Le f del Corriere Della Sera

Chi ha imparato a scrivere al computer utilizzando il Times New Roman dà per scontato che la f minuscola abbia una certa forma, allungata in avanti. Anche il Garamond o il Baskerville digitali sono fatti nello stesso modo. In epoca precedente all’uso del computer però le tecnologie che permettevano ai caratteri di allungarsi invadendo lo spazio di altre lettere erano abbastanza laboriose. Si preferiva realizzare delle f meno ingombranti. Del resto nei sans serif ancora oggi è così, anche se si preferisce fare in modo che il tratto superiore punti in avanti anziché ripiegarsi su sé stesso.

Qualche anno fa il Corriere Della Sera ha fatto uscire delle ristampe in ottima qualità delle sue prime pagine storiche. Ovviamente chi le ha comprate si è concentrato soprattutto sulle notizie dei fatti che sono finiti ormai sui libri di storia, e solo in seconda battuta sull’impaginazione. Difficile che ci si sia concentrati anche sulla forma delle lettere. Che pure può essere interessante, per chi è sensibile a questa tematica.

Il primo numero del Corriere è uscito nel 1876. La forma delle lettere molto approssimativa, l’inchiostro si sparge ogni volta in maniera diversa. La Q è quella del Century, la a ha la codina all’insu. L’estremità superiore della f curva su sé stessa. A volte finisce molto sottile, altre volte la goccia si gonfia troppo. Con la i o con un’altra f si usa una legatura. 

 

Che forma ha la f? Questo è il primo numero del Corriere della Sera, 1876. La f di frasi e quella di fra hanno due forme diverse, a seconda di come si sparge l'inchiostro di volta in volta. Volendo farne un font digitale, bisogna scegliere una delle due, oppure tentare di immaginiare quale forma perfetta è alla base. Nella riga successiva, per la parola gonfie è stata usata una legatura, come sempre quando c'è una i o una l.
 

Nel 1900, in occasione dell’attentato contro il re d’Italia, la qualità della stampa è migliorata, le forme sono pulite. Le lettere sono larghe. La curvatura del tratto superiore della f è strettissima. 

 

La curvatura del tratto superiore della f è strettissima, in questo articolo del 1900 che parla dell'attentato contro il Re.

Quando nel 1912 naufraga il Titanic, gli articoli che riguardano questa notizia sono tutti in corsivo. Ma a differenza dei corsivi a cui siamo abituati noi, dove le lettere invadono lo spazio delle lettere vicine, qui ogni lettera se ne sta per conto suo, inclusa la f che per sua natura è la più ingombrante. 

 

La f corsiva con cui è stato raccontato il naufragio del Titanic nel 1912.
 

Nel 1915 scoppia la guerra mondiale. Le lettere cominciano ad avere un aspetto consueto, ma la f è sempre stretta. Gli articoli della prima pagina sono in serif di dimensioni diverse, in corsivo italico e anche in sans (la nota del Ministero degli esteri italiano). 

 

La frontiera della prima guerra mondiale. La f si mantiene a distanza dalla lettera successiva.

 

Quando lo zar di Russia abdica, nel 1917 noto che in uno degli articoli compare sia la legatura fi, sia le due lettere separate. 

 

In sacrificio c'è la legatura, in perfino no.
 

Saltiamo al 1929. Il crollo di Wall Street è raccontato in corsivo, con una f che termina rettilinea in basso, mentre vicino si trovano articoli che parlano di politica scritti in tondo. 

 

Una f corsiva che non da fastidio a nessuno.
 

Nel 1939 la Germania invade la Polonia, comincia la guerra mondiale. Ecco come compaiono le parole fra e sforzi. 

 


In un titolo corsivo nella stessa pagina, la f si allunga al disopra della a successiva. Ma i titoli erano composti a mano, mentre per gli articoli si usava la linotype. 

 

Nei titoli la f può sporgersi in avanti senza problemi. Notiamo che qui, pur trattandosi di corsivo, la lettera non ha nessun tratto discendente.

Saltiamo in avanti di fino al 1960. La notizia della prima pagina riguarda il tentativo di invasione a Cuba. L’articolo di spalla, “Rivoluzione tradita”, attacca Fidel Castro con questi caratteri. Inutile perdere tempo con le legature, evidentemente: anche la combinazione fi è fatta di lettere separate. 

 

Non si usano legature tra la f e la i. Cosa strana per chi è abituato a scrivere a computer: le parole hanno un andamento ballonzolante, dovuto al fatto che le lettere non condividono la stessa linea di base.
 

Un’intero articolo di apertura è in corsivo.

La notizia dello sbarco sulla luna apparentemente viene data tutta in neretto, inclusa una lunga didascalia in caratteri sans, stile Futura. Possibile? Il contorno delle lettere ha un andamento strano, può anche darsi che si tratti della copia di una copia. 

 


La notizia della pace tra israeliani e palestinesi, che resterà nei libri di storia, venne raccontata con questi caratteri da un emozionato Paolo Mieli. 

 

Qui la f non si ripiega su sé stessa, ma resta protesa in avanti. Nell'ultima riga si intravede la combinazione fi: nessuna legatura.

 

Concludiamo con l’articolo di Ferruccio De Bortoli che dice “Siamo tutti americani” il giorno dell’attentato alle Torri Gemelle. L’anno è il 2001 eppure abbiamo ancora una f che non dà fastidio alla i, senza nessuna legatura automatica. 

 


E oggi? Direi che siamo in linea con la tradizione. L’interferenza con le lettere successive è minima. A giudicare da quello che si vede sul sito web, la legatura fi non scatta neanche ora che potrebbe farlo in automatico. Il carattere in uso oggi si chiama Solferino, come la via in cui si trova la storica sede del giornale, dedicata ad una battaglia combattuta nel Risorgimento. 

 

Schermata del sito web a Capodanno, con la notizia dei feriti dovuti botti.


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