Garaldus
Garaldus è un font disegnato da Aldo Novarese per la Nebiolo nel 1956. Ne esiste anche una versione digitale, realizzata da Leonardo Di Lena nel 2021, chiamata Flanker Garaldus.
Come si capisce dal nome, si tratta di un serif ispirato alle lettere di Garamond, incisore francese cinquecentesco. Forme che ci sono molto familiari, perché varie fonderie ne hanno realizzato la propria versione, e le case editrici spesso le preferiscono per impaginare i libri di letteratura.
Con l’apposito strumento di Identifont è possibile confrontare al volo il Flanker Garaldus col Simoncini Garamond. Anche questa è un’interpretazione del font cinquecentesco realizzata da un altro italiano, Francesco Simoncini, nel 1958. La digitalizzazione però deve essere attribuita a W. Bilz, nel 1990.
A prima vista si nota un diverso approccio al raccordo che congiunge i tratti con le grazie: nel Simoncini è più brusco, nel Garaldus più graduale.
Il sito non è in grado di elencare differenze in automatico. Comunque se anche entrambi i font fossero stati catalogati, solo le differenze più evidenti verrebbero messe in evidenza, e qui invece è questione di sfumature. Ci si può soffermare sulla vetta della A, per esempio, sulla curvatura della P, sull’ampiezza dell’apertura della a o della e, sul tratto ascendente della f, e su pochi altri dettagli.
Le due differenze nette che il sito elencherebbe sono quelle che riguardano la W e il numero 4. Nel Garaldus la lettera ha solo tre estremità superiori, nel Simoncini ne ha quattro. Il numero è aperto nel Garaldus, chiuso nel Simoncini.
I font che contengono la parola Garamond nel nome sono 70, su Identifont. Tra i più popolari ci sono quello della Adobe e i due che si scaricano gratuitamente da Google Fonts, Cormorant Garamond e Simoncini Garamond. Inoltre c’è anche l’Itc Garamond, disegnato nel 1977 sulla base dei disegni cinquecenteschi, digitalizzato poi da Elsner+Flake. Questo si distingue per il fatto che la P non ha il consueto spiraglio all’estremità inferiore del tratto curvo.
Qualcuno ha mai usato il Garaldus? Sicuramente, ma a Fonts In Use non sono arrivate segnalazioni, così come non ci sono segnalazioni del Flanker Garaldus.
Che mi pare sia caratterizzato da parecchio spazio in più tra una lettera e l’altra, rispetto agli altri e rispetto all’originale.
Quando Di Lena ha lanciato il suo Garaldus su My Fonts, ha anche raccontato qualche dettaglio sulla sua storia. “Una particolarità di questo carattere era quella di cambiare aspetto a seconda del modo in cui veniva stampato e della carta sulla quale era impresso, acquistando un aspetto più o meno spigoloso, malgrado le forme dei glifi siano totalmente arrotondate. Probabilmente questa fu una delle ragioni dello scarso successo di questo carattere tipografico.”
E la casa editrice Einaudi commissionò a Simoncini il suo Garamond proprio per avere qualcosa di più adatto alle sue esigenze.
Nell’articolo c’è un link ad alcuni usi. Archivio Tipografico ha stampato qualcosa in Garaldus, e ha pubblicato qualche foto sia del lavoro finito, sia del testo composto coi caratteri in metallo.





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