FiaErc e vecchie macchine sportive

Il logo del Campionato Europeo di Rally della Federazione Internazionale dell’Automobilismo (Fia-Erc) contiene una scritta che mi ricorda un po’ il Klavika, font disegnato nel 2004 da Eric Olson che abbiamo avuto spesso sotto gli occhi per via delle grafiche del Tg1. E però c’è qualcosa che non quadra. A parte i terminali di C e S, è la M la lettera più distante: nel logo del campionato ha i due fianchi paralleli mentre il vertice centrale è abbastanza arrotondato. Nel Klavika invece la M ha i fianchi palesemente divergenti, mentre il vertice centrale è tagliato via di netto.

Giro un po’ tra i font simili, ma non trovo qualcosa che ci somigli di più. Provo a passare la descrizione al questionario di Identifont, il quale però mi invia verso il Good News Sans (Kyle Wayne Benson, 2014), che non solo è stretto, ma ha tratti verticali là dove non ci dovrebbero stare (anche nella parte di destra della P e della R).

A differenza di altri siti automobilistici (come quello della federazione mondiale e quello della Formula1) che usano font ad hoc, la Federazione Europea di Rally si è rivolta a font commerciali. Nei titoli degli articoli viene usato il Kiona Bold, un sans serif geometrico con C simile a quella del Montserrat (e differenze nella G, nella R e nel numero 1, tra l’altro). Per i testi si usa invece un normale Open Sans attinto dai server di Google.

Già che c’ero ho cercato la parola “rally” su Fonts In Use. Molti risultati sono fuorvianti, visto che in inglese la stessa parola indica anche un raduno o un corteo. Ma qualche automobile compare qua e là. In particolare mi colpisce una Pegeout 205 Turbo degli anni 80, col nome scritto in Traffic. Nell’articolo si possono vedere altre Pegeout 205 sulle quali vennero usati gli stessi caratteri, con qualche variazione (la scritta Turbo talvolta era con l’iniziale maiuscola, talvolta minuscola).

Il Traffic venne anche utilizzato per dei modelli di orologi ispirati all’immaginario automobilistico.

Molto popolare qualche decennio fa, il font esiste in qualche revival gratuito, ma non in versione commerciale digitale.

Nell’articolo si notano le differenze tra la versione usata dalla Pegeout e la versione originale. In particolare, l’originale non aveva lettere maiuscole, quindi la T venne aggiunta a parte (e per gli orologi fu necessaria la B). La t minuscola invece talvolta curva a destra in basso, talvolta no.

Tra i commenti della pagina relativa agli orologi è contenuto l’intero foglio Letraset con tutte le lettere che compongono l’alfabeto, tra cui si notano numerose varianti. La i e la j si potevano ottenere sia col puntino tondo a parte, sia con il puntino triangolare ottenuto tagliando l’asta. La l esisteva sia in versione rettangolare che curvata in basso. Anche v e w erano disponibili in due forme diverse.

Un altro font interessante che si trova sul retro di macchine sportive degli anni 80 è il Sinaloa (Rosmarie Tissi, 1974), qui sulla coda di una Citroen, con qualche modifica

Anche in questo caso il sito mostra l’intero set di caratteri pubblicando la foto di un foglio Letraset.

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