Zona militare – Divieto di accesso

Una versione del cartello di di divieto che ho realizzato frettolosamente usando l'Unica One scaricato da Google Fonts. Le lettere sono avvicinate a forza, anche se le grazie della I creano qualche problema. L'aspetto è ostile, ma senza la D asimmetrica del cartello originale non è la stessa cosa. Per la scritta piccola ho usato un normale Bahnschrift Condensed.

Il cartello che si vede sulle recinzioni delle zone militari italiane è di colore giallo, con cornice nera. Dice “Zona militare” e poi, sotto una riga nera, “Divieto di accesso”. In basso a sinistra c’è scritto “Sorveglianza armata”, mentre a destra c’è un soldato stilizzato che punta il fucile contro il malcapitato passante.

I motori di ricerca ne mostrano tante fotografie. Nel corso del tempo sono stati usati diversi font. Ma la versione tradizionale del cartello contiene una scritta veramente d’impatto soprattutto per via della lettera D, che è qualcosa che è difficilissimo trovare altrove. L’ho passata ai vari siti di identificazione automatica dei font, e non è venuto fuori niente. Apparentemente non esiste nessun font digitale con una D strutturata in quel modo, stretta in alto e poi sempre più larga verso il basso.

Per il resto, si nota una O a pianta rettangolare coi raccordi tondi. La C è ricalcata sulla O. La S segue lo stesso andamento, con alternanza tra tratti orizzontali o verticali e raccordi tondi. La M ha il vertice centrale che tocca la linea di base e i fianchi paralleli. La R ha la gamba tesa che parte lontano dall’asta verticale. La E ha il tratto centrale ribassato, che contrasta con la S che invece ha il segmento orizzontale rialzato.

Questo discorso vale solo per le prime due righe: la scritta “Sorveglianza armata” è in un diverso sans serif stretto.

Tra le varie foto di stock se ne trovano anche alcune nelle quali è usato un font diverso, con la O ad anello di catena (due fianchi verticali rettilinei), con C e S nello stesso stile, dove però per qualche motivo si è deciso di inserire comunque una D che si allarga verso il basso, anche se nel contesto il risultato è meno felice.

Questo secondo cartello fa uso di due font diversi nelle prime due righe. Nella prima si nota una E con cravatta centrale, nella seconda la E ha la cravatta ribassata. La controforma all’interno della A è più alta nella prima riga, dove si nota anche una M con vertice centrale appuntito. Mi pare un tentativo maldestro di inserire elementi nuovi in un contesto vecchio stile.

Le stesse scritte sono state riproposte anche con font più comuni, su cartelli dello stesso colore, ma è chiaro che una D normale non ha lo stesso fascino.

Su Flickr si trova anche una foto di un cartello di zona militare nel quale la parte inferiore è occupata dalla scritta Faro Capo Caccia, in un sans con contrasto che mi ricorda gli anni Sessanta (qualcosa tipo l’Hastile, disegnato prima della guerra mondiale, che però è molto più stretto). La O qui è composta da quattro lati con raccordi curvi; i tratti verticali sono notevolmente più spessi di quelli orizzontali.

La parte superiore del cartello è impaginata coi caratteri tradizionali.

Dovendo impaginare un cartello nello stesso stile, quale font gratuito si potrebbe usare?

Partiamo dal fatto che bisogna rinunciare ad una D con quella forma, che nessun disegnatore sensato avrebbe il coraggio di proporre (purtroppo).

Un’idea potrebbe essere il Coda, del compianto Vernon Adams (su Google Fonts). Diciamo che la scelta deriva dal fatto che la O è disegnata coi quattro lati, e C e S ne ricalcano in parte i contorni. A dare fastidio magari sono le estremità di queste ultime due lettere, che sono oblique e rischiano di movimentare troppo l’insieme. La R ha la gamba curva. La E ha la cravatta centrale. La M ha i fianchi un po’ divergenti. C’è un po’ di variazione nello spessore in prossimità delle curve che si nota, e che forse è poco militare.

Ma il Coda mi colpisce anche per un’altra cosa: è disponibile solo in due versioni, Regular e ExtraBold. E quest’ultima è appunto un sans con contrasto, ossia qualcosa che mi richiama l’ultima riga del cartello di Capo Caccia (ma molto, molto più pesante). 

Altri font interessanti possono essere lo Squada One e e l’Unica One, rispettivamente di Joe Prince e Edoardo Tunni.

Il primo ha il problema dello spessore: è troppo pesante rispetto a ciò che si vede sui cartelli. E poi ha N e M nella forma Bauhaus, pur con i tratti superiori rettilinei. Questo significa che mancano i tratti obliqui: la M ha un’unica gamba verticale centrale parallela alle altre che si spinge fino alla base, e la N è composta con due tratti verticali uniti in alto. Mi sembrerebbe un po’ fuori posto per delimitare una zona militare.

L’Unica One invece ha il peso giusto, ed è abbastanza freddo per adattarsi allo scopo: lo spessore dei tratti è rigidamente costante, senza nessuna licenza poetica. La O e lettere derivate hanno solo due segmenti verticali anziché quattro (solo quelli ai lati), anche se sopra e sotto le linee curve hanno un raggio molto ampio. La larghezza delle lettere mi pare quella giusta.  La E ha la cravatta centrale, la R ha la gamba tesa. La M ha il vertice centrale leggermente rialzato rispetto alla linea di base. La differenza più evidente però si trova sulla I. La quale ha due grazie slab, non troppo pronunciate, mentre sui cartelli le grazie non compaiono mai.

In linea di massima direi che l’Unica One è meno fashion rispetto agli altri, e quindi, al di là delle scelte diverse, contribuisce a dare a un eventuale cartello l’aspetto insolito e burbero dell’originale. Lo spazio di default tra le lettere è troppo, ma si può ridurre in fase di impaginazione. Con la controindicazione che le grazie della I in alcuni casi si avvicinano troppo alle lettere circostanti. 

Sul cartello le lettere sono tutte maiuscole: scrivendo qualcosa in minuscolo con l’Unica One viene fuori un alfabeto unicase: la forma di alcune lettere è quella delle maiuscole, mentre quelle che hanno la formale minuscola condividono comunque la stessa altezza e la stessa base di tutte le altre. Non adatto per la segnaletica, ma forse interessante altrove.

Commenti

Post più popolari