Le novità Unicode del 2020

La pagina in inglese di Wikipedia dedicata a Unicode contiene una tabella nella quale sono elencate tutte le aggiunte allo standard, anno per anno. Di solito la nuova versione viene messa a punto nella prima metà dell’anno, almeno di recente, anche se non c’è una convenzione ben precisa.

La versione numero 1 risale al 1991: comprendeva ovviamente gli alfabeti latino, ebraico, arabo, cirillico, devanagari, tailandese e vari altri. Dopo vari aggiornamenti, la versione numero 2 è uscita nel 1996. Nel 1998 è stata assegnata una posizione per il simbolo dell’Euro. Nel 1999 sono stati aggiunti l’Ogham, le rune, le sillabe degli aborigeni canadesi, il braille, l’etiopico, vari alfabeti asiatici e il sillabario cherokee.

Più avanti nello stesso anno sono stati aggiunti gotico e old italic.

Nel 2006, con la versione numero 5, sono comparsi anche cuneiforme e fenicio.

Nel 2009, e siamo ancora alla versione 5 (5.2) compaiono tutti i geroglifici (1.071 caratteri), aramaico, avestico e tutta una serie di alfabeti ormai in disuso da tempo.

Con la versione numero 6 compaiono anche i simboli delle carte da gioco, dei trasporti e delle mappe, oltre ai simboli alchemici, alle emoticons e alle emoji (oltre duemila caratteri aggiunti).

Dal 2014 è arrivato almeno un aggiornamento all’anno: a partire dalla versione 7, nel 2020 siamo arrivati alla 13. L’anno scorso, dopo aver aggiunto oltre cinquecento caratteri a marzo, ci si è accorti che ne mancava uno, per cui a maggio è uscita fuori la versione 12.1, che aggiunge solo il nome della Reiwa era nella sua legatura quadrata (e che sarà mai?)

A marzo di quest’anno i simboli aggiunti sono stati poco meno di seimila, di cui quasi cinquemila ideogrammi Cjk, più simboli per alfabeti asiatici o africani. Tra le altre cose Wikipedia segnala i simboli della licenza Creative Commons, i caratteri grafici per la compatibilità con i teletext e gli home computer degli anni 70 e 80 e 55 emoji.

Sul sito del consorzio Unicode si può trovare l’intero Pdf di 34 pagine che era stato messo a punto solo per la proposta riguardante teletext e gli home computer. Al di là delle specifiche tecniche e del dibattito riguardante i nomi da dare a ciascun simbolo, è possibile vedere nel documento schermate di televideo o degli home computer (spesso ottenute utilizzando emulatori) che mostrano lettere e simboli come apparivano su questi dispositivi. La disponibilità dei simboli semi-grafici all’interno di un font dà la possibilità di realizzare le stesse grafiche utilizzando un normale programma di videoscrittura: basta ricondurre l’immagine ai singoli quadratini combinati insieme in diversi modi nei vari glifi.

Questa aggiunta è stata fatta pensando agli appassionati (hobbisti) e agli storici. Dovendo archiviare in forma testuale i contenuti provenienti da quelle piattaforme, è più semplice garantire un risultato accettabile se ad ogni simbolo presente è assegnato un codice unicode univoco.

Molto più accessibili le nuove emoji, che sono state annunciate da tempo al grande pubblico ma non sono ancora state inserite nei principali messenger, a quanto ne so.

Sempre sul sito di Unicode è possibile vedere la tabella completa: abbiamo la faccina sorridente che piange (talvolta coi lucciconi), la faccia con occhiali, naso e baffi finti; la mano con le dita unite (definita la più italiana delle emoji, come a dire “che vuoi?”); ci sono poi cuore e polmoni (raffigurati come organi), un ninja, sposi e persone che allattano, un babbo natale né uomo né donna. Tra gli animali troviamo gatto nero, bisonte, mammut e castoro; un uccello, il dodo (estinto) più una piuma; tra gli animali marini c’è solo la foca (o leone marino); gli insetti sono quattro, tra cui il verme e la mosca; tra i cibi troviamo le olive e i peperoni; abbiamo poi una teiera, un ciocco di legno, una capanna africana; due mezzi di trasporto: pickup e pattini a rotelle; c’è una bacchetta magica e le matrioske; ago e filo, nodi; infradito ed elmetti militari; fisarmonica e bonghi; una moneta; boomerang, sega, cacciavite, uncino, scala; specchio, finestra, sturalavanino, trappola per topi, secchio e spazzolino da denti; pietra tombale e cartello da corteo; per finire, simbolo e bandiera transgender.

È sempre il consorzio Unicode che ha rilasciato a settembre 217 nuove emoji che dovrebbero entrare in servizio nel corso del prossimo anno. In realtà, a parte la faccia tra le nuvole, la faccia che sospira, la faccia con gli occhi a spirale, il cuore in fiamme e il cuore fasciato, ci sono solo otto altre novità, che però gonfiano a dismisura il numero per via della varie combinazioni genere/colore della pelle. Ci sono almeno cinque tonalità della pelle, tre colori dei capelli e tre generi, in maniera tale che una coppia può scegliere il simbolo che più la rappresenta. La tabella di tutte le combinazioni mi pare che non ci sia, ma c’è sul sito un esempio con 12 combinazioni diverse faccina1+faccina2+cuoricino.

Commenti

Post più popolari