Anigouran

Anigouran è un personaggio della mitologia tuareg, caratterizzato da eccezionale intelligenza e gusto per gli enigmi.

Gli viene attribuita l’invenzione dell’alfabeto usato dai tuareg, il tifinagh.

Secondo la leggenda aveva litigato con suo nipote. Volendo riconciliarsi con lui e non riuscendo a rintracciarlo, lasciò una iscrizione sulle rocce del deserto che fosse decifrabile solo dal nipote (e dalla sorella) per permettergli di rintracciare il suo accampamento.

Questa storia serve per dare una spiegazione mitologica al fatto che effettivamente si trovano iscrizioni in caratteri tifinagh sulle rocce del massiccio dell’Air (Ayar), nella parte del Sahara che oggi si trova in Niger.

Solo due versioni di Wikipedia contengono una voce dedicata a questo personaggio: quella in inglese e quella in francese. 

All’alfabeto tifinagh invece sono dedicati articoli in una quarantina di versioni, tra cui in italiano. Si possono vedere anche fotografie delle iscrizioni che compaiono nel deserto.

Le più antiche forme di questo alfabeto risalgono al I millennio avanti Cristo, dice Wikipedia.

Forse l’uso più antico è attestato in Libia.

La direzione della scrittura è prevalentemente dal basso verso l’alto, ma comunque non è fissa.

La maggior parte delle iscrizioni libiche riguardano dediche a un defunto, con nome della persona, tribù di appartenenza e titoli o cariche ricoperte.

Non esiste un ordine alfabetico, e il numero delle lettere varia nel corso delle epoche e a seconda della regione.

Negli anni Sessanta nacque a Parigi un’associazione che creò il neo-tifinagh, elaborando un alfabeto standard per trascrivere alcune delle lingue parlate in nord Africa. 

Wikipedia in inglese fornisce anche informazioni riguardanti il blocco Unicode in cui sono state inserite le lettere del neo-tifinagh: da u+2d30 a u+2d7f, 59 simboli in tutto.

Ad ogni lettera tifinagh ne corrisponde una del moderno alfabeto latino berbero.

Una versione modificata di questa scrittura, il tifinagh ircam, viene usata in alcune scuole elementari del Marocco per insegnare la lingua berbera ai bambini.

Ai tempi di Gheddafi, in Libia era stato vietato l’uso della scrittura tifinagh in contesti pubblici, come i cartelli nei negozi.

Il nome di Anigouran non viene citato da Wikipedia nella voce dedicata alla scrittura tifinagh. Evidentemente si tratta di una leggenda limitata alla sola popolazione dei tuareg.

Un paio di storielle divertenti sul suo gusto per gli enigmi e la rivalità col nipote si possono leggere, in francese su Facebook (c’è qualche problema con la traduzione automatica di Google, che comunque può essere aggirato).

Il primo aneddoto è quello della moglie “ridente e piangente”. Andando via di casa, Anigouran aveva detto alla moglie che al suo ritorno lei si sarebbe dovuta fare trovare contemporaneamente ridente e piangente. Durante la sua assenza era stato suo nipote a suggerire alla malcapitata la soluzione a quel problema: la donna avrebbe dovuto avvicinare una cipolla tagliata agli occhi e contemporaneamente sorridere mentre il marito scendeva dal cammello.

Un altro enigma riguarda una pelle di capra in cui era contenuto del latte (elemento base della dieta tuareg). Anigouran aveva detto ai suoi familiari, prima di partire, che avrebbero potuto berne quanto volevano, ma senza sciogliere il nodo complicatissimo che aveva fatto all’estremità. Il nipote suggerì di sciogliere il nodo all’altra estremità, a cui nessuno aveva pensato perché era stato fatto una volta per tutte quando la pelle era stata trasformata in contenitore, e non veniva sciolto mai.

Sullo stesso sito c’è anche un disegno amatoriale di Anigouran, di spalle, intabarrato nel turbante, che traccia le sue lettere sui massi del deserto.

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