pagina la scritta standard, Fontwork. Si può restringerla a piacimento, tenendo conto comunque che le lettere si adattano allo spazio a disposizione senza mantenere il rapporto tra altezza e larghezza. Non mi sembra che questo dettaglio si possa fissare in qualche modo, ma forse sono ignorante io.
Se clicchiamo sul testo FontWork compare una barra con le opzioni riguardanti il testo; se l’effetto che abbiamo scelto prevede delle caratteristiche 3d, compare anche una seconda barra con le opzioni relative.
Facendo doppio clic sulla scritta compare la parola senza effetti in nero al disopra del tutto. Quindi possiamo cancellare la parola standard e inserire quella che abbiamo in mente noi. Ad esempio “sunlight”, tutto maiuscolo. Attivando questa modalità compare una ulteriore barra con le opzioni relative al font: si può scegliere il nome (nel nostro caso Impact) e lo stile (grassetto, corsivo...).
Cliccando fuori dall’oggetto ecco che questo viene aggiornato con la parola che abbiamo scelto nel font selezionato. La barra delle impostazioni del testo scompare, e al suo posto si attiva quella della forma, che permette di scegliere spessore e colore della linea e colore di riempimento. Qui scegliamo un bel Giallo 1.
Il colore del bordo 3d si sceglie invece sull’ultimo pulsante dell’apposita barra. Scegliamo il Rosa.
Se l’effetto che abbiamo scelto prevede che le lettere si rimpiccioliscano nel corso della parola, o curvino in qualche modo, quando selezioniamo l’oggetto compaiono non soltanto i quadretti blu che permettono di ridimensionarla trascinandone i bordi, ma anche un pallino giallo che regola l’entità di questo effetto aggiuntivo. Se non vogliamo né restringere né allargare, si può trascinare il pallino fino a che l’effetto viene ridotto al minimo, oppure selezionare l’oggetto, cliccare su Forma Fontwork (il secondo pulsante nella barra Fontwork), e scegliere la prima forma, quella rettangolare (dove pure si può regolare l’inclinazione).
A questo punto dobbiamo sistemare la scritta come meglio crediamo, utilizzando gli appositi pulsanti presenti sulla barra Impostazioni 3D.
Il disegnino presente sul pulsante non è molto intuitivo per quanto riguarda i movimenti dell’oggetto: l’unica soluzione è provare e vedere come cambia. Alterando l’angolazione dell’oggetto, cambia anche il suo colore: questo perché si immagina che l’oggetto sia illuminato da una fonte di luce esterna, di cui può essere scelta l’angolazione.
Prima di mettersi a girare il testo come una trottola sarebbe opportuno impostare anche la direzione dell’estrusione, oltre che la direzione della luce. È anche possibile stabilire la lunghezza dell’estrusione, e il fatto se debba seguire una prospettiva o andare avanti in parallelo.
Cambiare la distanza delle lettere nelle impostazioni del carattere mentre si sta scrivendo non porta a nulla: c’è un apposito pulsante nella barra Fontwork (l’ultimo) con delle impostazioni prestabilite (Normale, Stretto, Largo, Molto Largo, Personalizza). Allargare lo spazio tra le lettere restringe la larghezza di ciascuna lettera.
È importante anche scegliere se vogliamo che le forme appaiano luminose, normali o oscurate (sempre tra le opzioni riguardanti l’illuminazione).
Una volta terminato di lavorare con una parola non bisogna ricominciare l’intero iter da capo per realizzare un’altra parola nello stesso stile: possiamo copiare quella che abbiamo realizzato, cliccare a vuoto (sennò la reincolliamo dentro sé stessa) e incollarla nello stesso documento. Abbiamo ora due parole uguali sovrapposte: spostiamo la seconda, ci clicchiamo sopra due volte e cambiamo il testo, poi lavoriamo sui menu 3d (o colori, a seconda delle esigenze) per ottenere una prospettiva diversa.
A dire la verità non ho ben capito come funziona la rotazione degli oggetti: lavora solo su due assi, ma nonostante questo è qualcosa di diverso rispetto al maneggiare un oggetto 3d. Si può intervenire anche tramite un’apposita scheda a cui si arriva cliccando col destro sull’oggetto, poi su Posizione E Dimensione, e poi su Rotazione (qui l’ho usato per la parola “our”). E ogni spostamento scombina l’illuminazione.
L’algoritmo usato qui non è sicuramente lo stesso usato da Eye Magazine: lì non esistono sfumature, i lati sono tutti di un colore: nero o magenta. Qui invece in lettere come la S il passaggio dalla zona d’ombra a quella in luce è graduale.






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