La Bibbia Etiope
La Bibbia etiope o etiopica è un'opera molto antica e interessante. Comprende 81 libri, 46 dell'Antico Testamento e 35 del Nuovo. Alcuni di questi sono apocrifi per tutte le altre chiese, cioè non si trovano nelle loro versioni della Bibbia: l'Ascensione di Isaia, il Libro dei Giubilei, il Libro di Noè, l'Apocalisse della Vergine e il libro di Enoch. Altri sono apocrifi solo secondo la tradizione protestante: i libri di Esdra, di Neemia, dei Maccabei, di Tobia e di Baruc.
Questo almeno è ciò che racconta Wikipedia. Online si trovano anche edizioni che raccolgono qualche libro in più.
Secondo Wikipedia ci sarebbe una tradizione che attribuiva la prima traduzione della Bibbia cristiana nella lingue Ge'ez in uso in Etiopia a San Frumenzio, ma "in realtà" venne intrapresa da monaci del gruppo etnico Siri conosciuti come "i Nove Santi", arrivati in Etiopia nel quinto secolo per sfuggire alle persecuzioni bizantine contro i monofisiti.
Il sito Aleteia racconta che in Etiopa la Bibbia doveva essere conosciuta anche da prima dell'arrivo del cristianesimo. Viveva lì la famosa Regina di Saba, ricordata nel libro dei Re, nel Vangelo di Luca e nel Corano, che aveva organizzato una spedizione per verificare che Salomone fosse veramente sapiente come si diceva. Ottenuta conferma, aveva abbandonato i vecchi dei e aveva portato in Etiopia il culto del Dio di Israele.
Nel quarto secolo dopo Cristo risulta che l'imperatore Costanzo II avrebbe chiesto ai re di Aksum di presentare ufficialmente il loro vescovo Frumenzio ad Alessandria perché venisse verificato che la loro fede era conforme a quella professata dall'Impero Romano.
I più antichi manoscritti in lingua Ge'ez conservati nella Biblioteca Apostolica Vaticana risalirebbero a tredicesimo e quattordicesimo secolo.
Tuttavia ne sarebbero stati individuati altri datati col carbonio 14 al quinto o settimo secolo.
Si tratterebbe di traduzioni delle versioni greche, dato che sembra che l'ellenismo si fosse diffuso fin laggiù.
La lingua etiopica è usata ancora oggi come lingua liturgica.
Tre anni fa Africa Rivista ha raccontato che era stata ritrovato ritrovato un manoscritto della Bibbia che qualcuno aveva datato tra il 330 e il 650 dopo Cristo.
L'opera è stata attribuita al leggendario monaco Abba Garima.
La foto accanto all'articolo mostra un anziano etiope che maneggia con poca cura un grosso manoscritto miniato.
L'articolo fornisce qualche dato sul numero di pagine, i materiali utilizzati e qualche dettaglio caratteristico, ma non dà le misure e non dice dove sono conservati i volumi.
L'unica misura che viene data è lo spessore "di circa 10 pollici sul dorso", senza dire a quanti centimetri corrisponde.
Le stesse foto insieme a qualche altra sono circolate anche su Facebook, che però non ha citato le fonti.
Non si trovano siti importanti che si sono occupati della faccenda. Qualcuno segnala su Reddit la pagina di Wikipedia dedicata al canone biblico ortodosso Tewahedo, usato nelle Chiese di Etiopia e Eritrea, ma non è detto che sia pertinente.
Ma com'è che mi sto occupando di questo argomento?
Perché Youtube viene invasa in questi giorni da slop prodotto con l'intelligenza artificiale che riguarda questo argomento.
Cercando "bibbia etiope", il primo risultato è una playlist di 18 video aggiornata 5 giorni fa: c'è un'etiope con l'espressione inquietante che legge un libro, su cui c'è un cerchio rosso in sovrimprressione. Sullo sfondo si vede un papa curvo che si regge la testa con la mano, un vescovo indicato da una freccia rossa, in ambienti oscuri. Sull'immagine compare la scritta "Bruciateli!". Titolo della playlist: "I segreti della Bibbia Etiope".
Passo agli altri risultati. Nell'anteprima del primo video si vede una specie di troll calvo, dalla pelle rugosa color terra, le orecchie a punta, che regge in mano un libro con una griglia di lettere dorate insignificanti. Dietro si vede un altro essere mostruoso con gli occhi luminosi. "La Bibbia Etiopica rivela la prima creazione: il segreto che la chiesa ha nascosto".
Caricato 2 settimane fa, 11 mila visualizzazioni.
Video successivo: "Il potere proibito di Gesù - Le pagine proibite della Bibbia Etiope", quasi mille visualizzazioni in due mesi.
Vengono presentati vari short e poi: "Nuova scoperta nella Bibbia Etiope sulla resurrezione di Gesù non compare in nessun altro Vangelo", dal titolo volutamente ambiguo. Quasi 9 mila visualizzazioni in 5 giorni.
L'anteprima mostra un finto screenshot col logo della CNN e la scritta in italiano "Esclusivo - questa è una notizia orribile".
L'immagine mostra un tizio vestito da giornalista, di spalle, ad una finestra di un grattacielo, che osserva un libro che sarà largo cinque metri, o forse è inquadrato su un maxischermo, con simboli magici e disegni insignificanti, e due colonne di fitto testo.
Video successivo: "Questo non è nella tua Bibbia... ma è reale". L'immagine, creata con l'intelligenza artificiale, mostra Gesù insieme a un etiope con in mano un libro dalle scritte luminose, e segni insignificanti che compaiono qua e là. Mille visualizzazioni in due mesi.
"La Bibbia Bandita -Il libro più controverso mai scritto, ecco perché la Bibbia Etiope è stata bandita". Questo risale addirittura a un anno fa: 16 mila visualizzazioni. Nell'anteprima si vede un presunto vescovo etiope, realizzato con l'intelligenza artificiale, un manoscritto miniato con freccia che indica Gesù. Se ci appoggio il puntatore parte un'anteprima in movimento, l'inquadratura segue un percorso di frecce su una cartina generica senza indicazioni.
Andiamo avanti. 13 mila visualizzazioni in due mesi: "Perché solo la Bibbia Etiope rivela la verità nascosta sugli insegnamenti di Gesù?". Nella foto, un etiope con una maxi corona tempestata di pietre prezione, davanti a un manoscritto con la scritta in latino "Jesus", con San Pietro sullo sfondo.
Andiamo avanti? "Le parole proibite di Gesù", 2.500 visualizzazioni in due mesi; "Ci hanno mentito per 2000 anni", 291 mila (!) visualizzazioni in due mesi; "I 12 comandamenti proibiti", 2.300 visualizzazioni in un mese; "Perché solo la Bibbia Etiope rivela ciò che Gesù disse prima di morire?", 2.500 in 12 giorni.
Ancora: "Ci hanno mentito per 2000 anni", mille visualizzazioni in due mesi; "L'eredità autentica di Gesù di Nazaret finalmente svelata", mille in due mesi, "Ci hanno mentito", 812 in due mesi; "La più grande paura del Vaticano", seimila in due mesi; "Gesù non è morto per i peccati dell'umanità? - La Bibbia Etiope rivela ciò che la chiesa ha nascosto", 2 mila in quattro settimane.
"La verità che sconvolse i cristiani", 6.800 visualizzazioni in 10 mesi, "Messaggio nascosto di Gesù - La Bibbia Etiope che rivela ciò che Gesù disse a Maria Maddalena dopo la Resurrezione", 21 mila in due mesi.
"Il nome di Dio è stato cambiato - Il mistero nascosto nella Bibbia Etiope: chi ha cambiato il nome di Dio e perché devi saperlo".
"Il libro del peccato - Ecco perché la Bibbia Etiope è stata bandita, la verità che ha scioccato il mondo", 26 mila visualizzazioni in 10 mesi.
"Ci hanno mentito per 2000 anni", "La Bibbia Etiope rivela cosa fece Gesù dai 12 ai 30", con foto di un fachiro con gli occhi luminosi che apre un libro e schizza fuori un fulmine giallo che va verso il cielo stellato.
Una nuova serie di short, poi un altra "Breaking News, ci hanno mentito per 2000 anni!", con immagine di una persona che sembra un famoso podcaster americano, con cuffie e microfono.
8 mila visualizzazioni in due mesi: "La Bibbia Etiope svela il segreto dell'origine di Eva nascosto nel testo ebraico - Non fu mai una costola".
"Bibbia nascosta per 2.000 anni in Etiopia rivela un segreto sconvolgente per l'umanità", immagine di un manoscritto generico con freccia rossa che indica il testo.
"La Bibbia confessa questo sul Gesù nero - La caduta di Lucifero è stata una menzogna? La Bibbia etiope lo rivela", 5 mila visualizzazioni in due mesi.
"Chi è il vero Gesù?". Foto di anteprima: una faccia composta da due metà, nella metà di destra Gesù come lo conosciamo, in quella sinistra un nero coronato di spine.
"Il vero Gesù non era di Nazaret - Qui rivelo tutta la verità"; "Quello che non vogliono che tu sappia", con foto di un re coronato tra angeli, aquile colonne corinzie e una freccia rossa che indica il libro con la scritta "Bandita".
"Monaci etiopi hanno appena rivelato 7 prove irrefutabili che Gesù è esistito - Gli esperti hanno provato a smentire e hanno fallito".
Quest'ultimo video ha totalizzato 840 visualizzazioni in 3 settimane. Poche, in confronto agli altri, ma c'è da dire che è lungo un'ora e un quarto, e Youtube non conta i click ma conta solo chi vede almeno una certa percentuale del filmato.
Il video precedente è di un'ora: 4 mila visualizzazioni in un anno.
Non si vede la fine della lista. Devo continuare? Inutile.
Notare due cose: primo, che tutti questi video hanno le scritte sulla copertina in italiano! Possibile che ce ne sia una montagna di altri in tutte le altre lingue.
Secondo: che la mia ricerca era "bibbia etiope". Cioè, io non ho cercato lo slop. Ho semplicemente cercato informazioni su un documento realmente esistente, e scorrendo la lista non sono riuscito a trovare un solo resoconto umano sull'argomento.
Il fatto che le immagini di copertina contengano allucinazioni prodotte dall'intelligenza artificiale è particolarmente fastidioso. E' fastidioso anche quando compare qualche persona che a prima vista scambi per reale. Ma è fastidioso soprattuto il tono dei titoli.
Si è sempre saputo che esistono i testi apocrifi. Si è sempre saputo che vari testi possono non concordare tra di loro.
Uno studioso potrebbe benissimo trovare un riferimento a Dio citato con un nome diverso, o un episodio che non risulta altrove. In tal caso, riporterebbe tranquillamente la notizia.
Ma qui c'è sempre l'idea di fondo che anche un dettaglio del genere sarebbe "sconvolgente" e che la Chiesa avrebbe "proibito" la lettura di questo libro, quando poi l'enciclopedia dice che è tuttora in uso nel culto, da quelle parti.
Tutto ciò mi dà una certa nausea, un senso di disgusto, e tenete conto che non ho ancora cliccato sui video, ho soltanto letto i titoli.
Provo a dare un'occhiata al video caricato cinque giorni fa, novemila visualizzazioni su un canale che ha 208 mila iscritti.
"Per secoli l'Etiopia ha custodito un cristianesimo parallelo, lontano da Roma, scritto in una lingua che pochi sanno leggere. Poi un dettaglio nascosto in questi testi ha riacceso una domanda proibita: e se la storia della Resurrezione non fosse l'unica versione? Resta fino alla fine, perché a metà video c'è un passaggio che ribalta tutto e rende questa vicenda pericolosa".
Insomma, una serie di parole chiave messe una di seguito all'altra, con musichetta inquietante di sottofondo, in maniera totalmente immotivata. Non è che dice: "dato che le cose stanno così e così, tutto ciò è pericoloso". Prima ti dice che è pericoloso anche se non si sa cos'è, e poi rimanda qualunque spiegazione al seguito del video, quando lo spettatore sarà già inquieto senza ragione, e distratto da innumerevoli altre insensatezze.
A questo punto la voce fuori campo inizia, a freddo, con un numero, che credo sia l'inizio di una top ten di cose imprecisate, non annunciata: "Numero dieci: il Vangelo che non hai mai letto. L'inizio sembra già una provocazione: in Etiopia esiste un canone biblico molto più ampio di quello a cui siamo abituati in Occidente ...", bla bla bla.
Perché mai sarebbe una provocazione? Se perfino all'interno dell'Europa i cristiani si dividono tra cattolici, ortodossi, anglicani, e protestanti con riti diversi incompatibili tra di loro! Dov'è la novità? Dov'è il motivo di inquietudine?
Le immagini mostrano persone sconvolte che piangono o tremano, o i componenti di un consiglio di amministrazione di un'azienda terrorizzati da una qualche divinità incomprensibile.
Ma nel video non compaiono solo le immagini deliranti generate dall'Ia: ci sono anche le vere immagini dell'Etiopia, tra cui quella che abbiamo visto negli articoli precedenti, con l'etiope che regge un manoscritto in lingua Ge'ez, che si presume sia uno dei Vangeli di Garima ma non è detto che lo sia.
La stessa immagine compare spesso sul web: su Facebook, su X, Pinterest, ossia su siti su cui chiunque può condividere materiali.
Chiedo a Google chi l'ha caricata per primo.
"E' impossibile determinare chi abbia caricato per primo un'immagine specifica su internet, poiché non esiste un registro pubblico centralizzato di ogni caricamento originale. Tuttavia posso dire che la foto, che ritrae un sacerdote ortodosso etiope che mostra un antico manoscritto in lingua Ge'ez, è stata scattata dal fotografo Sergi Reboredo. L'immagine è disponibile su diverse piattaforme di stock come Alamy e Bridgeman Images, dove i fotografi caricano le loro opere per la licenza e la distribuzione".
Chiede: "Ti interessa sapere il luogo?"
Ma certo.
"L'immagine è stata probabilmente scattata in un monastero remoto nella regione del Tigray, in Etiopia, dove sono conservati antichi manoscritti. Luoghi specifici spesso associati a immagini simili includono il monastero di Garima, vicino ad Adwa, o il monastero di San Pantaleo ad Axum o la chiesa di Abuna Yemata Guh. Questi monasteri sono noti per custodire alcuni dei più antichi vangeli miniati del mondo".
Probabilmente? L'aggiunta in grigio avverte: "Le risposte dell'AI potrebbero contenere errori".
Clicco sul link ad Alamy per controllare se lì c'è qualche informazione in più.
Non mi manda alla pagina del fotografo, ma all'elenco di tutte le foto riguardanti i manoscritti etiopi.
Dove la foto in questione non compare.
Che cavolo!
Ecco cos'è diventato internet! Un'accozzaglia di immagini deliranti generate dall'Ia, inserite in un discorso inquietante e con musica ansiogena, frammezzate a immagini vere che però non si sa di preciso da dove vengono e a cosa si riferiscono.





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