Uno stampatore del ventesimo secolo

Ho visto un altro bel documentario su Youtube (14 minuti). Protagonista un tale Robert Giles, che ancora nel 2014 gestiva una tipografia in Oregon, Stati Uniti, con le tecniche del ventesimo secolo, usando le apparecchiature appartenute alla sua famiglia: sia il padre che il nonno avevano svolto la stessa professione, anche se loro erano stati al passo con i tempi.

Il laboratorio è tale e quale a come poteva apparire una normale tipografia degli anni Cinquanta o Sessanta. C’è un tirabozze, tre platine di dimensioni diverse per ottenere le stampe; una linotype e una Ludlow per comporre i testi. Ci sono armadietti con le matrici dei caratteri tipografici in metallo. Scaffali pieni di barattoli d’inchiostro, e alle pareti alcuni dei poster stampati in varie occasioni.

Ovviamente al giorno d’oggi con queste tecniche non si può competere con le tecniche di stampa computerizzate, né per quantità di copie stampate né per la flessibilità degli effetti che si possono ottenere. È soltanto un hobby per mantenere in vita una tecnica che ha fatto il suo tempo e a cui quelli che ci hanno lavorato sono rimasti affezionati.

Un esempio che viene fatto nel filmato è quello della disponibilità dei caratteri. Al confronto di un computer, dove ci sono a disposizione centinaia di font scalabili, ed è possibile procurarsene di nuovi da un momento all’altro, in una tipografia del ventesimo secolo la scelta è limitata ai pochi ingombranti font che trovano posto negli armadietti. Non solo: ciascun tipo di carattere è disponibile soltanto in poche dimensioni fisse, magari solo in una.

Se al computer si sceglie il font adatto e poi si adatta la dimensione per far sì che la scritta entri nella pagina, coi font metallici si può comporre una frase e rendersi conto che non entra tutta nello spazio assegnato. Bisogna allora mettere via la cassetta del carattere che non è adatto e andarne a prendere un’altra. E se non si è in possesso di una versione più piccola dello stesso carattere, bisogna provare con qualcosa di diverso e magari meno adatto. Magari rendendosi conto che anche le dimensioni di quello non sono compatibili e bisogna passare a qualcos’altro.

Nel filmato ci sono molte inquadrature del titolare della tipografia alle prese con la composizione e la stampa utilizzando le diverse macchine a disposizione. 

Sua moglie lo spalleggiava nell'iniziativa lavorando alla correzione elle bozze. 

Con lui ha lavorato anche una delle fondatrici di Twin Ravens Press, che si è così appassionata a queste tecniche di stampa vecchio stile da abbandonare il suo lavoro nel marketing per aprire la sua tipografia con vecchie macchine e caratteri in rilievo, sempre in Oregon. Il sito è ancora attivo, anche se l’ultimo post sul blog risale a cinque anni fa.

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