Pt
Uno dei font di Google in cui mi imbatto spesso sui siti web è il Pt. O meglio, uno dei Pt, visto che ci sono varie versioni: il Sans e il Serif. La sigla Pt a me fa venire in mente Poste e Telegrafi, invece si riferisce a ParaType.
La fonderia nasce nel 1998 come successoe del ParaGraph International Type departement.
Tra gli altri progetti popolari ci sono il Pragmatica e il Circe. Entrambi Sans serif non troppo particolari.
La fonderia ha un account Twitter che tiene abbastanza aggiornato. L’ultima notizia è di tre giorni fa, c’è la foto di un workshop tenuto a Mosca.
La breve scheda fornita da Google non fa nomi di persona o di località.
Il Pt Sans è stato sviluppato per il progetto Caratteri Pubblici della Federazione Russa. Subito dopo è arrivato il Serif. Il progetto è dedicato al trecentesimo anniversario del carattere inventato da Pietro il Grande all’inizio del 700. È stato finanziato dall’Agenzia per la Stampa e le Comunicazioni di Massa della Federazione Russa.
Il disegno del Sans è firmato Alexandra Korolkova, Olga Umpeleva e Vladimir Yefimov. L’anno di rilascio è il 2009.
Che roba è ParaGraph? Mi pare un’agenzia di comunicazione. Hanno un sito attento alle nuove tecnologie, in cui si vede cosa si fa, ma non si sa chi lo fa e perché.
Scrive il sito ufficiale di ParaType che l’azienda è situata in California. Oltre ai caratteri cirillici, lavora sui greci, arabi, ebrei, armeni e georgiani. Chissà perché l’Agenzia russa per la Stampa ecc ha dovuto finanziare un’azienda californiana per sviluppare un font (i nomi dei disegnatori comunque sono russi).
Al costo di 120 dollari offre un servizio molto interessante: la conversione in digitale della scrittura a mano delle persone. “La nostra tecnica non è basata sull’autotracing”, spiegano. “I disegnatori esaminano attentamente la tua scrittura, selezionano le più tipiche versioni delle lettere, e manualmente le digitalizzano e sistemano dentro al font, regolando kerning e spaziatura”. Facoltativamente si possono prevedere anche le varianti delle singole lettere, e costruire un Open Type Font con soluzioni pseudo casuali o contestuali.
Per ottenere il font su misura è necessario compilare un modulo in cui sono presenti sia caselle per le lettere singole, sia cinque caselle con dei pangrammi da trascrivere. Inoltre c’è lo spazio per la firma, le iniziali e un simbolo a piacere.
Sul sito è possibile vedere vari esempi di font realizzati a partire da un testo calligrafico: uno è una dichiarazione di indipendenza scritta da Jefferson nel 1776, un altro è uno specimen delle lettere ricavate dagli scritti di Alexander Pushkin (poeta ottocentesco russo). Questo font è in download dal sito a 25$.
Casualmente leggo un nome nella lista dei (tanti) font della Paratype e mi pare di riconoscerlo: Petroglyph. Non è una collezione di graffiti venezuelani? No. L’ho confuso col Petroglifos, di John Moore. Qua si tratta invece di un carattere disegnato da Ekaterina Kulagina, che riproduce alcuni graffiti primitivi provenienti da vari paesi, tra cui Spagna e Francia.
Antichi simboli, risalenti a quattromila anni fa.
Altri font che si richiamano allo stesso nome sono diffusi da altre fonderie. I più interessanti sono quelli dell P22. Che ne ha in vendita 4. Uno con i simboli trovati in Africa, uno con i simboli australiani, un altro con i simboli europei (cervi, vacche e bisonti), l’ultimo con i simboli dei nativi nordamericani.





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