Alfabeto Ge’ez
L’alfabeto ge’ez è nato per trascrivere la lingua Ge’ez, che si parla in Etiopia, ed è usato anche perr le lingue amarica, tigrina e tigré, ma non solo.
Deriva dall’alfabeto musnad.
Si scrive da sinistra a destra anche se la lingua è semitica, come l’araba e l’ebraica dove la scrittura invece procede nel verso opposto.
È un alfasillabario o abugida, nel senso che le lettere sono tutte consonanti, solo che cambiano forma a seconda della vocale che segue (a differenza degli abjad dove le vocali vengono omesse del tutto).
Wikipedia in italiano fornisce solo poche righe di informazioni e la tabella con tutti i caratteri, ma non dice niente a proposito delle origini.
La lingua Ge’ez è la lingua liturgica di varie chiese cristiane presenti nella regione.
Nello standard Unicode questa forma di scrittura viene chiamata Ethiopic.
Wikipedia in inglese fa risalire le origini di questa scrittura al nono secolo avanti Cristo, quando vennero realizzate iscrizioni in un abjad chiamato epigraphic south arabian (sud-arabico epigrafico).
Ma le iscrizioni in antico Ge’ez risalgono nei primi secoli dopo Cristo.
Vennero scritte da destra a sinistra, anziché in maniera bustrofedica come in quelle precedenti.
La parte vocalica viene introdotta entro il quarto secolo.
A differenza di molti sistemi di scrittura in uso nel mondo, qui anche le cifre numeriche hanno una loro forma, con una sottolineatura e una sopralineatura per distinguerle dalle lettere. Anche la punteggiatura è diversa dalla nostra: il punto è composto da quattro puntini disposti in quadrato, mentre la virgola sono due punti sopralineati.
Anche Bodoni, nel suo manuale tipografico, aveva realizzato una sua versione dell’Etiopico. E alla pagina 173 del secondo volume, nella versione digitale che si può sfogliare su Biblioteca Bodoni. Si trova dopo il persiano e prima del copto.
All’epoca non c’erano i punti tipografici, la dimensione indicata è silvio, che era una grandezza intermedia tra lettura e testo.
Sul web non si trova una tabella con la nomenclatura italiana e le misure in punti tipografici corrispondenti, come avviene per le altre lingue. Più o meno il silvio dovrebbe corrispondere a 13 punti tipografici, visto che il soprasilvio è 14, secondo il sito riassuntini.com.
La lingua ge’ez non è elencata nel
menù di Google Fonts tra le lingue disponibili, ma tre font che
supportano questa scrittura ci sono, sul sito. Due fanno parte della famiglia
Noto: Noto Sans Ethiopic e Noto Serif Ethiopic. Era prevedibile. Il
progetto Noto infatti ha l’obiettivo di digitalizzare tutti gli alfabeti in uso al mondo, in uno stile compatibile con le versioni base delle lettere latine.
L’altro invece è l’Abyssinica Sil, della Sil International, un’associazione che per motivi religiosi promuove la realizzazione font per tutte le lingue nell’intento di favorire lo sviluppo delle comunità in ogni parte del mondo.
A differenza del Noto, dove le lettere hanno un aspetto ordinato, qui le lettere etiopi sono tracciate a mano con un pennino digitale dalla punta larga. Nel font sono presenti anche le lettere latine, ma sono stampatelle serif, in uno stile diverso immediatamente distinguibile.





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