Primavera Missionaria, 1952
Nel 1952 usciva il primo numero di Primavera Missionaria, bollettino degli allievi missionari del Preziosissimo Sangue di Albano Laziale.
La foto della prima pagina è stata inserita nel calendario di quest’anno, al mese di gennaio.
L’impaginazione era semplice, due colonne separate da una sottile riga nera.
La testata era sulla destra, in due righe sfalsate, per fare spazio alla foto del palazzo in cui ha sede la congregazione.
Caratteri sans serif grassetti. La O è circolare. Il dettaglio che si nota di più è la mancanza di kerning: la parola “primavera” pare spezzata, tra la A e la V.
Gli articoli sono scritti in una sorta di Century, corsivo o grassetto.
Nel corsivo, si nota la f stretta, che non va ad invadere lo spazio delle lettere adiacenti.
Non si usano maiuscole accentate: si risolve aggiungendo l’apostrofo dopo la E.
Il titolo principale, “Il nostro augurio”, è in un corsivo calligrafico dall’aspetto familiare: dovrebbe trattarsi del Veltro (serie Veltro Nera?)
Le lettere sono concepite sullo stile di una calligrafia manoscritta, ma non si toccano tra di loro, lasciando un piccolo spazio fra tratti che dovrebbero essere continui.
Nell’altro titolo invece troviamo un sans serif stretto, con vertici appuntiti su V e M, e quest’ultima lettera ha i fianchi divergenti. Dettaglio che si nota di più: la t con il braccio orizzontare che spunta solo sul lato destro, a differenza di quello che succede ad esempio nel Futura, combinata con una a due piani.
Facile pensare al Semplicità di Butti, Nebiolo, 1933.
Archivio Tipografico dovrebbe avere questo carattere in piombo, nella versione stretta, nelle dimensioni 6, 8, 10, 12, 16, 20, 28 e 36 punti.
Il bollettino Primavera Missionaria esce ancora oggi, con una testata su una riga sola, in caratteri Impact, tutto minuscolo, colore rosso, con ritratto di San Gaspare sulla destra.
L’impaginazione è sempre molto colorata, sia con cambi di colore all’interno del testo, sia inserendo i testi in riquadri col fondo dal colore tenue, o incorniciandoli, o inserendo sullo sfondo degli articoli immagini sfumate.






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