Ho già scritto in un altro post quanto
è complicata la scrittura degli antichi maya. Ogni sillaba poteva
essere ottenuta scegliendo tra vari simboli che raffiguravano in
maniera diversa lo stesso suono; le varie sillabe dovevano essere
montate insieme in un unico disegno che rappresentava la parola; le
varie parole dovevano essere disposte in una griglia nella quale
venivano lette a due a due, dall’alto in basso e poi da sinistra a
destra. Insomma, il sistema era così intricato che è praticamente
impossibile ottenere oggi un software di trascrizione e impaginazione
automatico per questa forma di scrittura, a differenza di quanto si è
fatto con il cinese, che pure ha un numero spropositato di simboli
tra cui scegliere. Non si può fare un font per rendere la scrittura
maya, ma nessuno vieta di mettere al posto delle lettere latine i più
curiosi disegni attinti dalle iscrizioni maya. Solo su Dafont ci sono
tre font gratuiti che hanno tentato l’impresa: il Mayan di
Listemageren, il Mayan Glyphs di Rafael Saldana e il Maya Calendric
di Eric Drapier. Nel primo le forme sono arrotondate, i tratti sono
ottenuti in nero, a spessore variabile, e le superfici sono lasciate
bianche, un po’ come nei disegni per bambini da colorare. Nel
secondo invece l’effetto è ottenuto in negativo: le superfici sono
nere e le linee di separazione sono bianche. Nel terzo le forme sono
squadrate, per cui ogni simbolo si incastra tra gli altri come
fossero tanti mattoncini; le linee di contorno sono nere, ma sottili
e senza particolari differenze di spessore. Tutti si trovano
catalogati nella categoria Simboli/Antico (dove si possono trovare
anche geroglifici, graffiti, e forme di scrittura simili come quella
azteca).
Sempre su Dafont si può trovare il Cf
Civilisation Maya, di Cloutierfontes, che non sono altro che lettere
latine outline decorate all’interno con intrichi vegetali che
ricordano molto da vicino lo stile che usavano i maya per disegnare
le loro sillabe.
Il nome maya ricorre
in parecchi altri font che non c’entrano niente con la civiltà
sudamericana. Tra quelli a pagamento, ce ne sono alcuni disegnati da
Deniart Systems: il Maya Day Names e il Maya Month Glyphs. Il primo
contiene i 20 nomi del calendario maya, sia in versione outline che
silhouette, e i 19 numerali maya. La disegnatrice è Denise Koehler.
A chi acquista il font viene fornito anche un pdf con la guida per
interpretare i vari simboli. Lo specimen di entrambi i font è
colorato, ma nella descrizione non si parla di colori.
Altri
font sono taggati mayan, ma
alcuni non hanno nulla a che vedere col sud America, altri soltanto
indirettamente, e ispirandosi ad immaginari diversi: il Muisca per
esempio, che prende il nome dalle decorazioni dell’omonima tribu
colombiana, fatte di tratti rettilinei ed angoli retti (che probabilmente riproducevano intrecci di elementi vegetali usati per costruire imbarcazioni o cose del genere). Oppure il
Turtellini Nf, un insolito stencil dalle forme arrotondate, che è
taggato mayan ma non contiene nessun riferimento ai
popoli latino-americani nella descrizione che ne dà My Fonts.
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