Curriculum e certificato dei candidati

Ieri e oggi si vota per le elezioni amministrative in numerose città italiane, tra cui la capitale e vari capoluoghi di regione. In base alle leggi vigenti, i candidati sindaci e consiglieri hanno dovuto rendere pubblico il proprio curriculum vitae (con tutti i dati personali) e il certificato del casellario giudiziale per permettere agli elettori di verificare gli eventuali precedenti penali di ciascuno (solo alcuni tipi di reato prevedono l’incandidabilità).

Il curriculum era a cura del singolo candidato. Il quale in gran parte dei casi ha usato il consueto Formato Europeo. Oppure qualche altro formato meno conosciuto. Talvolta le varie voci risultano compilate a penna. Infine c’è chi non ha usato nessun formato. È il caso di gente nata nell’immediato dopoguerra, che ha scritto una specie di biografia in Arial: “Ho il titolo di studio, di 3° media, a solo 15 anni, sono andato a lavorare come meccanico generico … A gennaio del 19xx, avevo 18 anni e x mesi, mi sono arruolato nell’esercito italiano ...”. Fantastico.

I certificati del casellario invece sono documenti ufficiali rilasciati dall’autorità, con tanto di marca da bollo. L’intestazione “Ministero della Giustizia” è in corsiva inglese, direi Palace Script a giudicare dal fatto che sulle l non c’è nessun occhiello. Il resto direi Helvetica (ma la qualità della scannerizzazione non è un granché). Ogni voce è specificata in minuscolo, con iniziale maiuscola, mentre i dati sono inseriti tutti in maiuscolo. 

In caso di precedenti, ciascuno occupa parecchie righe, a partire da numero, data, tipo di sentenza, conferme, ricorsi, tipo di reato, pena, eccetera. A parte alcune diciture, il resto viene scritto tutto in maiuscolo.

In caso di assenza di reati (come è per quasi tutti i candidati) compare la scritta “nulla”, tutta in maiuscolo e sottolineata, allineata a centro pagina e in dimensione maggiore rispetto al resto del testo.

Qualcosa però non mi quadra. Perché il titolo del documento è in grassetto, sembrerebbe, eppure l’asta di destra della a è curvata verso l’esterno. Come avviene appunto nell’Helvetica Regular, ma non nel Bold, dove invece c’è solo una piccola deviazione, come quella che c’è nell’Arial.

Potrebbe trattarsi di qualche versione particolare, senonché è lo spazio tra le lettere che non convince. Alcune sono tropo vicine, soprattutto la r e la t della parola certificato, che si toccano fra loro.

E allora? La mia ipotesi è questa: sul sistema non è installata la versione Bold del carattere, ma soltanto la Regular. Così, quando il software trova una lettera in grassetto, espande i tratti senza ovviamente alterare la forma, ma senza neanche aumentare il distanziamento tra le lettere.

I normali programmi di videoscrittura agiscono in questo modo, anche se forse ci sono differenze nel modo in cui gestiscono lo spessore. OpenOffice, ad esempio, quando non trova il Bold tende ad aumentare soltanto lo spessore delle aste verticali e non quello dei tratti orizzontali. Il risultato può essere fastidioso nella lettera O o nel numero 0, dove si la curvatura si restringe troppo in alto e in basso, sul lato interno. L’alternativa sarebbe quella di espandere anche i tratti orizzontali. Con qualche possibile controindicazione. Ad esempio nei certificati che sono stati pubblicati, al netto della bassa qualità dell’immagine, mi pare che l’apertura tra l’estremità inferiore e il tratto orizzontale della e sia troppo stretta. Possibile che l’abbia fatto il software in automatico per tentare di compensare l’effetto contrasto? Chissà. OpenOffice le coordinate di quell’estremità le lascia inalterate.

Comunque, si tratta di un dettaglio di secondaria importanza, che non nota nessuno, immagino.

Sul documento, numerato, sono presenti due timbri, diversi fra loro, di cui uno sulle marche da bollo, più timbro e firma del funzionario responsabile. Alcune righe su una pagina a parte completano il tutto coi dati del casellario europeo. 

 


 

Ho scritto due volte la lettera e, in Regular e in grassetto, con un font di cui non possiedo lo stile Bold. Ho copiato il risultato in OpenOffice e in WordPad e ho provato a sovrapporre la foto delle scritte. Dove i tratti si sovrappongono il colore è verde scuro, dove non si sovrappongono il colore è grigio per una e verde chiaro per l'altra. L'allineamento è fatto a mano, ridimensionando l'immagine, quindi non è perfetto. Ma mentre la forma della prima lettera si sovrappone completamente, nella versione grassetta cambiano coordinate dell'estremità, spessore dell'asta orizzontale e raggio di curvatura in alto e in basso.

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