Lettere outline in OpenOffice

Attivando l'opzione Contorni del menu Carattere, in OpenOffice, l'interno delle lettere rimane di colore bianco. Usando la funzione FontWork invece l'interno delle lettere diventa trasparente, e si può anche regolare lo spessore della linea di contorno.

 

Un carattere si dice outline se le lettere sono composte soltanto dalla linea di contorno. L’interno delle aste resta trasparente.

Esistono font progettati appositamente in questo modo, ma qualunque font può essere ricondotto a questo formato sfruttando le opzioni dei programmi di videoscrittura.

In OpenOffice apparentemente è semplicissimo ottenere questo effetto: basta selezionare un testo, cliccarci col pulsante destro del mouse, poi scegliere Carattere, spostarsi nella scheda Effetto Carattere, infine aggiungere la spunta all’opzione Contorno.

La pagina contenente font modificati in questo modo risulta più lenta a caricarsi sul monitor, visto che evidentemente il software deve ricalcolare la forma e la posizione delle lettere a ogni spostamento dell’inquadratura.

Ma il problema principale è un altro. Finché si scrive su fondo bianco, nulla di strano. Ma quando si va a scrivere su un fondo colorato, viene fuori che l’interno delle lettere non è trasparente, ma è bianco. E apparentemente non c’è modo di togliere il colore.

Inoltre lo spessore delle linee di contorno è fisso, e non può essere regolato in nessun modo.

In realtà nel programma c’è un modo migliore per ottenere l’effetto outline e personalizzarlo, ed è FontWork.

La funzione si attiva cliccando sull’apposito pulsante (la A in una cornice) presente nella barra degli strumenti Disegno.

Compare un wizard contentente i vari effetti da applicare. Il primo rappresenta una scritta outline.

Scegliendola, viene inserita nel documento una parola di default, di solito occupando tutta la larghezza disponibile. Il tutto può essere ridimensionato e la scritta può essere personalizzata facendoci sopra un doppio clic.

All’inizio sembra esserci lo stesso problema: l’interno delle lettere è bianco. Qui però si può intervenire dall’apposito menu. Quando si seleziona la scritta FontWork infatti compare una barra in cui è specificato il colore di riempimento. In un menu a discesa c’è scritto Colore. Cliccandoci sopra si sostituisce l’opzione scegliendo Nessuno. A questo punto ogni lettera è composta soltanto dalle linee di contorno.

Il colore di queste ultime può essere cambiato cliccando sull’altro menu a discesa presente sulla stessa barra. L’opzione di default è Nero, ma può essere scelto uno qualunque dei colori presenti nel programma.

Se le linee sono troppo sottili si può regolare lo spessore: l’opzione di default è 0,03 cm.

È possibile inoltre usare una linea tratteggiata al posto di quella continua, scegliendo tra varie opzioni.

L’interno delle lettere può sempre essere riempito con un qualsiasi colore diverso rispetto a quello delle linee di contorno, con una sfumatura, con un pattern bitmap a scelta tra quelli contenuti nel programma e con vari tipi di tratteggio. In quest’ultimo caso lo spazio tra una riga e l’altra rimane trasparente e permette di vedere il colore, l’immagine o le altre scritte che si trovano sullo sfondo.

Comunque, si possono applicare alla scritta le normali distorsioni e gli effetti di FontWork. L’ultimo pulsante presente sulla barra aggiunge l’ombra. Colore e distanza di quest’ultima possono essere personalizzati cliccando col destro sull’oggeto FontWork, poi su Area, poi sulla scheda Ombra.

Dalla stessa finestra, ma nella scheda Tratteggio, si possono personalizzare gli angoli e lo spessore delle linee del tratteggio. Nella scheda Colori si possono aggiungere i valori Rgb dei colori non ancora presenti in memoria. Nuovi pattern per riempire eventualmente le aste possono essere creati o aggiunti nella scheda Bitmap. 

 

Convertire in automatico le lettere alla versione outline può portare a distorsioni impreviste. Qui ho esagerato un po’ per metterne in evidenza una: nessuno disegnerebbe una R in quel modo, perché l’occhio umano non percepisce solo la forma della linea esterna, ma anche quella dello spazio vuoto all’interno (la controforma). Per ottenere un risultato ottimale è meglio procurarsi un font realizzato nella versione outline già dal disegnatore (o nella versione inline, in questo caso)


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