Babelstone Ogham
L’ogham è un’antica forma di scrittura nella quale tutte le lettere sono composte da un certo numero di barre che spuntano perpendicolarmente o obliquamente a partire da un’unica linea centrale.
Nella sua rappresentazione al computer la linea è orizzontale e le barre sono verticali o oblique. Nell’antichità invece era prevalente la scrittura in verticale, anche perché si usava il bordo tra due facciate della pietra come linea centrale, con le barre che si estendevano a volte su una facciata, a volte sull’altra a partire dallo stesso spigolo.
Il sito mostra le foto di alcune delle pietre in questione, se disponibili, altrimenti un disegno che riproduce chiaramente l’iscrizione. Ogni iscrizione viene inoltre trascritta sia in lettere latine, sia in lettere ogamiche utilizzando l’apposito font digitale.
Per ogni pietra viene fornita una scheda con località, storia, descrizione, dimensioni, datazione.
Solitamente la scritta procede dal basso verso l’alto, ma può proseguire dall’alto verso il basso seguendo il bordo esterno della pietra.
Comunque si trattava di iscrizioni brevi su lapidi funerarie, solo per dire il nome del defunto.
Per parlare delle forme delle lettere alternative di questo alfabeto, il sito mostra qualche pagina del Libro di Ballymote, un manoscritto in cui compaiono anche alcune parti scritte in ogham.
Per trascrivere digitalmente una delle scritte in Ogham il codice del sito propone al browser i seguenti font, nell’ordine: BabelStone Ogham Lithic, Segoe UI Symbol, Dejavu Sans e Code2000. Non occorre averli installati, perché il software con cui si sta navigando pesca tranquillamente il primo della lista dallo stesso server del sito.
Per visualizzare altre iscrizioni vengono usati font diversi, sempre in ogham, a seconda dello stile usato sulla pietra di volta in volta. Tutti possono essere scaricati gratuitamente nell’apposita pagina, con licenza Open Font: Babelstone Ogham (versione regular e italic), Babelstone Ogham Bound (anche questo con l’italico) dove i trattini sono sostituiti da rettangolini outline (viene usato come grassetto), Babelston Ogham Fixed (altezza delle lettere e spazi ritoccati), Babelstone Ogham Stemless (senza linea orizzontale che congiunge il tutto), Babelstone Ogham Lithic (con i puntini al posto delle righe che si estendono sia sopra che sotto), BabelStone Ogham Pictish (in quattro versioni: regular, italic, bold e bold italic), e BabelStone Ogham Special (in cui alcune lettere hanno la forma alternativa a metà tra una barra e una S).
Il sito offre anche una gran quantità di font con le rune (che spesso compaiono sulle stesse pietre sulle quali si vedono le iscrizioni in ogham), nonché lettere cinesi e qualche bonus, tipo le bandiere marinare o degli Stati, a colori.
L’Italico dell’ogham viene ottenuto in maniera stranissima, inclinando verso sinistra le aste. Ma non rispetto alla base, bensì rispetto alla linea centrale. Così le barre che attraversano la linea centrale si inclinano in senso antiorario al disopra della linea, e in senso orario al disotto. Mai vista prima una cosa del genere.
L’ogham venne sviluppato intorno al quinto-sesto secolo dopo Cristo. Noi conosciamo soltanto le iscrizioni su pietra, ma possibile che venisse usato anche su oggetti di legno che non ci sono arrivati. Fu in uso sporadicamente sui manoscritti fino al sedicesimo secolo. Wikipedia nomina anche una pietra tombale dei primi dell’Ottocento con un’iscrizione ogamica.
Il blocco dedicato a queste lettere è stato inserito in Unicode a partire dalla versione 3.0 del 1999.
Quest'alfabeto è semplicissimo da realizzare , sia perché le lettere hanno una forma basilare e ripetitiva, sia perché sono soltanto 29, senza problemi di kerning e legature.





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