Peignot a Superquark

Ieri sera è andata in onda una nuova puntata di Superquark, storico programma di divulgazione di Raiuno, condotto dal novantunenne Piero Angela.

Provo ad identificare il font usato nel logo. La lettera più caratteristica è la Q, che ha la coda verticale, che spunta sia all’interno che all’esterno.

Identifont ha tra i suoi strumenti un’apposita lista di font con Q a coda verticale, ma raccoglie soltanto i tipi di carattere nei quali la coda è soltanto esterna. Per fortuna esistono i software di riconoscimento automatico. Inviando solo la Q al FontMoose di Luc Devroye viene fuori la risposta secca: Peignot Bold.

Che è un font particolarissimo, ed è usato dalla redazione del programma anche per realizzare le infografiche che compaiono sullo schermo durante i servizi.

A prima vista sembrerebbe un maiuscoletto, nel senso che le minuscole hanno spesso le stesse forme delle maiuscole. Ma in realtà non è proprio così: sia perché le maiuscole piccole sono diverse rispetto alle maiuscole grandi, sia perché alcuni tratti vengono allungati al di sopra o al di sotto della x, proprio come in un normale alfabeto minuscolo.

Diamo un’occhiata nel dettaglio: lettere come aemnvwz hanno la forma delle maiuscole, ma con gli angoli smussati. Le lettere bdp hanno la forma minuscola, con tanto di tratti ascendenti e discendenti, mentre la q ha la forma della maiuscola, con la differenza che la coda spunta solo sul lato esterno.

Lettere caratteristiche sono la f e la g. La prima non è una e con tratto mancante, ma è una f minuscola vera e propria, e quindi ha un tratto ascendente, mentre il trattino a mezz’asta in realtà raggiunge l’altezza del tratto superiore della e (che appunto ha la forma maiuscola pur essendo alta come la x). La g ha praticamente l’impostazione della maiuscola, ottenuta aggiungendo un tratto verticale in basso a destra sulla c. Il dettaglio curioso è che questo tratto scende al disotto della linea di base. Alla fine non curva, termina in verticale. Impossibile confonderla con una q, prima di tutto perché la forma superiore è aperta, e in secondo luogo perché abbiamo detto che qui la q ha la forma della maiuscola (ma con coda solo all’esterno).

Altre lettere insolite possono essere la l e la h. La prima ha la forma minuscola, e quindi ha un tratto ascendente. La seconda invece ha una forma intermedia tra la maiuscola e la minuscola: l’asta di sinistra è alta quanto la l, quella di destra è alta quanto la i. Le lettere rstu invece hanno la forma delle maiuscole, non modificate.

Il disegnatore è Adolphe Mouron Cassandre, che realizzò questo font per Deberny & Peignot nel 1937 (da cui il nome). C’è anche un copyright del 1988, si presume della versione che ora è pubblicata da Adobe e Linotype.

Il font si trova nell’archivio di Identifont, con tanto di lista di caratteri simili. Tra i quali compare il Pinot Grigio, di Alan Meeks, che si ispira al Peignot per il nome e per le scelte strutturali, anche se poi l’effetto finale è molto diverso: nella versione bold tutte le estremità sono arrotondate e il contrasto è minimo. Il risultato è ben diverso rispetto all’aspetto pulito e ordinato che dà il Peignot. Le W sono molto asimmetriche. Insomma i due font non sono affatto intercambiabili.

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