Romain du Roi
Non si trattava del primo tentativo di costruire geometricamente un alfabeto: Felice Feliciano ci aveva provato già nel 1463, ricreando le lettere delle iscrizioni romane. Ma qui c’è la presenza della griglia, e l’aumento del contrasto che enfatizza le linee verticali.
Il disegno venne realizzato da una commissione messa a punto dalla accademia reale. La griglia era di 8x8 per le maiuscole, mentre era rettangolare per le minuscole, mi pare 14x7 più due file di mezzi quadretti, sopra e sotto, per disegnare le grazie dei tratti ascendenti e di quelli discendenti.
La principale caratteristica che noto in questo font è la forma delle grazie all’estremità superiore della i e della l, che è simmetrica rispetto a quella inferiore (orizzontale, spuntano a destra e sinistra) e in netta controtendenza rispetto alla consuetudine prevalente di far spuntare la grazia solo a sinistra (e magari in obliquo a scendere).
Un altro segno distintivo è costituito
da una grazia a mezza altezza sulla l, come quella che sta sulla s
lunga. Quest’ultima lettera veniva usata sempre in mezzo alla parola, anche in caso di doppie, mentre a fine parola si usava la s che è in uso oggi (e che in francese compariva di frequente, come pure in latino, a differenza dell’italiano).
Su Wikipedia si può vedere un esempio di tre righe scritte in Romain du Roi, e tutte queste caratteristiche sono evidenti.
Oltre alla griglia semplice da 8x8 esisteva uno schema più dettagliato, in cui ogni quadretto era suddiviso ulteriormente in 6x6 ed erano indicati i centri delle varie circonferenze, ciascuno di questi identificato da una lettera minuscola. Le coordinate dei quadrati erano come nelle scacchiere, fatte di lettere e numeri per indicare colonne e file.
Se volete anche rovinarvi la giornata vi consiglio questo sito, che regala un font gratuito ispirato ai caratteri di Grandjean e linka il libro Médailles sur les principaux événements du règne de Louis le Grand, 1702, che sarebbe il primo impaginato con questi caratteri e che si può sfogliare su Archive.org.
Mi dispiace dirlo, ma è più che evidente che il carattere che si vede nelle pagine dell’opera non è lo stesso che era stato proposto a Grandjean: qui vediamo che la grazia superiore di i e l è spiovente, che l’occhiello inferiore della g è tutt’altro che circolare, eccetera. (Qui ci dovrebbe essere qualche foto della vera edizione coi caratteri in questione, ma purtroppo il file è in bassa qualità e non permette di distinguere i dettagli).
Per quanto riguarda il font digitale, direi che fa pietà. Sì, l’autore ha cercato di riprodurre le caratteristiche più evidenti di questi caratteri, dalla coda della Q alle grazie superiori di i e l, alla curvatura dei fianchi della v. Ma, che Dio lo perdoni!, ha totalmente sottovalutato tutta la costruzione geometrica che è poi l’idea di base di questo tipo di carattere. Per cui le lettere sono bitorzolute in maniera improponibile (guardare la b, la c, la d, la e, la parte superiore della f...). La grazia superiore della E è strutturata in maniera diversa rispetto a quella della F, e anche della T, e per giunta nessuna di queste si avvicina all’eleganza delle proporzioni messe a punto dalla commissione seicentesca (le proporzioni qui sono praticamente slab!).
E fosse solo questo! Non solo in grosse dimensioni si notano i difetti, mentre in piccole scompaiono alcuni parti delle lettere perché troppo sottili. Le metriche delle lettere sono palesemente sbagliate (a destra della s lunga viene lasciato un enorme spazio, senza motivo, due g consecutive si toccano tra di loro...) e il kerning non si sa neanche cos’è.
Insomma, basta un minimo di sensibilità per rendersi conto della superficialità del progetto.
Nel file compare un nome alla voce “società”, ma quello che fa più male è leggere il nome Phillipe Grandjean” alla voce “autore”. Dovesse risuscitare, Philippe si infurierebbe notevolmente.
Sul fronte dei font commerciali invece è molto equilibrata la versione realizzata da Gert Wiescher nel 2008 chiamata Royal Romain (du roi significa appunto del re, in francese), disponibile a 51 euro (-1c) in versione completa di quattro font (regular, italic, bold, bold italic) completi di lettere accentate.






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