Euro 2020 e font calcistici

Non avevo mai approfondito la questione dei font calcistici, ma mi accorgo ora che gli appassionati sono più di quelli che credevo e seguono tutte le novità nei dettagli.

In questi giorni si stanno svolgendo, in ritardo, i campionati europei di calcio del 2020, rinviati per via della pandemia.

Quindi capita spesso di vedere schermate ufficiali con le scritte fatte in un font strano, in cui lettere e numeri sono caratterizzati da un andamento curvo, come se fosse una strada che segue un tracciato ben preciso, lasciando dei gap come se altri tratti fossero altre strade che ci passano sotto.

A quanto si legge sul web il font si chiamerebbe Bridge Type, ispirato al concetto dei ponti, visto che il campionato rappresenta una connessione tra Paesi, città e giocatori.

Sarebbe basato su un’idea di Young&Rubicam Portugal e sviluppato da Adotbelow.

Per i testi più piccoli invece verrebbe usato il Pf Beau Sans Pro, dove non ci sono gap nei tratti.

Addirittura sul web esistono siti specializzati nel diffondere copie (non consentite, in teoria) dei font che si usano per i nomi e la numerazione sulle maglie delle squadre di calcio di vari campionati.

Il sito Nssmag a dicembre del 2019 aveva pubblicato un articolo dopo che erano state rese note le maglie messe a punto da Adidas e Puma per le nazionali che avrebbero giocato gli europei del 2020. A lasciare perplessi era stato il fatto che era stato usato lo stesso font per tutte le squadre, a parte la Svizzera con l’immancabile Helvetica. Il sito si era divertito ad immaginare come sarebbero state le maglie se per ogni Paese fosse stato scelto il più famoso font nazionale: il Johnston per l’Inghilterra, il Garamond per la Francia, il Bodoni per l'Italia, il Futura per la Germania e il Museo per l’Olanda. Per la Russia, il sito immaginava le lettere latine in stile cirillico. 

A ottobre 2019 lo stesso sito aveva dedicato qualche riga al nuovo font presente sulle discusse maglie verdi della nazionale. Il kit si chiamava Reinassance, quindi immagino si debba chiamare il font con lo stesso nome. Un sans serif molto stretto, con la O ad anello di catena e terminali della C tagliati in orizzontale. In particolare noto il tratto obliquo della N che incontra il tratto sulla destra molto al disopra rispetto alla base. 

A settembre invece il sito aveva realizzato una carrellata di specimen dei font in uso nelle principali squadre di calcio italiane e straniere. “La tipografia del calcio sta vivendo un periodo d’oro: siamo negli anni del font, che è passato dall’essere un dettaglio nerd snobbato da brand e designer a uno degli elementi distintivi di una maglia da calcio”, diceva l’articolo.

Ma torniamo ai caratteri ufficiali del torneo: sul sito ufficiale di Adotbelow è possibile vedere qualche specimen del Bridge Type, font commissionato da Y&R Portugal, insieme ad altri font realizzati dalla stessa azienda, di cui l’ultimo è quello della coppa del mondo del Qatar 2022, commissionato da Unlock e contenente non solo l’alfabeto latino ma anche quello arabo, grazie al lavoro del disegnatore e calligrafo giordano Hussein Alazat.

Y&R Portugal ha commissionato anche il font della Nations League, che contiene lettere latine e cirilliche, e rivendica un aspetto da inizio Ventesimo secolo. 

Quella che viene chiamata Y&R in realtà è Vmly&r. Sul suo sito ufficiale c’è una eccezionale presentazione animata dell’europeo, che raffigura numerosi monumenti tipici dei Paesi che partecipano al torneo, uniti da strade verdi dai bordi bianchi in cui spesso compaiono aree di rigore o cerchi di centrocampo. Le curve delle strade sono uguali a quelle che si vedono nel font. Numerosi i ponti che compaiono, tra cui si riconosce il Tower Bridge di Londra (qui con un campo di calcio intero sulle due metà del ponte che si sollevano) nei pressi del Big Ben, e un ponte ad archi con statue di angeli nelle vicinanze del Colosseo.

Un video di due minuti molto rilassante propone tra un’animazione e l’altra le parole chiave e i concetti che stanno alla base del progetto di branding (in inglese). Tanti concetti positivi, e tante inquadrature sui ponti in 3d, mano mano che si costruiscono in maniera fluida. 

Girovagando, trovo anche un articolo di Sky risalente all’estate scorsa, che annunciava che il campionato di Serie A che si è appena concluso sarebbe stato il primo nel quale sulle maglie di tutte le squadre sarebbe stato usato lo stesso font, come nella Premier League. Questo per “dare un senso di uniformità” ed “evitare caratteri illeggibili”, diceva il sito, mostrando qualche anticipazione, ma senza fare esempi di quando mai i caratteri sarebbero stati illeggibili. E comunque rimandando ad un sito specializzato senza fare il nome del font scelto. 

Secondo Passione Maglie il font è stato commissionato ad un’azienda italiana, Stilscreen, che produce transfer termoadesivi. La prima proposta sarebbe stata Moustaches, “poi modificata perché il regolamento Uefa non permetteva l’abbellimento grafico all’interno dei numeri”. Che sarebbero dei riflessi bianchi all’interno dei tratti. 

In realtà dalle foto presenti sul sito pare proprio che sia stato scelto il Moustaches, ma nella versione semplificata, senza gli abbellimenti.

Il sito Outpump lo dice esplicitamente. Entrambi i siti pubblicano alcuni fotogrammi di un filmato mandato in onda da Sky, in cui si vedeva qualcuno che sfogliava i progetti scartati. La proposta due si chiamava Virtual, ed era basata sull’assenza di linee curve, all’interno degli angoli dell’ottagono (un po’ come sulle maglie degli sport americani). La proposta 3 invece aveva i numeri caratterizzati da tratti rettilinei, raccordi curvi e terminali tagliati in obliquo. 

A proposito di design calcistico, c’è una notizia pubblicata ieri sul Tempo che lascia abbastanza perplessi. Titolo: “La Uefa va avanti con il suo regime totalitario: allo Stadio Olimpico impone le maglie da indossare”. Gli steward avrebbero obbligato i tifosi presenti all’ultima partita giocata, Inghilterra-Ucraina, a indossare al contrario le maglie della nazionale italiana o delle squadre del campionato italiano. Le uniche maglie consentite erano quelle delle due nazionali in campo o dei club che militano nei rispettivi campionati. In pratica se uno dei giocatori in campo milita nel campionato italiano, e un suo tifoso vuole assistere alla partita indossando la relativa maglia, non può farlo su decisione della Uefa. Il sito ha riportato la notizia senza approfondimenti, e l’articolo finora non ha ricevuto commenti da parte dei lettori.

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