Drunken Shower
I tag di My Fonts sono spesso fuorvianti. Non c’è una regia centrale ad attribuirli: ognuno fa come meglio crede, così ci sono font che hanno pochissimi tag, a malapena quelli essenziali, e altri che ne hanno a bizzeffe, nell’intento di pescare clienti a strascico.
Esempio: esiste il tag “punk”, che restituisce una lista di ben 413 risultati. Ma cos’è che rende punk un font?
Al primo posto della lista, organizzata dal sito in base al vago criterio di “rilevanza” troviamo il Winner Sans di Sportfonts, che è qualcosa da felpe sportive universitarie americane: consuete lettere senza tratti curvi, ma composte di segmenti che seguono le direzioni dei lati dell’ottagono (oltre a quelli orizzontali e verticali ce ne sono altri a 45 gradi, per smussare gli spigoli).
Al secondo posto troviamo Integral Cf, di Connary Fagen, sans serif largo e nero.
Sotto troviamo ancora un lavoro di Sportsfonts, chiamato semplicemente Winner. Una variante di quello che abbiamo già visto, stavolta con grazie slab.
Poi c’è il Generic, di More Etc, che mi ricorda un po’ l’Arial Rounded e che è il primo ad includere le lettere minuscole (tutti i precedenti erano all-caps).
Al quinto posto troviamo il primo script, Zombie Punks, di Wing’s Art Studio. Lettere stampatelle scarabocchiate in maniera irregolare e inclinate in avanti.
Il successivo XXII Total Death, di Doubletwo Studios, già dal nome fa pensare al death metal più che al punk. Lettere disegnate da uno psicopatico, irriconoscibili quando sono messe insieme a formare una parola (potrebbero andare bene sulla copertina di qualche disco di sottogenere punk hardcore).
Più giù c’è il Battery Park di Device, uno stencil consumato, seguito dal Graveblade di Typodermic (anche questo abbastanza metal) e dal XXII Totenkult, ancora di Doubletwo Studios, che è composto di lettere dalla forma classica (tratti sottili, quasi romani o rinascimentali), ma dai contorni rovinatissimi.
Al decimo posto troviamo un altro lavoro di Typodermic, Desperate, con lettere ottenute da segmenti tracciati frettolosamente, con estremità inferiori appuntite e superiori allargate. Un progetto che potrebbe essere copiato istantaneamente, piazzando i punti qua e là nel programma per disegnare i font, al netto dello studio su eventuali sovrapposizioni (lettere come R e T vanno a sovrapporsi alle lettera successiva, talvolta alterandone la forma. Provate a scrivere “ata” e vedrete che la seconda a è diversa dalla prima, per allinearsi col tratto orizzontale della t che la sovrasta).
Per quanto mi riguarda, il primo che si rifà ad un immaginario senza dubbio punk è il Drunken Shower, di PizzaDude.dk. La tecnica è quella del collage, che venne usata dagli artisti punk degli anni Settanta per copertine, poster e fanzine. Lettere provenienti da alfabeti diversi, alcune serif altre sans, alcune nere su fondo bianco altre bianche su fondo nero, alcune spesse altre no, alcune larghe altre strette e così via (e magari le N usate come se fossero Z).
PizzaDude, danese, ha caricato ben 560 famiglie di font sul sito. In gran parte si tratta di lavori informali, nulla a che vedere con le proporzioni classiche. Lettere stampatelle tracciate a pennarello, tratti un po’ sghembi, lettere che non si allineano tutte sulla stessa base o con altezze leggermente diverse...
Fa eccezione forse lo Scentogram, dove alcune lettere hanno forme esattamente geometriche (oaeG ricalcate sul cerchio) anche se per quanto mi riguarda qualcosa non quadra. Alcune lettere mi sembrano troppo strette (la u e la n, per esempio), mentre la spaziatura tra lettere con bordi verticali è minima (tipo nella parola with).
Tra gli altri risultati dello stesso autore anche qualche imitazione dei caratteri della macchina da scrivere (Typewrither) e delle stampanti a matrici di punti (Mono Neox). C’è anche un collage simile al Drunken Shower che si chiama Drunken Tower. Da notare, in entrambi i casi, che scrivendo due e vicine, come nella parola Jeep, le due lettere sono diverse tra di loro, di solito se una è bianca su fondo nero e l’altra nera su fondo bianco. Su Identifont c’è il Drunken Shower ma non il Drunken Tower, e questo non permette di ottenere il confronto a colpo d’occhio tra i due font.





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