Cesare Cavanna: Zang Tumb Tumb di Marinetti
Cesare Cavanna è il tipografo che realizzò materialmente l’impaginazione del libro Zang Tumb Tuuum di Filippo Tommaso Marinetti.
Di lui non si sa praticamente niente, se non che lavorò a quel libro che è l’esempio più celebre di futurismo nella poesia. Wikipedia neanche lo cita, nell’articolo dedicato all’opera, che viene ricondotta semplicemente a “Edizioni futuriste di poesia – Milano”.
Qualcuno lo ha definito “Il primo libro d’artista della storia”.
I futuristi credevano nel concetto di “parole in libertà”, o “paroliberismo”. Invece di organizzare le parole in frasi e periodi, le accatastavano alla rinfusa, per riprodurre il parlato di chi è appena rimasto sconvolto da una situazione concitata, un bombardamento, una rivoluzione, un terremoto.
E non solo le parole vengono sparate una dopo l’altra senza congiunzioni e punteggiatura (“... balzare scoppi tagli pugni batterie tiro rapido violenza ferocia...”), non solo le righe vengono intercalate da parole tutte in maiuscolo o in grassetto, specie le onomatopee da cui deriva anche il titolo del libro (“... vedere udire fiutare tutto tutto taratatatata delle mitragliatrici...”), ma in certi casi viene rifiutato perfino il concetto di riga orizzontale. Le parole seguono vari percorsi, circolari, obliqui. Alcune sono più grandi, altre più piccole. Alcune hanno i tratti più leggeri, altre più pesanti.
Facile immaginare Marinetti che fa delle scritte disordinate su un foglio e disegna schemi, più difficile immaginare come tutto ciò è stato riproposto in maniera tipografica.
Su Wikipedia si può vedere l’iconica copertina del libro.
Zang è scritto in obliquo a salire, Tumb Tumb pure, ma con un’inclinazione minore. Adrianopoli, ottobre 1912 è l’unica riga orizzontale. Tuuumb Tuuum Tuuum Tuuum è in obliquo a scendere. Parole in libertà è scritto in una traiettoria curva che interseca la parola Tuuumb. Il nome dell’editore, in quattro righe, è in obliquo, in discesa, nell’angolino in basso a sinistra, il nome dell’autore F. T. Marinetti, Futurista, è obliquo a salire, in alto.
E la cosa non finisce qui perché sulla copertina posteriore c’è una scritta Zang Tuuumm Tuum che si va a congiungere col titolo Tuum che si trova sul dorso. Insomma, aprendo il libro e guardandone tutte le facciate esterne si capisce che si tratta di una composizione d’insieme.
Oggi è abbastanza facile immaginare di fare una cosa del genere, visto che le lettere sono immagini su uno schermo che possono essere ingrandite, rimpicciolite, allargate, ristrette, ruotate e distorte a piacimento. All’epoca i caratteri erano oggetti in metallo o in legno. Per fissarli all’interno di una pressa da stampa c’era bisogno di affiancarli a mano, circondarli di marginature rettangolari, e premere il tutto con dei cunei per mantenerlo fermo. Ma in caso di scritte oblique o curve? È chiaro che l’impegno del tipografo doveva essere maggiore, per trovare le soluzioni di volta in volta.
Da una scritta all’altra non cambia solo l’orientamento. Cambia anche la dimensione e il tipo di carattere.
Zang è scritto in caratteri sans serif con contrasto: alcuni tratti sono sottili, altri sono più spessi. Tumb Tumb invece è scritto con caratteri sans stretti e pesanti. Il nome dell’editore è a caratteri serif. Il prezzo, 3 lire, in caratteri slab molto larghi.
Per ottenere le scritte Tuuum che iniziano in grande e terminano in piccolo non c’era modo di distorcere le lettere. Quindi si sono prese lettere normali, ma in dimensioni diverse, a diminuire.
I tipografi avevano casse zeppe di caratteri, tutti della stessa dimensione, per cui possiamo immaginare Cavanna muoversi da una cassa all’altra per attingere una lettera qui e un’altra lì.
Tutto questo lavoro non è stato fatto solo per la copertina, ma anche per le singole poesie.
Vediamo quella a pagina 35: Correzione di bozze + desideri in velocità. Notiamo la parola nascere. Comincia in caratteri senza grazie piccoli, ma ogni lettera è di dimensioni superiori rispetto alla precedente, e le ultime tre sono in caratteri con grazie. Ma non dello stesso tipo: la prima E ha la cravatta (il tratto centrale) ondulata e senza grazie, la seconda ce l’ha rettilinea e con grazie.
E notiamo anche la parola vivaaaaAAA, qualche riga più su. Le A maiuscole sono in dimensioni crescenti, senza alterare l’interlinea, e senza condividere la stessa linea di base col resto della riga.
Insomma, nel libro ci sono tutta una serie di scelte che hanno sicuramente richiesto un certo impegno da parte del tipografo, e che probabilmente sono state un’idea sua. Difficile che Marinetti abbia specificato a priori quale font utilizzare per ciascuna riga e ciascuna parola. Immagino che abbia dato istruzioni vaghe (“usare caratteri diversi”, “usare caratteri più neri”...), per poi approvare o correggere le scelte del tipografo.
Diamo un’occhiata a pagina 253: la parola booooombooooombaaaaardaaamento è lunghissima, ma deve rientrare su una sola riga pur essendo più grande del testo della pagina. Quindi è stata composta con un sans serif stretto Lo stesso che si usa nella parola alla riga precedente o nell’ultima riga della pagina, che però sono più brevi, quindi è stato aggiunto dello spazio tra una lettera e l’altra per occupare gran parte della larghezza della pagina.
Le parole Bum Bum Bum, collegate alle date 24, 25 e 26 marzo su tre righe diverse con parecchia interlinea da una parentesi graffa, sono in caratteri slab neri e stretti. La scritta 3 obici nella pagina successiva è pure grande e nera rispetto al testo, ma è in un font serif in un particolare stile display che andava di moda all’epoca.
Nelle pagine che si possono vedere online il corsivo non è usato quasi mai. Fanno eccezione due elenchi di parole a pagina 36 e 37, che però sono tutte in maiuscolo grassetto, e quindi non hanno quell’aspetto di scrittura a mano che invece c’è nelle minuscole italiche.
Ma le pagine viste finora sono ancora abbastanza discorsive. In alcune composizioni futuriste troviamo pagine composte in gran parte da lettere accatastate alla rinfusa, e lì si trova di tutto, da qualche antenato del Playbill o del Bodoni Black, a caratteri display 3d o outline.
Ricordo che ho visto da qualche parte le foto di una composizione strana realizzata con caratteri in metallo, ma non so più dove ritrovarla. Né i motori di ricerca segnalano qualcosa di simile. Al volo, posso recuperare soltanto le istruzioni su come realizzare una scritta circolare (in inglese): c’è bisogno di un cilindro metallico e di una fascetta stringitubo a vite. Non è così semplice come si potrebbe credere.





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