Fleetwood Mac, Hollywood

Ogni tanto un salto su Font Police bisogna farlo, tanto per farsi quattro risate. Il blog raccoglie le foto di scritte ridicole, ma a far ridere è anche il commento sotto l’immagine, che invece di criticare il contenuto si sofferma sulla critica degli errori tipografici: il kerning mancante, ad esempio, o la scelta del carattere. Vero è che spesso la scelta del carattere provoca dei malintesi imbarazzanti.
Gli aggiornamenti non sono frequenti, solo 10 da febbraio ad oggi, ma l’ultimo risale alla metà di settembre, almeno sappiamo che c’è ancora qualcuno che se ne occupa.
Tra gli ultimi post sono divertenti i doppi sensi che si vengono a creare scegliendo un carattere trasparente con ombra per una certa marca di latte, o il senso che assumono le candeline sulla torta alla festa per un bambino di due anni (“C’è una ragione per cui i tipografi raccomandano di non mettere un testo tutto maiuscolo, specie quando si usano caratteri script”, avverte la didascalia). Ovviamente si tratta di tutte scritte in inglese, ma parecchio tempo fa gli erano giunte anche alcune segnalazioni dall’Italia.
Tra le varie segnalazioni giunte di recente, c’è la grafica di un’edizione di Chi vuol esser milionario (con i prezzi in sterline) che usa due font diversi per il primo e il secondo numero della cifra, per giunta in dimensioni diverse.
I menu a lettere mobili dei bar sono purtroppo una fonte di ispirazione costante. Talvolta anche le scritte a lettere mobili che vengono messe fuori da certe chiese americane e simili. Vengono fuori scritte ambigue, tipo “Godisnowhere”, che può essere interpretato come “Dio è qui adesso”, ma anche come “Dio non è da nessuna parte”.
Su una chiesa di San Pietro è caduta la S, trasformando la scritta in “aint Peter’s church”, che in slang significa “Non è la chiesa di San Pietro”. “E di chi è questa chiesa, allora?”, si chiede la didascalia.
Tra le varie segnalazioni giunte quest’anno, c’è anche quella della stella dedicata al gruppo rock dei Fleetwood Mac sulla Hollywood Walk of Fame. La W ha i due tratti laterali paralleli, cosa che non avviene praticamente mai in nessun font, nemmeno in quello che si usa per le targhe delle macchine in Italia. In pratica si tratta di una M capovolta.
È una scelta strana, tenuto conto che le altre stelle sulla stessa strada hanno una W normale messa al posto giusto (vedi Walt Disney per esempio). Chissà perché in questo caso si sono regolati diversamente.

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