California job case
I caratteri mobili in metallo venivano immagazzinati in cassette di legno dotate di vari scompartimenti. Per comporre un testo, il tipografo doveva prendere a mano ciascuna lettera e allinearla in un compositoio che teneva in mano.
Tradizionalmente l’intero font veniva suddiviso in due casse: quella con le minuscole che veniva posizionata in basso, per essere più facilmente accessibile dal tipografo, e quella con le maiuscole che invece era posizionata in alto, più lontana visto che l’uso delle maiuscole è meno frequente.
Da questa disposizione sono nati i termini uppercase e lowercase, cassa superiore e cassa inferiore, che in inglese ancora oggi indicano comunemente le maiuscole e le minuscole.
In tempi successivi qualcuno pensò di cambiare questa disposizione, al fine di rendere più rapide le operazioni di composizione. Tutti i caratteri vennero quindi disposti in un’unica cassetta: per due terzi era occupata da minuscole e altri simboli (numeri, interpunzione, legature, spazi...), mentre per un terzo, a destra, era occupata dalle lettere maiuscole.
Su Wikipedia in inglese è possibile vedere la mappa degli scompartimenti di una California job case, cassa unica per maiuscole e minuscole che veniva usata dalle tipografie di San Francisco e della costa pacifica statunitense.
Nel caso delle minuscole, gli scompartimenti con le lettere più usate erano notevolmente più grandi rispetto agli altri, visto che dovevano contenere una quantità molto maggiore di caratteri in metallo.
La disposizione delle minuscole venne scelta in maniera tale da avere le lettere più usate a portata di mano, incastrando gli altri scompartimenti nello spazio rimanente a seconda delle dimensioni. Quindi non si segue l’ordine alfabetico.
Invece per le maiuscole, dove tutti gli scompartimenti hanno la stesa dimensione, si segue l’ordine alfabetico con due eccezioni: J e U. Queste due lettere infatti non facevano parte dell’alfabeto agli albori della tipografia (sostituite comunemente da I e V), così quando fu necessario aggiungerle vennero posizionate dopo la Z.
La disposizione degli scompartimenti non veniva mai cambiata: per poter comporre un testo rapidamente, un tipografo doveva conoscere a memoria la disposizione delle lettere, e procedeva in automatico, senza pensarci (come avviene oggi per le tastiere dei computer). Wikpedia racconta che all’epoca un tipografo era in grado di capire quali parole un collega stesse componendo, semplicemente guardando da lontano in quali scompartimenti pescava i caratteri.
Su Wikipedia in italiano manca una voce dedicata al California job case, ma anche una voce dedicata al type case in generale.
Cercando sui motori di ricerca cassa caratteri tipografici il primo risultato è una pagina della Tipografia Pezzini di Milano, secondo cui “la cassa è il cassetto, suddiviso in scoparti, in cui sono contenute le lettere, i numeri e l’altro materiale di composizione (spaziatura, punteggiatura).” Forse voleva dire scomparti.
“Ce n’erano di diversi tipi – cassa Rossi, cassa napoletana, cassa siciliana, etc – a seconda di come fossero disposte al loro interno le lettere”, dice il sito.
Una mappa degli scomparti della cassa Rossi è stata pubblicata su Facebook dalla tipografia Bonvini. Era stata disegnata a mano. Le minuscole erano disposte nella parte inferiore , le maiuscole nella parte superiore sinistra, in ordine alfabetico da sinistra a destra e dal basso verso l’alto, con l’eccezione di X, Y e W che erano aggiunte alla fine, dopo la Z. Tutti gli scomparti avevano la stessa dimensione, tranne quelli delle lettere straniere, che erano grandi la metà. Anche J e K, che si trovavano nella giusta posizione in mezzo alle altre lettere, occupavano ciascuna la metà di uno scompartimento standard. Infine, nella parte superiore destra della cassa c’erano i numeri, le parentesi, le lettere accentate con accenti particolari (maiuscole, dieresi, circonflessi), le principali frazioni, alcune legature.
Sulle casse napoletana e siciliana non ho trovato niente.
Wikipedia in italiano ha una pagina dedicata alla composizione tipografica, nella quale viene mostrato un confronto tra la California job case e la regular job case.
Praticamente erano uguali, con l’eccezione della parte destra, quella delle maiuscole. La regular aveva scompartimenti più piccoli, per lasciare spazio in alto a due file di cassettini non mappati. Evidentemente potevano essere riempiti di simboli diversi, a seconda delle esigenze particolari.
Visto che in inglese non si usano accenti di nessun tipo, nella cassa californiana mancavano le lettere accentate.
Ovviamente stiamo parlando solo dell’alfabeto latino. Per altri alfabeti si dovevano adottare soluzioni diverse a seconda delle esigenze. Ad esempio nelle mappe delle casse greche si trovano degli scompartimenti dedicati a lettere crenate, nella cassa inferiore, mentre quella superiore era occupata da un grandissimo numero di lettere dotate di segni diacritici di vario genere.
C’è un sito inglese che incredibilmente ha raccolto mappe di casse in qualsiasi lingua conosciuta (ce n’è anche una coi geroglifici!)
Ce ne sono varie che riguardano l’Italia, ma senza le denominazioni regionali.





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