Tondo

Classificare i caratteri in maniera scientifica è da sempre un’impresa. Esistono tanti tipi di classificazioni, contrapposte tra di loro e talvolta lontane dall’uso comune. Tanto che qualche volta qualcuno cita la famosa classificazione degli animali ideata da Borges (a fini umoristici) per alludere al fatto che con questi presupposti è inutile proprio fare il tentativo.

Una parola che si trova nei vecchi documenti è “tondo”. Parola che cade in disuso in epoca informatica, quando gran parte dei documenti e dei siti web fanno riferimento all’universo anglofono. Quando la Nebiolo si stampava il suo catalogo poteva usare la terminologia che voleva, mentre ora una fonderia italiana che carica i suoi lavori su My Fonts deve adeguarsi alla terminologia di My Fonts.

Comunque una voce di Wikipedia in italiano dedicata al carattere tondo c’è: “Il tondo è il tipo di carattere in cui l’asse di ogni lettera è perpendicolare alla linea di base”. Secondo Wiki può essere di tre gradi: maiuscolo, maiuscoletto e minuscolo. “In francese è chiamato romain, in inglese Roman, mentre in tedesco è reso col termine aufrecht (diritto)”.

Il paragrafo relativo alla storia di questo stile dice che venne inventato dai monaci tedeschi Sweynheym e Pannartz quando introdussero la stampa a caratteri mobili in Italia, incidendo caratteri che si differenziavano da quelli gotici ma si ispiravano alla scrittura a mano umanistica (che a sua volta prendeva le maiuscole dalle lapidi romane e le minuscole dai manoscritti di epoca carolingia).

L’articolo elenca vari serif tra cui Garamond, Times New Roman, Bodoni, Baskerville e Caslon, e conclude contrapponendo il tondo al corsivo detto italico, elaborato nel 1500 da Aldo Manuzio a Venezia, e che è caratterizzato dall’avere aste inclinate.

Chiaramente una definizione che tenga conto solo dell’inclinazione crea un malinteso iniziale, visto che anche il gotico ha aste verticali. Ma l’articolo chiarisce che lo stile gotico non è affatto tondo.

Anche elencare nomi come quello di Garamond crea dei malintesi, perché questa famiglia si riferisce a vari stili, tra cui un corsivo italico che appunto è ad aste inclinate, e la cui forma delle lettere è ben diversa da quella del Garamond tondo (basta mettere in italico una Q del Garamond installato di default sul computer per vedere in che maniera imprevista si arriccia la coda).

Chiaramente nell’articolo ci si riferisce alla versione non-corsiva di questi tipi di carattere.

Ma il fatto che tondo venga considerato sinonimo di roman o romain in inglese e francese pone una nuova limitazione. Perché i caratteri che vengono definiti romani sono quelli con grazie, contrapposti ai sans serif, che alcuni chiamano gotici anche se non hanno nulla a che vedere né coi goti né col blackletter del medioevo, che sono i caratteri privi di grazie. Come Helvetica, Arial, Impact e tanti altri, che pure hanno le aste verticali ma non sono considerati romani. Il Futura ha una O perfettamente tonda (nel senso di circolare): ma è tondo pur non essendo romano?

Da Wikipedia uno potrebbe concludere così, ma nell’uso comune le cose sono un tantino diverse: lo Studio Di Lena per esempio ha creato una versione digitale del Semplicità di Alessandro Butti, carattere senza grazie italiano del 1930, e ne ha messo a punto varie serie di “tonda” contrapposte alle varie “corsiva”. Quindi un senza grazie può essere tondo pur senza essere romano? (Le varie versioni erano distinte per peso - chiara, neretta e nera - e larghezza - normale e stretta - ).

Ma Semplicità, come il Futura, ha una O perfettamente circolare (nella versione normale). L’Impact ha una O stretta con fianchi rettilinei paralleli. Può essere considerato un sans serif “tondo” solo perché ha l’asse verticale? E che dire di font come Graduate e Stalinist One, composti solo di linee rette?

Secondo il dizionario del Corriere della Sera la parola tondo si riferisce comunemente a ciò che è di forma circolare o sferica. Il significato tipografico viene soltanto accennato con un esempio: “Alternare il tondo e il corsivo”. Tutte le ipotesi restano aperte.

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