Alfabeto ugaritico

Da quello che ricordavo io, l’alfabeto era stato inventato dai Fenici, che se ne servivano per scopi commerciali, per mantenersi in contatto tra le varie colonie che avevano instaurato sulle coste del Mediterraneo. In realtà l’alfabeto fenicio non è venuto su dal nulla: già prima c’erano state delle sperimentazioni in questa direzione.

La storia dell’alfabeto non coincide con la storia della scrittura. Esistevano altri sistemi che si basavano su principi diversi. I metodi più antichi erano composti da pittogrammi e ideogrammi e avevano valore mnemonico, ad esempio servivano solo per permettere di ricordare le fasi di una storia, località, persone, titoli nobiliari. Poi si è passati ai logogrammi, dove ogni glifo rappresentava una parola. La fase successiva è stata quella dei sillabari, dove ogni glifo era una sillaba. Infine si è arrivati ai sistemi alfabetici, nei quali ogni glifo rappresenta un suono elementare.

Gli alfabeti non sono nati già completi: in una prima fase mancavano le vocali; in questo casi gli studiosi preferiscono chiamarli abjad.

Queste varie fasi, che ho qui ordinato come una sequenza cronologica, in realtà convivono anche al giorno d’oggi, ossia il sistema successivo non ha necessariamente fatto sparire il precedente. La scrittura cinese, non alfabetica, è ancora oggi largamente usata nonostante la sua notevole complessità, come pure gli abjad che sono alla base della scrittura araba ed ebraica.

Un discorso a parte va fatto per i sistemi di scrittura dei numeri, che a quanto pare sarebbero precedenti agli altri.

Secondo Wikipedia in italiano già nel 2700 avanti Cristo gli egizi avevano sviluppato 22 geroglifici per rappresentare tutte le consonanti del loro linguaggio.

Il proto-cananeo, da cui derivarono direttamente il fenicio, il paleo-ebraico, l’aramaico e a catena greco, etrusco e latino, è datato XV secolo avanti Cristo. Nello stesso periodo nella regione veniva usato anche un altro alfabeto, l’ugaritico, che prende il nome dalla città di Ugarit, nell’odierna Siria.

La forma delle lettere non ha nulla a che vedere con quella a cui siamo abituati per quanto riguarda gli alfabeti antichi: in questo caso il sistema usato era quello cuneiforme. Visto che si scriveva su tavolette di argilla, era più comodo realizzare dei segni con degli strumenti che imprimevano sulla superficie morbida dell’argilla degli incavi a forma di cuneo. Sistema che era già in uso in Mesopotamia per sistemi di scrittura pittografici.

La scrittura ugaritica cessò di essere usata dopo la distruzione di Ugarit nel 1200 avanti Cristo, ma l’ordine alfabetico rimase alla base degli alfabeti successivi, tra cui quello fenicio.

I glifi dell’alfabeto ugaritico sono stati inseriti in un apposito blocco Unicode, e sono installati di default sui sistemi operativi Microsoft all’interno del font Segoe Historic. I caratteri partono dalla posizione U+10380, anche se mi pare che non siano raggiungibili facilmente sulla base del nome dell’insieme parziale (in OpenOffice l’apposita casella resta bianca, nella finestra per l’inserimento dei caratteri speciali).

Su Youtube è possibile vedere un breve filmato che mostra come era possibile scrivere in caratteri cuneiformi usando un semplice strumento di legno. Non servivano stampini diversi per fare dei tratti di diversa lunghezza e spessore: bastava cambiare l’inclinazione dello strumento di scrittura e dosare diversamente la pressione sull’argilla morbida.

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