Tellumo
Ma al disopra di quel riquadro scorrono gli specimen di alcuni font, di cui mi colpisce quello del Tellumo.
È un sans serif che nello specimen sfoggia una E con tratto centrale ribassato che spunta anche a sinistra dell’asta verticale. Nello specimen alla scritta è aggiunta un’ombra in basso a sinistra, e sullo sfondo è stata aggiunta una palma stilizzata davanti a un sole calante.
Un altro specimen mostra l’insegna di un Hotel Tropics Miami, in arancione su fondo chiaro.
Il font è firmato da Terrance Weinzierl e dallo Studio Monotype.
Il font viene definito umanista e geometrico, con proporzioni moderate, poco contrasto, aperture larghe. Disponibile in sei pesi, compatibile con estetiche art deco e mid-century modern. Pulito, bello, elegante, gioioso eccetera eccetera.
La forma delle lettere non è affatto insolita: il trattino sporgente della E è una variante, mentre la versione di base non ha nulla di strano, a parte il baricentro un po’ ribassato.
Prendendo come riferimento i font di Google, direi che la C è come quella di Montserrat o Raleway (circolare con estremità tagliate in obliquo), mentre la G è come quella del Poppins, ossia senza sperone e senza tratto verticale (il Poppins però ha la C che chiude come nell’Helvetica. Tutti e tre i font citati sono tra i più popolari sul sito).
Un glifo che mi colpisce particolarmente è il 4, che è aperto, col tratto obliquo leggeremente curvo e quello verticale che si allunga molto in alto.
Identifont conosce il Tellumo, ma non indica nessun carattere simile.
Anche Fonts In Use conosce il nome, ma non ha ancora ricevuto segnalazioni in proposito.
Il disegnatore è nato in Minnesota, ha studiato in Michigan ed è approdato poi a Chicago. Insomma è americano a tutti gli effetti nonostante il “nome tedesco”, come fa notare Identifont. Che pubblica anche una sua foto, e in effetti anche la faccia fa pensare subito alla Germania.
“Gran parte del suo tempo è dedicata a font personalizzati che ha realizzato per grandi clienti come Microsoft, Google, Barnes&Noble, Domino’s”, dice la sua biografia.
La lista dei suoi lavori occupa due pagine, ma in gran parte si tratta di versioni diverse di pochi font, soprattutto Kairos e Futura, di cui si è occupato per conto di Monotype.





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