Francesco Torniello

Wikipedia in inglese dedica solo due righe alla storia del punto tipografico (al netto dei paragrafi dedicati ai vari standard che si sono succeduti nel corso del tempo): solo per dire che l’inventore del punto tipografico è Francesco Torniella da Novara per il suo alfabeto del 1517. Il suo punto era la nona parte dell’altezza delle lettere o lo spessore dell’asta principale.

L’informazione contiene al momento un errore tipografico, corretto nel link, che porta all’articolo su Francesco Torniello (con la o finale).

“Tipografo, scrittore e frate francescano”, dice Wikipedia, che ne pubblica un presunto ritratto apparentemente derivato da un’incisione cinquecentesca.

Secono l’articolo, Torniello sarebbe nato a Barengo in provincia di Novara, allora parte del ducato di Milano. Di famiglia nobile, studiò geografia e matematica. Morì nel monastero di Treviglio, oggi in provincia di Bergamo, all’epoca parte dello stesso ducato.

Il suo lavoro fu influenzato dal Divine Proportione di Luca Pacioli e da Sigismonto Fanti. I suoi font non erano progettati per l’uso nella stampa, ma come un modello per iscrizioni artistiche. Le lettere venivano inserite in una griglia di 18x18.

L’articolo contiene riferimenti alle condizioni geometriche aggiunte alle lettere MRST e all’arricchimento calligrafico delle ultime due. Parla anche dell’aggiunta della lettera Z all’alfabeto (che nei testi in latino non era necessaria). Le informazioni comunque sono abbastanza frammentarie e talvolta contraddittorie.

Del suo libro, Opera del modo de fare le littere maiuscole antique, esistono solo quattro copie: una a Siviglia, una a Milano e due a Cambridge.

Torniello è completamente dimenticato in Italia: non solo non viene neanche nominato nell’articolo di Wikipedia dedicato al punto tipografico (che viene fatto risalire al francese Truchet, 1695), ma non ha neanche una voce a suo nome.

Qualche anno fa Giò Fuga ha realizzato una digitalizzazione dei suoi caratteri. Torniello “è meglio conosciuto per essere stato uno dei primi a specificare geometricamente le lettere universali dell’alfabeto latino”, spiega Fuga sul suo sito. “Come tale, fu un pioniere della tipografia matematica. Esso nel giustificare l’unità di misura proporzionale 1:9 si serve del termine punto; nona parte dell’altezza del quadrato, un punto ha la larghezza degli odierni 9 mm, quindi un quadratino. Torniello inoltre si serve della misura di un punto per stabilire la lunghezza del raggio dei cerchi iscritti dentro le sue costruzioni, perfezionando quelle di Fra’ Luca Pacioli”.

Apparentemente il font realizzato da Fuga non è in vendita da nessuna parte. Una utente del sito ha scritto in un commento: “Dove è possibile acquistare la licenza per questo carattere?”. La domanda è del 2013, e dopo oltre 7 anni e mezzo non è ancora arrivata risposta. 

Su Dafont si trova il Torniello Initials, un orrendo esperimento di Manfred Klein, che ha presumibilmente ricalcato in automatico le lettere di Torniello (magari dallo specimen di Fuga), con tutte le linee di costruzione, inserendole in quadrati neri, quando va bene. Quando va male, come nel caso della Q dalla coda lunga, abbiamo una cornice irregolare e zigzagante, forse per fare spazio alle linee di costruzione. Al posto delle minuscole, lo stesso alfabeto ma in negativo. Ancora più improponibile. Stendiamo un velo pietoso. 

Sul Blog di Giò Fuga si vede l’intero alfabeto sia con linee di costruzione che senza. Da lì si capisce anche quali linee hanno creato problemi a Klein nel suo esperimento: oltre alla Q, che qui occupa comunque un quadrato, del quale i due terzi della larghezza sono occupati dal cerchio e il restante terzo dalla coda, c’è la R che ha alcune linee di costruzione esterne al quadrato.

Nella versioni Fuga, la U e la V sono uguali (come probabilmente era anche per Torniello). Nel font di Klein invece è stata inserita la U più brutta e sgraziata di tutti i tempi.

Il nome di Klein non è sconosciuto su Dafont: i suoi tre font più scaricati (Geo Sans, Optimus Princeps e Old Newspaper Types) totalizzano circa 500 downloads giornlieri. Contengono parecchie ingenuità, ma sono guardabili almeno. Non so se conservare anche il Torniello Initials sia una bella idea.

Comunque, se un punto erano 9 millimetri per Torniello, e il punto è la nona parte dell’altezza del quadrato, ne conseguirebbe che le lettere di Torniello dovevano essere alte 8,1 cm.

Quando si parla di altezza, in questo caso, si parla di altezza della maiuscola, visto che l’alfabeto romano conteneva solo le maiuscole, quindi la base del quadrato coincideva con la base della lettera. Insomma non veniva lasciato spazio per i tratti discendenti, come avviene in ambito tipografico dove l’altezza della maiuscola non coincide col corpo del carattere. L’unica eccezione era la Q dove il quadrato aveva dimensioni a sé, mi sembra aumentate di un terzo sia in altezza che in larghezza.

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