Goudy Old Style
Mi è capitato tra le mani un libro di qualche anno fa, una raccolta di poesie natalizie di vari autori pubblicato dalle edizioni Paoline. L’introduzione è in caratteri corsivi, con una v interessante: l’estremità superiore sinistra si ripiega su sé stessa e va a toccare l’asta.
La Q del tondo mi è familiare: è quella del Goudy Old Style. E anche le forme del corsivo corrispondono.
La scheda di My Fonts dice che che è ispirato alle Froben capitals che si pensa siano state incise da Peter Schoeffer il giovane, figlio dell’apprendista di Gutenberg. “Il disegno non è né del tutto veneziano né aldino. L’approccio arcaico e la mancanza del modello aldino ce lo fa posizionare nel gruppo veneziano. Il disegno deve più a Goudy che a Schoeffer”, dice il sito.
Il link collegato alla parola Froben conduce a una pagina 404.
Johann Froben è stato uno stampatore e tipografo svizzero, attivo a Basilea tra il Quattrocento e il Cinquecento.
Wikipedia mostra il suo ritratto e le marche tipografiche.
Devroye ci mostra solo qualche specimen del Basel Roman, della fonderia P22, che sarebbe derivato dai caratteri usati da lui.
Legami tra Froben e il figlio di Schoeffer non emergono nelle sintetiche biografie che si trovano sul web.
Il font ha totalizzato ben 43 segnalazioni su Fonts In Use. È in circolazione dal 1915.
Il Goudy Old Style è molto conosciuto e usato visto che è incluso col software della Microsoft.
Wikipedia in inglese nota il tipico orecchio all’insù della lettera g, e il punto a forma di diamante sulla i.
L’articolo elenca numerose versioni di questo font realizzate in varie epoche.
La prima fonderia a diffonderlo è stata l’americana Atf
Il nome di Goudy non ha bsogno di presentazioni: è uno dei più prolifici disegnatori nordamericani della prima metà del Novecento.
I suoi font più venduti da My Fonts sono il Copperplate, il Goudy Trajan Pro, e il Goudy Heavyface. Al quarto posto c’è l’Itc Berkeley Old Style, un altro serif elegante. L’Old Style nella versione della Urw è all’ottavo posto.





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