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Due dettagli dal Messaggero

Due dettagli dall'edizione cartacea del quotidiano di Roma, il Messaggero, nell'edizione di ieri.  Il primo riguarda i capolettera degli articoli, che sono insolitamente grossi, ben sei righe. Ma dato che le colonne sono strette, da una trentina di battute, anche il font scelto deve essere strettissimo, per creare meno ingombro possibile. Per il disegnatore questo può creare dei grattacapi, specie in una lettera come la M che nella versione classica era una lettera quadrata, larga quanto la sua altezza. Per evitare di affollare troppo i tratti, in questo caso è stato deciso di alzare il vertice rispetto alla linea di base, fino poco sotto la mezza altezza. Ma quello che colpisce qui è che non è stato lasciato margine rispetto al testo: le grazie delle parole dell'articolo toccano l'asta del capolettera, in tutte e sei le righe.  Manca qualsiasi margine tra la M , strettissima, e il resto dell'articolo La lettera più larga dell'alfabeto moderno non è la M , ma la...

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