Alfabeto vietnamita

L’Asia ha una lunga storia, che si è conservata nonostante l’imperialismo europeo. Facile aspettarsi il fatto che tutti gli stati americani utilizzino l’alfabeto latino per trascrivere la lingua ufficiale. Idem per quanto riguarda l’Oceania. In Africa ci sono scritture locali e c’è l’arabo, ma comunque l’alfabeto latino è molto usato. Ma in Asia c’è la Cina, con due miliardi di persone che usano la scrittura cinese ancora basata sui logogrammi, ossia un sistema pre-alfabetico. C’è la Russia con i suoi stati satellite, dove si usa il cirillico. C’è l’India, che nonostante fosse colonia inglese ha adottato le sue scritture locali come il devanagari. C’è l’influenza dell’arabo che si è spinta fino all’Afghanistan. E ci sono scritture meno diffuse, usate da pochi milioni di persone, tipo quella tailandese o indonesiana. O tibetana.

E in Vietnam? In Vietnam si usa l’alfabeto latino.

È una versione leggermente modificata. Mancano quattro lettere, fjwz, mentre altre sono combinate con vari diacritici diversi: la a e la o sono disponibili semplici o con due diversi accenti, la e e la u possono avere un solo accento, la d può anche avere un trattino orizzontale.

Le origini di questo alfabeto vengono fatte risalire addirittura al Seicento, ad opera del missionario portoghese Francisco De Pina. Fino all’Ottocento però venne utilizzato soltanto dalla minoranza cattolica. Solo dal 1910 divenne obbligatorio nelle scuole, durante la dominazione francese.

Fino a quel momento il resto della popolazione aveva usato prima i caratteri cinesi, poi un sistema di scrittura integrato con simboli simili ma originali. Alcuni segni potevano indicare la pronuncia, ma altri indicavano intere parole o il loro significato. Una cosa un po’ farraginosa, secondo i nostri criteri, che ha portato a creare nel corso del tempo fino a 37 mila caratteri diversi.

Wikipedia in inglese ha una pagina molto dettagliata dedicata solo alla storia della scrittura in Vietnam. Accanto all’articolo, tra le altre cose, c’è la foto di una lettera scritta a mano da Ho Chi Min, il presidente che combatté contro gli americani negli anni Sessanta.

È scritta combinando insieme tre sistemi di scrittura diversi: latino, han e nom. In pratica alcune parole sono scritte in un corsivo riconoscibile, ai nostri occhi (Nen cao...), anche se la trascrizione stampata sotto non corrisponde a quello che ci si aspetterebbe (il documento è stato fotografato nella bacheca di un museo). Altre parole invece sono rese in caratteri che ai nostri occhi sembrano in gran parte cinesi.

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