Coolvetica
All’inizio di questo mese è uscito un articolo sul sito Psychiatry Online in cui si parla del rapporto tra mass media e suicidio, o violenza in generale.
Articolo specialistico, non c’erano foto da metterci vicino, hanno preso una tag cloud che riguardava l’ambito dei mass media, e l’hanno piazzata lì.
Font interessante, mi pare di averlo già visto da qualche parte. Ma dove?
Caratteri senza grazie, larghezza del tratto costante, con una t minuscola particolarissima: il tratto inferiore dell’asta risaliva a u, fino quasi a toccare l’asta orizzontale.
Risaliva praticamente in verticale, cosa che è insolita e che io ricollego sempre all’Eurostile, dove però il tratto si ferma abbastanza in basso.
Che font è?
Provo a rispondere al questionario di Identifont, e mi porta molto fuori strada. Una cosa del genere non la concepisce.
Provo a usare Wtf, ma il file che ho è troppo piccolo, mi manda all’Urbix rg Std, che ha quella forma, ma è tutto a pixel.
Un’altra forma interessante è quella della y. Che non è a spigoli, come nell’Eurostile, ma a tratti verticali paralleli che si congiungono in basso con una linea curva.
Ingrandisco un po’ l’immagine, e la rimando a Wtf. Ecco la risposta: Coolvetica.
Il tipo debutta su Myfonts nel 2005. Ispirato agli “American logo designs” degli anni ’70, un periodo in cui chiunque modificava l’Helvetica con ogni sorta di ricci ed effetti, secondo quanto dice la didascalia. Le code di R e a sono state lasciate stare per permettere una spaziatura più stretta. Non è certo adatto per i paragrafi di testo di un libro, dice ancora il sito, ma per grandi intestazioni e titoli.
Tra le particolarità del font ce n’è una assurda: la q minuscola, con l’asta discendente che curva verso destra e risale a u. Stranamente questa cosa non crea particolari conflitti con le lettere che dovessero venire dopo la q. Al limite ci può essere un contatto tra due punte, ma la cosa non è sgradevole dal punto di vista visivo.
Non so fino a che punto il Coolvetica sia usato. Forse non molto, ma io lo avevo già visto da qualche parte.
La tag cloud pubblicata da Psychiatry proviene dal sito Shutterstock. L’utente che l’ha postata ha realizzato tante altre cloud, sugli argomenti più disparati, e tutte in Coolvetica.
Articolo specialistico, non c’erano foto da metterci vicino, hanno preso una tag cloud che riguardava l’ambito dei mass media, e l’hanno piazzata lì.
Font interessante, mi pare di averlo già visto da qualche parte. Ma dove?
Caratteri senza grazie, larghezza del tratto costante, con una t minuscola particolarissima: il tratto inferiore dell’asta risaliva a u, fino quasi a toccare l’asta orizzontale.
Risaliva praticamente in verticale, cosa che è insolita e che io ricollego sempre all’Eurostile, dove però il tratto si ferma abbastanza in basso.
Che font è?
Provo a rispondere al questionario di Identifont, e mi porta molto fuori strada. Una cosa del genere non la concepisce.
Provo a usare Wtf, ma il file che ho è troppo piccolo, mi manda all’Urbix rg Std, che ha quella forma, ma è tutto a pixel.
Un’altra forma interessante è quella della y. Che non è a spigoli, come nell’Eurostile, ma a tratti verticali paralleli che si congiungono in basso con una linea curva.
Ingrandisco un po’ l’immagine, e la rimando a Wtf. Ecco la risposta: Coolvetica.
Il tipo debutta su Myfonts nel 2005. Ispirato agli “American logo designs” degli anni ’70, un periodo in cui chiunque modificava l’Helvetica con ogni sorta di ricci ed effetti, secondo quanto dice la didascalia. Le code di R e a sono state lasciate stare per permettere una spaziatura più stretta. Non è certo adatto per i paragrafi di testo di un libro, dice ancora il sito, ma per grandi intestazioni e titoli.
Tra le particolarità del font ce n’è una assurda: la q minuscola, con l’asta discendente che curva verso destra e risale a u. Stranamente questa cosa non crea particolari conflitti con le lettere che dovessero venire dopo la q. Al limite ci può essere un contatto tra due punte, ma la cosa non è sgradevole dal punto di vista visivo.
Non so fino a che punto il Coolvetica sia usato. Forse non molto, ma io lo avevo già visto da qualche parte.
La tag cloud pubblicata da Psychiatry proviene dal sito Shutterstock. L’utente che l’ha postata ha realizzato tante altre cloud, sugli argomenti più disparati, e tutte in Coolvetica.





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