Giustificare il testo con la Ibm Selectric Composer
La Ibm Selectric Composer era una macchina da scrivere elettrica che permetteva di usare font non-monospace, che potevano essere sostituiti facilmente, e che potevano produrre un testo giustificato eventualmente pronto per essere fotografato e stampato in offset.
A prima vista una persona comune non era in grado di distinguere testi impaginati con monotype e linotype da quelli prodotti con la Ibm Selectric Composer. E si trattava di tecniche completamente diverse: monotype e linotype erano macchine nelle quali veniva immesso metallo fuso, che si solidificava all’interno delle matrici producendo blocchetti di metallo con le lettere in rilievo e rispecchiate. Il testo così impaginato doveva essere trasferito su una macchina da stampa che lo inchiostrava e ci premeva il foglio sopra. Si trattava di un sistema molto più complesso e ingombrante rispetto alla normale macchina da scrivere che può stare su una scrivania.
Un video disponibile su Youtube prova a mostrare la Ibm Selectric Composer nelle operazioni di stampa di un testo giustificato, ossia coi bordi di ogni riga allineati sia a destra che a sinistra. L’operazione era laboriosa rispetto agli standard moderni, perché ogni riga doveva essere ribattuta due volte, la prima per misurare la larghezza del testo, la seconda per dosare lo spazio in base alle esigenze. Per questo scopo era presente sulla destra una manopola che poteva essere regolata su varie impostazioni colorate. Un display a centro macchina, quando era attiva la modalità lettura, calcolava in tempo reale il valore da impostare a seconda di quanti e quali tasti venivano premuti. A quel punto si poteva leggere il valore finale sull’indicatore, e impostare la rotella su quel valore. Poi si digitava di nuovo il testo e a quel punto veniva fuori giustificato.
Purtroppo il video in questione è amatoriale, quindi non si può vedere il risultato sul foglio, che rimane lontano e sovraesposto.
Interessante anche notare il modo in cui la macchina scriveva le parole sul foglio. Mentre nelle macchine da scrivere normali, non-elettriche, era l’intero supporto col foglio che si muoveva da destra a sinistra mentre il supporto dei caratteri restava fermo, qui avveniva l’opposto. Questo perché nelle macchine da scrivere normali c’era un complesso meccanismo che collegava ciascun tasto al relativo martelletto, ed era impossibile spostare il tutto. Nella Selectric i caratteri apparivano in rilievo su una piccola sfera, chiamata in inglese typeball o, informalmente, golf ball, che si orientava automaticamente rispetto al foglio a seconda dell’impulso ricevuto dalla tastiera. Quindi il rullo col foglio rimaneva fermo ed era la testina con la golf ball a spostarsi verso destra nel corso della digitazione.
Non solo la macchina poteva stampare usando font diversi, ma anche la dimensione poteva variare tra gli 8 e i 14 punti.
Sul finire degli anni Settanta alcune varianti di questa macchina da scrivere avevano anche una memoria di circa 5 mila caratteri. Di conseguenza si poteva evitare la necessità di digitare due volte lo stesso testo.
Si tratta di uno dei prodotti più avanzati che precedono l’introduzione del personal computer coi relativi programmi di desktop publishing.
Un dettaglio della palla dei caratteri in funzione si può vedere in un altro video sempre presente su Youtube. Qui l’inquadratura è stretta sul foglio, quindi si può notare sia la giustificazione completa, sia l’allineamento a destra o al centro, ma non i comandi che servivano per ottenere quest’effetto. Il testo compare rapidamente: evidentemente è caricato dalla memoria. Nell’inquadratura iniziale poi si vede che non c’è nessuna manopola per impostare manualmente l’entità dello spazio per la giustificazione, quindi evidentemente si tratta di uno dei modelli più recenti.Un altro video che si trova su Youtube mostra i movimenti della golf ball al rallentatore, visto che alla velocità normale non sono distinguibili.
Un filmato con una spiegazione dettagliata del meccanismo che controllava la golf ball dei vari modelli di Selectric pure è stato caricato su Youtube. Ottima qualità, con tanto di persona in carne ed ossa che spiega il funzionamento delle varie parti della macchina, e un montaggio professionale che inserisce al punto giusto i dettagli, le immagini al rallentatore, le schematiche dei meccanismi.
Il video si sofferma sul funzionamento di quello che in inglese si chiama whiffletree, ossia un sistema di leve collegate tra di loro in maniera molto particolare. Qualcosa del genere si usa nei campi più disparati, dalle carrozze a cavalli ai tergicristalli, ma non c’è una voce su Wikipedia italiana che corrisponde a quella in inglese. Non so quale nome gli danno gli ingegneri. Il dizionario del Corriere della Sera lo traduce con “bilancino”.
Il bilancino serviva per convertire un’informazione digitale in una grandezza analogica. Visto che c’erano quattro righe sovrapposte di caratteri sulla sfera, la sua inclinazione poteva essere controllata tramite due bit: uno controllava l’abbassamento dell’angolo per stampare una riga sotto quella di default, l’altro controllava l’abbassamento di due, e quando erano entrambi impostati a uno si otteneva la somma 2+1=3, quindi si stampava la lettera presente sull’ultima riga in basso. Tutto questo era possibile perché il punto di aggancio di una delle leve non è al centro preciso dell’altra leva del bilancino, ma si trova decentrata in proporzione della rotazione che si vuole ottenere.
La rotazione in orizzontale della sfera era più complessa, perché le posizioni possibili erano 22. Il video non si sofferma su questa parte della macchina, che funzionava grazie a meccanismi più complessi, sempre basati sullo stesso principio, ma con un maggior numero di bilancini combinati tra di loro.
Detto così sembra complicato, ma nel video si può vedere in un’unica inquadratura sia lo schema del posizionamento delle parti del bilancino, sia l’inquadratura frontale della lettera che si vuole stampare dalla sfera, e sia il movimento al rallentatore dell’apparecchiatura in funzione.





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