Via Manuzio

Continuo il mio tour in Google Street View alla ricerca delle vie dedicate ai nomi dei personaggi che hanno fatto la storia della tipografia. Dopo Gutenberg e Bodoni, oggi vado a caccia di Aldo Manuzio, editore quattro-cinquecentesco, che introdusse lo stile corsivo italico o aldino e il formato in ottavo.

Comincio dalla capitale, Roma. Via Manuzio arriva fino al fiume Tevere, sbucando sul Lungotevere Testaccio, poco più a valle dell’isola Tiberina e della parallela via Bodoni.

Il cartello è in pietra sul muro, molto scolorito a giudicare da quello che si vede su Google, praticamente illeggibile. 

A Milano via Manuzio è nel quartiere Lazzaretto, tra la stazione Centrale e i giardini dedicati a Indro Montanelli. 

Anche qui c’è una targa a muro, con la dicitura “Via Aldo Manuzio”, caratteri romani tutti in maiuscolo, e sotto in piccolo la scritta “tipografo” e gli anni di nascita e di morte.

Intorno, palazzi residenziali di parecchi piani.  

Una delle traverse è dedicata a Panfilo Castaldi, un altro dei primi tipografi italiani, accreditato da alcuni come il vero inventore dei caratteri mobili. 

A Genova, stessa cosa: targa a muro, strada di città tra palazzi di parecchi piani e negozi.

All’estremità della strada in cui mi sono portato con Street View, c’è un ponteggio per lavori, che copre parte della targa che indica la via. 

A Bologna sono i più precisi: la via è intitolata a “Aldo Pio Manuzio”, anche col secondo nome, e sotto c’è, molto piccola, la scritta “tipografo” al centro, tra le date di nascita e di morte ben distanziate.

A Verona c’è una targa su un muro scrostato tra palazzine di periferia.

Anche a Torino via Manuzio è stata relegata ad un contesto di periferia. Asfalto trascurato, erbacce, palazzi residenziali, tanto parcheggio, e un po di orizzonte distante.

Finalmente un cartello metallico in cima a un palo, che sarà meno pregiato, ma di sicuro è progettato per essere più leggibile. 

A Mirandola, Modena, Emilia Romagna, siamo in aperta campagna, tra terreni incolti, roulotte, qualche edificio forse industriale in lontananza.

Non trovo nessun cartello di indicazione.

Il nome di Manuzio è per forza di cose collegato con la città di Venezia, nella quale svolgeva la sua attività. E infatti nel capoluogo veneto c’è una strada dedicata a lui, ma al Lido, a senso unico, con vista sulla laguna, costeggiata da un canale con tante barchette ormeggiate.

Manuzio però non era veneto. Nacque a Bassiano, in provincia di Latina. E lì ha una via dedicata, che parte da una delle porte della città con relativo torrione, e segue mi sembra il vecchio tracciato delle mura fino ad arrivare davanti alla casa in cui secondo la tradizione il “sommo editore e umanista” è nato, come ricorda una targa commemorativa.

Nel capoluogo pontino a Manuzio è dedicata una piazza, anzi diciamo un parcheggio.

Una stradina con l’asfalto sistemato alla meno peggio è pure nella vicina Aprilia.

Come per Gutenberg e per Bodoni, Google non mi restituisce nessun risultato al disotto del Lazio.

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