Jugendstil Initials

Jugendstil Initials è un font creato dalla fonderia HiH che ha debuttato su My Fonts nel 2007. Si tratta di una versione digitale delle iniziali disegnate da Heinrich Vogeler nel 1905, dalle forme blackletter outline inserite in un quadrato contentente scene di campagna: alberi da frutta, statue, cervi, pavoni, ville... L’immaginario è quello del movimento Heimatkunst, diffuso all’epoca sulla scia dell’inglese Arts And Crafts.

Jugendstil è il nome che si da in Germania e in Svizzera alle espressioni artistiche dell’Art Nouveau, e deriva dalla rivista Jugend (Giovinezza) di Monaco, fondata nel 1886. 

Nella descrizione del progetto presente su My Fonts si dice che forse inizialmente le iniziali venivano incise sul legno, e che passarle in digitale è stata un’impresa non da poco. Essendo un font scalabile, composto di linee di Bezier con estremi e punti di controllo, non era neanche scontato che i software fossero in grado di sopportare lo sforzo. A fronte di una A senza grazie che può essere ottenuta con soli 10 punti, qui la A è composta da 1626 punti. “E questo soltanto dopo che abbiamo semplificato i disegni così che il nostro software per la creazione dei font (Fontographer) potesse gestirli”, si legge nella descrizione.

Nel font ci sono anche le minuscole, che riproducono quelle del Morris Gothic e che si combinano bene con le iniziali scelte (dopo lunghe ricerche sui caratteri che potevano essere compatibili).

Jugendstil è uno dei tag usati da MyFonts. Le famiglie taggate sono 83, a vario titolo. Al primo posto della lista troviamo il Carilliantine di Device, un senza grazie, antenato alla lontana di quei caratteri usati dagli ultrà per i loro striscioni.

Gli altri risultati sono molto eterogenei: si va dai serif rétro ai caratteri psichedelici tornati in auge negli anni Sessanta e Settanta; da qualcosa che ricorda le vecchie insegne della metropolitana di Parigi al Boecklin.

La rivista Jugend è nominata nella descrizione di un font che si chiama allo stesso modo, e che è al di fuori del principale circuito commerciale. Caricato il mese scorso su Fontesk, risulta disegnato da un tale Benoit Ferran.

A quanto pare è ispirato da cinque lettere apparse sulla rivista nel 1896. Da lì il disegnatore ha ricostruito un intero alfabeto nello stesso stile, con numerose varianti.

Ovviamente si tratta di un progetto che non può sfondare: le lettere sono ricalcate all’interno di cerchi, o anche all’esterno in alcuni casi. La leggibilità è minima. È disponibile in due versioni: quella originale, dai tratti sottili a spessore costante, e una più moderna, coi tratti sottilissimi e sfumati.

I file possono essere scaricati gratuitamente, con licenza anche per uso commerciale.

Lo stesso autore è collegato dal sito solo con un altro font: l’Isenheim, serif con influenze medievali con legature e lettere alternate (stessa licenza). Inizialmente doveva essere un revival di un carattere trovato su un vecchio libro (non è specificato di che anno), poi è divenuto un progetto a parte, molto lontano dall’originale. 

Su MyFonts c’è un altro set di iniziali che si chiama Jugend, disegnato da David Nalle per Scriptorium. Qui abbiamo lettere costruite con elementi diversi, come in certi manoscritti medievali (diavoli, animali, draghi, serpenti, tronchi...), circondate da semplici motivi con fiori e ghiande in un quadrato dal fondo nero. Qui però mancano le minuscole. Che non è un problema vero e proprio: i programmi di impaginazione hanno un’apposita funzione per caricare in automatico i capolettera da un font diverso rispetto a quello del testo. Non necessariamente c’è bisogno di usare un font medievale in combinazione con questo: per una vecchia edizione Oscar Mondadori delle Mille e Una Notte ho visto capolettera del genere combinati con l’Aster. Quindi va bene un qualunque font usato per i libri di letteratura.

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