Lucida Blackletter

Libricino di meditazioni tascabile delle edizioni San Paolo. Dimensioni molto ridotte, 8,5x13 cm, stampato quasi vent’anni fa. Carta sottilissima, di quella che si usa anche per le bibbie: 360 pagine hanno uno spessore di 7 mm, che significa circa 25 fogli a millimetro, ossia 0,03 mm per foglio.

In copertina il titolo è in un blackletter più semplice dell’Old English. Mancano nelle maiuscole molte rifiniture sottili e punte biforcute. La L è composta di tre tratti, più un triangolino che spunta a sinistra. La z è a forma di 3. La d è una specie di S con occhiello nella parte inferiore.

Compilo il questionario di Identifont. Una delle ultime domande mi chiede di fare mente locale sulla forma della o. Ci sono quattro opzioni possibili: esagonale (Textura o Gotisch, come nell’Old English); a forma di D (Fraktur); curva da entrambi i lati e appuntita in alto o in basso (Bastarda o Scwabacher); circolare (Rotunda).

Nel mio caso era la terza opzione. Resta una trentina di risultati uno dei quali era quello che cercavo: Lucida Blackletter.

Il font risulta disegnato da Charles Bigelow e Kris Holmes nel 1992. E diffuso dalla Monotype, ma ne esistono anche versioni di Elsner+Flake e Urw.

Fonts In Use ne segnala solo quattro usi.

Un romanzo, un libro allucinato, una discutibile sfilata di moda e un ristorante di Tropea.

Qui viene usato insieme ad altri due gotici: su un’insegna c’è l’Engravers Old English, su un’altra c’è il Cloister Black, che sono molto simili tra di loro e al normale Old English in circolazione quindi sono pressoché intercambiabili, agli occhi dei clienti.

Per le lettere in metallo montate sopra la porta invece è stato scelto il Lucida Blackletter, che è molto più semplice e leggibile. “Una Bastarda contemporanea”, dice il sito, “meno difficile da decifrare di un Textura. Comunque questo vantaggio è rovinato dall’illuminazione/installazione inadeguata, che rende le lettere quasi illeggibili”.

In effetti le lettere sono montate su una sbarra che le discosta dal muro retrostante. La luce di una lampadina o lampione in alto a destra proietta l’ombra sulla parete, per cui la scritta stessa si sovrappone alla sua ombra, almeno nelle ore serali, rovinando un po’ l’effetto.

Sui siti commerciali manca una descrizione di questo font.

Se le maiuscole che ho visto io in uso erano abbastanza prive di fronzoli, lo stesso non vale per tutte. Le lettere DOPQ hanno un diamante all’interno. CDEGOQT hanno un tratto sottile verticale.

La S raddoppia nella parte centrale.

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