Neon e Iki

A settembre 2021 c’è stata a Torino una conferenza sulla storia della Nebiolo.

Per lanciarla è stato creato un sito apposito, che è ancora online. L’evento doveva essere trasmesso in streaming, ma non mi pare che in giro ci sia la registrazione.

Il sito sembra essere solo in lingua inglese e contiene vari articoli sull’argomento.

Il titolo di apertura è impaginato in caratteri Neon.

Il disegno originale di questo font risale addirittura al 1933, e la firma è quella di Giulio Da Milano, direttore artistico della Nebiolo, come poi furono anche Alessandro Butti e poi Aldo Novarese, tre nomi che hanno fatto la storia della tipografia in Italia.

Secondo Identifont l’unica digitalizzazione commerciale del Neon sarebbe una versione Extra-Condensed messa a punto dalla Monotype Imaging, senza firma, non si sa in che anno.

La versione che si trova sul sito invece è disponibile in vari pesi, e porta la firma di Alessandro Colizzi, anno 2020.

Neon è un carattere unicase ossia senza distinzione tra maiuscole e minuscole. Tutte le lettere sono contenute tra la linea di base e l’altezza delle maiuscole, ma alcune hanno la forma maiuscola, altre la forma minuscola (e, m, n...).

Di Alessandro Colizzi Identifont conosce un solo lavoro, l’Offbeat, un serif stretto realizzato con Marco Tancredi nel 1999, pubblicato da T26 e acquistabile sulle principali piattaforme.

Il testo della pagina invece è composto con un carattere chiamato semplicemente Iki. All’interno del file non sono contenute informazioni sul copyright.

È un monospace. Lo 0 ha il puntino al centro. La forma della r mi dà un po’ fastidio nella lettura, per via del tratto curvo che è spesso e orizzontale.

Identifont conosce un Iki Mono, datato 2017-2020 e pubblicato da Cast. La disegnatrice è italiana: Beatriced’Agostino. Sul sito c’è una sua biografia abbastanza dettagliata, con tanto di fotografia, e l’anteprima di parecchi font della famiglia Iki, a quanto pare il suo cavallo di battaglia.

Un altro font che porta il suo nome è l’Lft Arnoldo, sempre 2020, firmato anche da Leftloft, Joancarles Casasin e Azza Alamedine.

Quest progetto è nato nell’ambito del restyling della casa editrice Oscar Mondadori.

Si tratta di una via di mezzo tra un serif e un sans. Le lettere non hanno grazie, ma le aste sono scampanate, ossia si allargano verso le estremità.

Il font è taggato geometric sans e contemporary humanist.

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