La Bibbia di Lutero

Uno dei libri più famosi del mondo è la Bibbia di Gutenberg.

Wikipedia in italiano scrive che si tratta del “primo libro stampato in Europa con la tecnica dei caratteri mobili”, anche se in effetti dalla stessa pressa dovrebbero essere uscite in precedenza delle grammatiche latine, oltre a indulgenze papali.

Comunque, la Bibbia di Gutenberg è un capolavoro dal punto di vista visivo. Lascia a bocca aperta. Il testo è in caratteri textura, o textualis, o blackletter, molto più scuro di quello a cui siamo abituati. Le righe sono raggruppate in due colonne per pagina. Segni colorati sulle maiuscole e capolettera miniati sono stati aggiunti a mano. Il lettore moderno resta così spiazzato dall’aspetto, da essere completamente distolto dal testo della pagina, tanto da immaginare si tratti di tedesco, visto che l’opera è stata stampata in Germania. Solo che non è tedesco: è latino. Il significato delle parole si potrebbe anche capire, se uno fosse capace di riconoscere la forma delle lettere.

Un’altra Bibbia famosa è quella di Martin Lutero, che è finita sui libri di storia proprio per il fatto di essere una traduzione non autorizzata in tedesco. Lutero credeva che i fedeli dovessero giudicare quello che dicevano le sacre scritture senza la mediazione della Chiesa, leggendole direttamente in una lingua a loro nota.

Non si tratta del primo tentativo di tradurre la Bibbia. Altri c’erano già stati in passato, ed erano stati repressi molto duramente.

Nonostante la notevole importanza di questa traduzione, che ha portato alla Riforma Protestante e quindi a una delle principali spaccature all’interno del Cristianesimo, non capita spesso di vedere l’oggetto-libro in sé. La Bibbia di Gutenberg abbiamo presente come era fatta. Ma quella di Lutero?

Su Wikipedia è possibile vedere il frontespizio del volume, fotografato nella Luterhaus di Wittenberg. La data indicata in numeri romani è 1534. Le parole del titolo sono incorniciate in un disegno con persone, angioletti, elementi architettonici.

I caratteri sono gotici, ma molto sinuosi. A occhio direi Fraktur, ma sul web trovo scritto Schwabacher. In effetti i due font sono parenti stretti, è facile confonderli per chi non è specialista.

Un paio di pagine interne si possono vedere sul sito della British Library. Qui è facile notare la rotondità delle lettere o e d, che distinguono lo Schwabacher dal Fraktur.

La stampa è molto pulita e leggibile. Si tratta di uno stile più spazioso rispetto al textura che si usava nel secolo precedente. Anche molto più amichevole. Si nota l’aggiunta di capolettera da sette righe e di annotazioni a bordo testo, stampate in un font più piccolo (Gutenberg ottant’anni prima aveva solo una dimensione, quella del testo, e anche i capolettera erano aggiunti a mano).

Inoltre notiamo il frequente uso della barra a separare le frasi. È il principale segno di interpunzione, oltre al punto. Gutenberg usava il punto mediano, se non sbaglio.

Su Dafont si possono trovare vari Schwabacher, tra cui quelli di Dieter Steffman, Peter Wiegel e Manfred Klein.

Su Google Fonts c’è solo un fraktur, l’Unifraktur Maguntia, dove la o ha un tratto rettilineo verticale fin troppo evidente (c’è anche la versione Cook, neretta).

Un font che dovrebbe essere modellato su quello di Lutero è il Wittenberg Schwabacher, di Waldenfont, a pagamento ma al di fuori dei principali circuiti commerciali (e non si sa quanto costa).

Una manciata di font chiamati Schwabacher si trovano anche sulle principali piattaforme.

Secondo Wikipedia, il nome deriva dalla città di Schwabach, dove nel 1529 venne pubblicato un documento luterano.

Lo stile è quindi strettamente collegato con l’affermarsi della religione protestante, e rimase in uso fino alla metà del Novecento.

In realtà Wikipedia in inglese scrive che documenti in questo stile apparsero già negli ultimi decenni del Quattrocento.

Lo stile rimase in uso fino a metà del Novecento, soprattutto per enfatizzare parole in testi composti in Fraktur.

Sul web viene data una certa enfasi al modo in cui lo stile venne abbandonato, all’inizio degli anni Quaranta. Fino a quel momento il gotico era considerato dai nazionalisti tedeschi uno dei simboli della Germania. Improvvisamente uscì una circolare scritta dagli stessi nazisti al potere nel quale veniva definito di derivazione ebraica, per cui doveva essere sostituito con l’antiqua.

La spiegazione antisemita è completamente campata in aria. Gli storici hanno fatto qualche ipotesi alternativa su questo improvviso voltafaccia.
 

Commenti

Post più popolari