Urtype
La definizione Donat-Kalender l’avevo già sentita: deriva dal fatto che il documento in questione è strutturato sotto forma di calendario, con le varie esortazioni suddivise in base ai nomi dei mesi, per cui viene chiamato Turkenkalender (calendario turco) o semplicemente Kalender. Lo stesso font venne usato da Gutenberg anche per stampare una grammatica latina scritta da Aelius Donatus. Da cui il nome Donat-Kalender, oppure Donat-und-Kalender o più propriamente Donatus-Kalender (abbreviato D-K).
La parola Urtype invece mi giunge nuova. In inglese type significa tipo di carattere (ossia quello che comunemente viene chiamato font). Però cercando coi motori di ricerca pare che il concetto non riguarda necessariamente la tipografia.
Uno dei primi risultati che viene fuori si trova sul sito della Microsoft, in un manuale riguardante il linguaggio Xml, nel punto in cui si parla delle definizioni dei tipi di dato. La radice dell’albero gerarchico viene chiamata “ur-type definition”.
Wiktionary fornisce una definizione più generica: “Un tipo basico, primitivo, originale; prototipo”.
Né qui né altrove trovo informazioni a proposito dell’etimologia. Né esiste una parola corrispondente in lingua italiana (e in effetti Wiktionary non suggerisce traduzioni in nessuna lingua). Però il vocabolario Treccani riconosce l’esistenza del prefisso ur-: “Prefisso, quasi sempre tonico, della lingua tedesca, col valore di antichissimo, primo, originale, schietto”. Alcune parole che iniziano per ur- sono state utilizzate anche in un contesto in lingua italiana. Tra queste, il vocabolario segnala Urtext, “la forma o redazione originale di un testo letterario o musicale”, oppure Urfaust, il primo abbozzo del Faust di Goethe.
Secondo il sito Etimo.it la sillaba tedesca ha qualche radice in comune con le parole origine e oriente, che hanno a che fare col principio, la provenienza di qualcosa.
C’è una antica città-stato della Mesopotamia che si chiama Ur, fondata nel 3800 avanti Cristo. Però il nome non dovrebbe avere nulla a che vedere col prefisso tedesco. La pagina di Wikipedia in inglese riporta le varie trascrizioni del nome della città utilizzando nel testo i caratteri cuneiformi in uso all’epoca. Una nota avvisa che senza l’appropriato supporto per il rendering “potresti vedere punti interrogativi, caselle o altri simboli”.
Un gruppo esoterico italiano rivelatosi a partire dal 1927 si chiamò Gruppo di Ur, ispirandosi sia ad un’espressione esistente nel caldeo e nel runico, sia al prefisso tedesco indicante qualcosa di primigenio o antico.
Il gruppo pubblicò anche una rivista di scienze esoteriche. Ho cercato qualche copertina, curioso di vedere che font avevano utilizzato. Una foto si può vedere sul sito Ecoantroposophia, purtroppo con qualche scritta in verde sovrapposta. Comunque il nome della testata è impaginato in caratteri interessanti.
La forma della R in particolare mi colpisce: la passo al Font Moose alla ricerca di qualcosa di simile. I risultati sono molti, ma nessuno corrisponde.
Il carattere è senza grazie, molto largo, con angoli spigolosi ma con un occhiello di forma ellittica leggermente inclinato verso l’alto. Secondo Font Moose il risultato più vicino è il Junebug Stomp, di Nick’s Fonts, dove però manca lo spigolo in alto a sinistra. Anche la U è più arrotondata.
Ma con gli anni più o meno ci siamo. Secondo la didascalia infatti questo font è ispirato ad un poster circa del 1925 realizzato da un certo Bouchard per una canzonettista chiamata Arlette Montal.
Identifont conosce questo font, ma non ha catalogato nessun carattere simile.





Commenti
Posta un commento