Univers Next

Sul sito in inglese dedicato ai talenti emergenti I-D, costola di Vice, gli articoli sono titolati in un sans serif in cui la t ha l’estremità superiore tagliata in obliquo, come nell’Arial.

Non si tratta di Arial, però: è Univers Next Variable, qui in peso 600 (400 per il testo).

Per Identifont l’Univers Next porta le firme di Adrian Frutiger e Linotype Design Studio ed è del 2010. Si tratta di una rielaborazione di un progetto molto più datato: l’Univers originale è stato disegnato da Frutiger per la ormai scomparsa Debery & Peignot nel lontano 1957 (la fonderia francese ha chiuso i battenti nel 1979, vendendo i suoi caratteri alla svizzera Haas, a sua volta confluita dieci anni dopo nel colosso Linotype).

Lo strumento automatico di Identifont cataloga solo una differenza tra Univers e Univers Next: la forma della &, che nel primo font è tradizionale mentre nel secondo è formata dall’unione tra una E a due piani e una t cruciforme. 

In effetti a occhio si vede che in una riga di Univers Next ci entrano molte lettere in più.

Le differenze catalogate tra Univers Next e Arial sono molte di più.

La Q, nell’Arial ha una coda che attraversa la lettera da dentro a fuori, mentre nell’Univers la coda è solo sul lato esterno, ed è orizzontale, segno caratteristico.

Poi il sito elenca la forma della K (nell’Arial i due tratti obliqui si incontrano a distanza dall’asta verticale), della y (il cui tratto discendente, nell’Arial, curva verso sinistra), il numero 7 (che nell’Arial ha il tratto obliquo curvo) e la k minuscola.

In realtà qualcosa di fondamentale sfugge al sistema di catalogazione del sito: nell’Univers le estremità dei tratti di C e S sono tagliate in orizzontale, mentre nell’Arial sono oblique. Dettaglio che non sfugge se si vanno a confrontare le rispettive versioni Bold.

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