Legatura ft
Le legature con la lettera f sono le uniche rimaste, in italiano, delle tante che esistevano nel medioevo. Vengono comunemente usate nei libri di letteratura e non solo. Sono così naturali che c’è gente che legge i libri da una vita e non se ne rende conto.
In pratica, siccome la f ha il tratto superiore che si spinge in avanti andando ad interferire con quello della lettera successiva, il disegnatore può creare un unico glifo che comprende entrambe le lettere. Anticamente, il tipografo doveva prendere il carattere con la legatura, o pigiare il tasto corrispondente sulla tastiera della macchina per la composizione a caldo, oggi invece basta digitare le lettere separatamente e il software esegue in automatico la sostituzione, sempre che la supporti e che la funzione sia stata attivata.
Quando la lettera che viene dopo la f è una i il puntino interferisce con l’estremità della prima lettera. In questi casi si fa in modo che la goccia che termina la f funga anche da puntino per la i, mentre il tratto orizzontale può toccare la lettera successiva. Quando ci sono due f, si fa in modo che non siano identiche. La prima si appoggia sull’altra, che magari è più alta. Ci sono poi legature tra f e l, e quelle da tre lettere: ffi e ffl.
Unicode ha assegnato loro i codici da U+fb00 a u+fb02. Wikipedia elenca molte altre legature standard dell’alfabeto latino, che però si usano soltanto in lingue straniere.
Con la f, esistono anche delle legature non standard. Quelle con b e h, lettere che hanno il lato sinistro uguale alla l. E poi quelle con a, e, o, r, s, u e y, elenca Wikipedia. E quella con la t.
La t è una lettera strana. Quando la si impara a tracciare a mano a scuola ha un tratto ascendente della stessa lunghezza di quelli delle altre lettere. Nella versione stampata però ha un tratto ascendente più corto, in alcuni casi soltanto accennato. Insomma, è qualcosa che non va a interferire con la f, quindi la legatura è meno necessaria.
Se diamo un’occhiata ai principali serif di Google Fonts, vediamo che molti contengono la legatura fi, ma non la legatura ft: Roboto Slab, Playfair Display, Lora, Pt Serif.
Altri invece le contengono entrambe: Libre Baskerville, Source Serif Pro ed Eb Garamond.
Altri ancora non ne contengono nessuna: Noto, Merryweather, Bitter, Arvo, Petrona...
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| Da un libro degli anni Trenta: notare l'armonia che si viene a creare tra i tratti superiori delle lettere ft. |
Off topic. Un’altra lettea che potrebbe essere complicata è la j, che si allunga in basso a sinistra. Normalmente però non incontra niente sul suo cammino, e quindi non necessita di particolari accortezze, almeno nei font digitali dove una spalla negativa non richiede soluzioni tecniche particolari.
Certo la combinazione qj sarebbe problematica, ma non compare in nessuna parola in uso.
Così viene sottovalutata: parecchi dei serif di Google Fonts creano una finta legatura tra le due lettere. Finta perché le lettere non vengono fuse in un unico glifo dal disegnatore, ma quando le si vede stampate risultano unite.
In alcuni casi la fusione è armoniosa, con il tratto dell’una che diventa quello dell’altra (Slabo 27px), in altri si vengono a toccare due estremità incompatibili (Frank Ruhl Libre).







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