Il Kabel e l'impaginazione di Topolino

Il Kabel è un font che è rimasto in uso per alcuni anni sul settimanale Topolino. È entrato in servizio all’inizio del 1992 e ci è rimasto fino al 4 giugno del 1996.

L’entrata in servizio passa abbastanza inosservata, visto che non coincide con nessun restyling grafico del giornale: l’impaginazione resta la stessa, i colori e le intestazioni pure, cambia soltanto la forma dei caratteri. Prima si utilizzava un Futura: basta notare la a rotonda ad un solo livello, la t a forma di croce, la f con tratto ascendente lunghissimo. Il Kabel invece si riconosce per la forma della g, il cui tratto discendente ricalca una circonferenza perfetta. Visto che la g è abbastanza rara, trovandosi di fronte una pagina qualsiasi si può andare subito a cercare la lettera e: nel Kabel ha il trattino centrale in salita, caratteristica che manca tanto nel Futura che nei font che ne presero il posto. 

 


A sinistra il Futura, a destra il Kabel che prese il suo posto all'inizio del 1992. A prima vista il cambiamento passa inosservato, visto che l'impaginazione del giornale resta praticamente la stessa.

 

L’abbandono del Kabel invece è un evento che si nota eccome: coincise con un restyling completo dell’impaginazione, che abbandonò le forme rettangolari e ordinate proprie della tipografia tradizionale e cominciò a puntare su tecniche più moderne, quelle che poi porteranno le pagine del giornale a somigliare a festosi cartelloni composti da tanti post-it attaccati in maniera disordinata: da quel momento in poi si comincia ad usare font originali per i titoli, a far saltare il confine tra fotografie e articoli, ad inserire i vari pezzi in caselle di testo colorate e dai bordi creativi, a usare “civette” e segni grafici per guidare lo sguardo attraverso i testi e le immagini... Un altro passo verso quelle che sono le regole di impaginazione attualmente in vigore. 

Dal punto di vista esterno, quel restyling si nota perché fece sparire la cornice attorno al nome della testata sul lato giallo del giornaletto (il “dorso” o “costa”), mentre il logo del topo con le orecchie da nero diventa rosso con i riflessi). Insomma, la prima cosa che si nota guardando una collezione di vari Topolino allineati sullo scaffale. 

 

L'impaginazione all'inizio degli anni 90: l'intervista è inserita in tre colonne giustificate, tutte in Futura, dove l'unica distinzione è l'uso del neretto per le domande. Le immagini sono inserite all'interno di blocchi rettangolari, anche quando la loro forma non lo è o è stata alterata per uscire dalla cornice.


Impaginazione di Topolino dopo l'abbandono del Kabel (fine anni 90): notare il titolo scritto utilizzando un font insolito (anzi due: la i del si è diversa da quella della parola gira), la R usata come capolettera, l'uso di colori diversi tra il testo e le scritte in grassetto (giallo nell'articolo, rosso nella colonna di destra), la scritta in verticale che si intravede in alto a sinistra, il fumetto dentro la foto, l'assenza di separazione tra immagini e testi (il testo è scritto in trasparenza al disopra dell'immagine).


L'impaginazione di un Topolino recentissimo (2019): si notano le immagini inclinate e con ombra, le foto senza contorni che vanno a intrufolarsi all'interno del testo scompaginandolo, le domande dell'intervista presentate come didascalie di un fumetto (sfondo giallo contornato in nero e caratteri all-caps che simulano quelli scritti a mano), mentre le risposte, in un font diverso, distinguono per colori il grassetto delle parole in evidenza (nero) dal grassetto del nome della persona che risponde (rosso); la casella in alto ha i contorni da pellicola fotografica, il titolo e il testo sono scritti in due font diversi rispetto a quelli usati nell'articolo.

Già che ci siamo, ecco un esempio dell'impaginazione di Topolino numero 1 (anno 1949, fotografato da una ristampa): niente immagini, niente colori, caratteri serif a sinistra e bastoni a destra.


Un'altra pagina di Topolino numero 1: qui un tocco di colore c'è, ma solo in alto. Caratteri serif, nel testo numeri minuscoli, uso del corsivo per evidenziare le parole oppure del tutto-maiuscolo (all-caps), disegni ancorati come paragrafi. "Corpo di mille diavoli scatenati! Eccomi qua con un kriss malese fra i denti, una spingarda a tracolla e sei bombe da tremila libbre nel taschino del panciotto", dice l'amichevole rubrica per bimbi; "Vi giuro sulla mia anima dannata ... che ho visto cose che farebbero rizzare i capelli in testa a un teschio calvo da sei secoli! ..." L'autore della rubrica è Gambadilegno, qui nelle vesti di pirata che cura una rubrica di enigmi enciclopedici.

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