Via Gutenberg

Ho girato un po’ in Google Street View alla ricerca delle vie dedicate all’inventore della tipografia a caratteri mobili, Johannes Gutenberg. Anche per vedere come sono stati realizzati i cartelli che lo riguardano.

Inizialmente pareva che l’Italia fosse l’unico Paese al mondo che specifica sul cartello il nome proprio del personaggio a cui è dedicata la strada, o almeno solo l’iniziale (e talvolta ci mette anche la qualifica). Alla fine ne ho trovato almeno un altro che fa la stessa cosa. 

Ma andiamo con ordine. Cominciamo con la capitale, Roma. Bisogna uscire un po’ dal raccordo anulare, a sud, dalle parti di Trigoria. Si arriva a Selcetta. Una stradina di periferia senza uscita, che sbuca su una collinetta incolta oltre la quale si vedono alcune case. A destra e sinistra palazzine e villette tutte in stile diverso. 

Il cartello è in pietra e dice “Via Giovanni Gutenberg”, in caratteri romani tutti in maiuscolo. Il nome è italianizzato, una pratica che in effetti oggi non è considerata del tutto corretta, se si escludono i sovrani inglesi. La regina d’Inghilterra Elizabeth viene chiamata Elisabetta, il principe Charles diventa Carlo, ma i principini ormai conservano il nome originale anche in italiano. Così come nessuno oggi direbbe Guglielmo Gates o Marco Zuckerberg.

A Cremona sul cartello hanno scritto “via g. gutenberg”. Il nome è tradotto in italiano, ma si nota poco visto che c’è solo l’iniziale. Il cartello è di quelli moderni composti soltanto con lettere minuscole. Non ho capito se si tratta di una scelta stilistica ben precisa, qualcosa che ha a che vedere con lo “stile tipografico internazionale”, o se tutto nasce da un malinteso sulla normativa, che vieterebbe di usare sullo stesso cartello maiuscole e minuscole (non lo vieta, visto che cartelli con le maiuscole corrette se ne trovano a bizzeffe). 

A Bolzano la via è intitolata a Johann Gutenberg. Il cartello è di quelli moderni, con cornicetta blu, ed è bilingue, italiano e tedesco: sulla prima riga c’è scritto “Via Johann Gutenberg”, sulla seconda “Johann-Gutenberg-Straße”. 

In questo caso le maiuscole sono al loro posto. La strada scorre tra palazzi di parecchi piani, con qualche spazio verde, siepi, alberi, una pista ciclabile. 

A San Giovanni in Persiceto, di nuovo in Emilia Romagna (tra Bologna e Modena) la strada è intitolata a “Johann G. Gutenberg” ed è circondata dai capannoni di una zona industriale.

La parte inferiore del cartello contiene una scritta in bianco su fondo rossastro, con data di nascita presunta e data di morte, e la dicitura “inventore della stampa a caratteri mobili”.

La G. non è abbreviazione di Giovanni ma di Gensfleisch. Infatti il nome corretto, secondo Wikipedia, è “Johannes Gensfleisch della corte di Gutenberg”. In originale “Johannes Gensfleisch zum Gutenberg”.

Purtroppo è il nome proprio a  destare perplessità su questo cartello: anche nella versione tedesca dell’enciclopedia non si scrive mai “Johann” ma “Johannes”.

Gli intestatari delle altre vie del quartiere sono personaggi enciclopedici come Darwin, Fleming, Newton e Sabin.

La scelta che più salta all’occhio è forse quella di Poncarale, provincia di Brescia. Qui il cartello dice “via G. Gutemberg”. Vero che in italiano mb è più comune che nb, ma temo che qui si tratti di uno sbaglio anziché di una scelta linguistica consapevole.

Anche questa strada attraversa una zona di capannoni industriali. Lo stesso avviene a Santarcangelo di Romagna dove sul cartello c’è scritto “via J. Gutenberg”, con il nome tedesco abbreviato. 

A Fiorenzuola d’Arda, tra Piacenza e Parma, invece siamo in una zona residenziale ancora in costruzione. Street View mostra almeno due gru a pochi metri dal cartello, in una foto invernale con neve ammucchiata ai bordi delle strade, a gennaio dell’anno scorso.

Cercando “gutenberg street” con Google Maps, il primo risultato arriva dall’Ungheria, dalla città di Szeged, in italiano Seghedino. È un viale a una sola corsia, a senso unico, col pavimento in mattoni e alberelli a destra e sinistra, che passa nelle vicinanze della locale sinagoga. Molto caratteristico. Non c’è nessun nome o iniziale che faccia capire che la via è dedicata a una persona e non a una località. 

Di nuovo il cartello dice “via J. Gutenberg”, con le maiuscole al posto giusto. 

Sempre in Ungheria troviamo un’altra utca (significa via, si pronuncia utsa) in mezzo alle campagne di Mezobereny, verso il confine con la Romania: stradina stretta, fiancheggiata dai cavi dell’elettricità sospesi. 

Anche per l’Austria ci sono dei problemi. Riesco a trovare solo una foto del cartello che si trova a Wels, ma solo perché la via incrocia con un’altra dove la macchina di Google è passata. Scritte bianche su fondo blu, “Gutenbergstraße”, tutta una parola. 

Anche a Bekescsaba, nella stessa regione mi sembra, c’è un’altra via Gutenberg. Qui però siamo in zona residenziale con casette più eleganti. 

L’Ungheria ha catalogato le sue strade anche come “streeet”. Per trovare qualcosa in Germania bisogna cercare col termine “strasse”. Purtroppo però la nazione di Gutenberg è rimasta fuori da Street View, quindi gran parte dei risultati sono inaccessibili (tutta la mappa dell’Europa si colora in blu tranne la Germania, quando si cerca di accedere a questa funzione da Google Maps).

In tutto lo Stato sono visibili solo poche strade di alcune città. Tra queste, la “Gutenbergstr.” di Stoccarda, una strada di città stretta tra i palazzi, con qualche negozio, una chiesa, e un murales a dare un po’ di colore (poco).

Andiamo oltreoceano, negli Stati Uniti. A Louisville, in Kentucky c’è una Gutenberg Road. Sul cartello c’è scritto “Gutenberg Rd”, tutto maiuscolo in un carattere sans serif stretto. Colore bianco su fondo verde. Il quartiere è fatto di tante villette distanziate, con prato rasato, senza recinzione, con cassetta della posta in cima al paletto. Tipico stile americano, a cui il cinema ci ha abituato anche se non l’abbiamo visto dal vivo.

Torno in Italia per vedere se c’è almeno una piazza dedicata all’inventore. E c’è: si trova a Osnago, in Lombardia (tra Lecco, Monza e Bergamo), “Piazza J. Gutenberg”. È una piazzetta pedonale, su cui affacciano un piccolo Conad e una filiale della Deutsche Bank. 

In America centrale troviamo un viale con uno spartitraffico con tante palme grandi a Città del Messico.

L’insediamento si trova dalle parti del confine con l’Indiana, nel nordest degli Usa. 

Spostandoci nella parte meridionale del continente arriviamo in Cile, a Rocoleta (Santiago). Qui al tipografo tedesco è dedicato un vicolo strettissimo tra due edifici, per giunta delimitato da un cancello (il vicolo parallelo è dedicato all’inventore italiano Marconi). All’uscita del vicolo c’è un centro stampa, ma non si tratta di tipografia: si occupa di serigrafia e sublimazione termica, ed espone tazze, cappelli, magliette, borse . 

In Africa non esce niente di meglio che una Gutenberg Lane a Pretoria, in Sudafrica. Si tratta praticamente dell’ingresso di un parcheggio privato, di fronte a un cimitero di auto rottamate, in un vicolo dietro alcuni magazzini. Non è una meta turistica, insomma, anche se nelle vicinanze c’è un parco attrezzato con qualche scivolo per bambini, quindi non si tratta di una zona troppo fuori mano.

In Asia non ho trovato niente, ma lì usano altre forme di scrittura (comunque il cartello sarebbe incomprensibile), senza contare il fatto che dal loro punto di vista la stampa l’hanno inventata loro (in Cina i caratteri mobili esistevano da secoli, anche se la pressa e l’uso del metallo vennero messe a punto in Europa solo dal Quattrocento). 

Torno in Europa con una ricerca tra i paesi francofoni (bisogna cercare la parola rue).

A Niort, nell’ovest della Francia, tra Poitier e La Rochelle, non lontano dal golfo di Biscaglia, c’è una Rue De Gutenberg.  

Girando in una rotonda, non riuscivo a trovarla: il mio problema è che guardavo le scritte orizzontali, mentre lì il nome è scritto in verticale, molto in grande: in colore chiaro su fondo blu spento.

Anche in Svizzera si trova qualcosa: a Ginevra c’è una Rue Jean-Gutenberg che passa tra i palazzi storici. Jean è la francesizzazione del nome Johannes. Del fenomeno parla anche Wikipedia in francese, che accenna anche al fatto che qua e là si trova scritto Gutemberg (anche sulle mappe stradali). 

Non manca Rue Gutenberg nella capitale Parigi: stretta tra vecchi palazzi, ha un bel cartello in colore chiaro su fondo blu, con cornice grigia e intestazione del quindicesimo arrondissement in un semicerchio che sovrasta l’insieme. 

Sotto dovrebbero esserci delle note biografiche che non riesco a leggere.

A Vevey, vicino Losanna, una città che affaccia sul lago Lemano o di Ginevra, c’è un’altra Rue Gutenberg in un quartiere residenziale. 

E sempre in Svizzera troviamo una “Gutenberg-Strasse” a Berna, stavolta con denominazione tedesca (anche se a differenza degli altri cartelli in lingua tedesca che abbiamo visto qui le due s sono separate e non legate tra loro).

Il cartello contiene informazioni biografiche sul personaggio a cui è dedicata la via: “Johannes Gutenberg von Mainz, + 1468.” E a capo: “Erfinder der Buchdruckerkunst”, ossia “Inventore dell’arte della stampa”.

Quartiere residenziale, con palazzine curate dal punto di vista architettonico, alberi e siepi a bordo strada. 

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