Norican
Il Norican è uno dei font caricati su Google, firmato da Vernon Adams. È un corsivo calligrafico display (anche se non sta nella categoria display). In teoria sarebbe qualcosa di qualità, ma ha almeno una nota stonata, per chi lo usa in italiano: l’apostrofo, che si va a sovrapporre alla lettera l. Forse in inglese il caso di un apostrofo che segue la l non si verifica spesso, ma in italiano, visto che l’articolo lo si elide prima di una vocale (e lo stesso fanno tutte le relative preposizioni articolate allo, alla, dello, della...) è quasi sicuro che in un testo di poche righe l’accoppiata capita almeno una volta. E basta questo per renderlo pressoché inutilizzabile, a meno di non doverlo usare per un logo o un breve slogan in cui la coppia l’ non compare. Qualche altra lettera ha una forma magari un po’ discutibile. La o che resta aperta, per esempio, col tratto che si arriccia a formare un occhiello sulla destra. O la z, che è praticamente una r con un occhiello discendente. Provate a scrivere la parola rozzo e vedrete come sembra strana.
Scelta insolita anche per la Q, che è praticamente una O a cui è stato aggiunto un tratto che scende verso sinistra prima di formare un piccolo occhiello e dirigersi a destra.
La firma di Vernon Adams compare anche sotto altri font simili giudicati più trendy dal sito. Il Pacifico, che è uno dei leader della categoria e che porta le firme anche di altri disegnatori, e il Damion.
Nel pacifico la r ha la forma stampatella, la z manca dello spigolo in basso a sinistra: il secondo e il terzo tratto sono fusi in un’unica curva. La o è chiusa, la l ha un occhiello.
Nel Damion invece la r ha la forma calligrafica, la z ha il tratto discendente con l’occhiello. La o è chiusa, la l è senza occhiello.
In certi casi ci può essere confusione tra r e n (come nel nome Vernon o in Inverno o Enrico). La giuntura tra le varie lettere di solito non crea problemi, ma nella parola rozzo le due z non si agganciano tra di loro, e anche tra la o e la z l’attacco non è proprio l’ideale.
Scelta insolita anche per la Q, che è praticamente una O a cui è stato aggiunto un tratto che scende verso sinistra prima di formare un piccolo occhiello e dirigersi a destra.
La firma di Vernon Adams compare anche sotto altri font simili giudicati più trendy dal sito. Il Pacifico, che è uno dei leader della categoria e che porta le firme anche di altri disegnatori, e il Damion.
Nel pacifico la r ha la forma stampatella, la z manca dello spigolo in basso a sinistra: il secondo e il terzo tratto sono fusi in un’unica curva. La o è chiusa, la l ha un occhiello.
Nel Damion invece la r ha la forma calligrafica, la z ha il tratto discendente con l’occhiello. La o è chiusa, la l è senza occhiello.
In certi casi ci può essere confusione tra r e n (come nel nome Vernon o in Inverno o Enrico). La giuntura tra le varie lettere di solito non crea problemi, ma nella parola rozzo le due z non si agganciano tra di loro, e anche tra la o e la z l’attacco non è proprio l’ideale.





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