Chi-town

Ho visto la foto delle medaglie che sono stata consegnata ai partecipanti alla Mezza Maratona di Latina. 

La forma è esagonale, a evocare il fatto che anche la pianta della città è disegnata in maniera geometrica. Sui quattro lati inferiori c'è scritto "mezza - mara - tona - (di) - Latina", tutto in maiuscolo. Il di è scritto piccolo in un angolo. Su una barretta esterna alla medaglia, parallela a quella a cui si attacca il nastro, compare scritto "21,097 km" oppure "10 km", a seconda della categoria.

Il font usato ricorda lo stile art-deco, tenuto conto che la città è stata fondata nella prima metà del Novecento col nome di Littoria, sulle terre strappate alle Paludi Pontine. 

Di che font si tratta? Quando ho una scritta stampata a tinta unita su fondo bianco o colorato posso mandare una foto ai servizi di riconoscimento automatico, come What Font Is o My Fonts, per ottenere una risposta immediata. Ma in questo caso la scritta è in rilievo, per cui ci sono riflessi, ombre, bordi che sconsigliano anche solo di tentare. 

Però qualcosa mi fa venire il dubbio che possa esistere una versione gratuita di questo font. La M ha meno spazio sotto la prima semi-arcata che sotto la seconda. Dico semi perché il tratto curvo non forma un arco completo, ma un arco rampante che poggia sull'asta verticale di sinistra. Anche la A è formata con un arco rampante, che però poggia sul tratto verticale di destra. 

Nella N il tratto obliquo è rampante, e poggia sull'asta di sinistra. 

La E è particolare perché è fatta a forma di epsilon

Vado direttamente su Dafont, nella sezione Rétro, imposto l'anteprima con le lettere che mi interessano, pagine da 200 risultati e inizio a scorrere. 

Arrivati alla seconda pagina trovo quello che mi serve: Chi Town, di  Nick's Fonts. 

Caricato su Dafont da prima del 2005. Nessuna descrizione. 

Il font è composto solo di maiuscole, ma molte sono in due varianti, per occupare sia la posizione delle maiuscole che quella delle minuscole. Ad esempio gli archi della M nella prima versione poggiano a sinistra e nella seconda a destra. Quello della A fa il contrario. Nella E il semicerchio piccolo può essere quello di sopra o di sotto. 

La Q può avere la coda obliqua, che la spacca per intero, oppure ad angolo, che attraversa appena il cerchio. 

La O può essere in versione normale oppure piccola e sottolineata. La S può essere verticale o allungata, la G può essere a pianta circolare con un bizzarro tratto obliquo oppure semicircolare. 

Da questo capiamo che chi ha fabbricato le medaglie ha scritto in all-caps, perché tutte le lettere che vediamo sono nella prima versione. 

Il font sul sito è completo e l'etichetta dice 100% gratis. (Ovviamente prima di usare i font di questa piattaforma è meglio leggere bene la licenza, perché alcuni di quelli che sono gratuiti per uso desktop non lo sono per altri usi, come l'embedding in app o siti web. Inoltre, anche se è gratuito l'uso, può non essere consentita la modifica e la redistribuzione). 

Nick's Fonts è una fonderia ben conosciuta: su Dafont ha caricato 113 tipi di carattere che hanno totalizzato 25 milioni di download. 

I più scaricati ieri sono Airstream (streamline), Park Lane NF (una specie di Broadway) e Goodbye Crewel World NF (ricamo a crocette). 

L'ultimo della lista è il Chrome Yellow, particolare ma non brutto. 

Nella lista noto anche il Madison Square, inline, dove la A e la N sono costruite con l'arco rampante come quelle de Chi-Town, e il Copasetic, che pure comunica sensazioni art-deco, con una O perfettamente circolare e una E che ripiega il tratto verticale per trasformarlo nel tratto orizzontale inferiore. 

Alcune di queste soluzioni siamo abituati a vederle negli striscioni dei tifosi italiani di calcio, ma possono essere usate anche in contesti più eleganti. 

Uno dei problemi di Dafont è che non permette aggiungere tag. Non c'è una categoria art deco, ad esempio, quindi bisogna scorrere tutti i Rétro in cui c'è roba anche molto diversa. 

FontSpace questa possibilità ce l'ha, ma questo porta ad un altro problema: non esistono criteri di catalogazione univoci e centralizzati. Quello che a me ricorda l'art deco, o il movimento Arts And Crafts, magari non è taggato in questo modo. 

Nella pagina del Chi-Town, che può essere scaricato gratuitamente anche su questa piattaforma, c'è una breve lista di "Related Styles". Che sono: "Bold, Vintage, Retro, 1920, 1920s, 1930, 1930s, Big, Chicago, Gangster, e Heavy". 

Qui troviamo anche una descrizione: "Ricorda le lettere in alluminio che adornavano i palazzi nella mia città natale, la Città del Vento o la Città dalle Grandi Spalle, Stinkoville (il significato originale nativo americano di 'Chicago')".

Riesco ad immaginare il contesto. 

Clicco sul tag Gangster, tanto per rendermi conto di come funziona la catalogazione con questo sistema. Vengono fuori 24 risultati, dai graffiti che le gang lasciano su muri e metropolitane, a qualche gotico o alternativa a quello della locandina del Padrino, all'Artisual Deco (roba tipo Broadway) o al Gangsters che è un normale sans dalle estremità arrotondate. 

Anche se in questa definizione ci finisce di tutto, almeno devi scorrere una lista di soli 24 font per trovare il meno peggio. 

Invece, cercando i font taggati Art Deco, vengono fuori 802 risultati, molti dei quali non mi ricordano affatto l'art deco, mentre magari quello che farebbe al caso mio non è stato inserito in questa categoria. 

Il problema della catalogazione dei font è sempre esistito, nel corso del tempo persone diverse hanno trovato delle soluzioni diverse. Alcune sono migliori di altre, ma qualcosa di perfetto e ideale è impossibile da mettere a punto. 

Commenti

Post più popolari