Font Arts And Crafts

Arts And Crafts è stato un movimento artistico nato sul finire dell’Ottocento in reazione all’industrializzazione.

Alcuni intellettuali inglesi iniziarono a contrapporre l’artigianato medievale che realizzava prodotti di qualità all’industria moderna che produceva oggetti brutti e poco durevoli.

Uno dei suoi esponenti più famosi è William Morris. Ovviamente un movimento del genere non poteva avere troppo successo, visto che i prodotti che realizzava erano troppo costosi e non potevano essere distribuiti a tutti gli strati sociali. Però la corrente è stata alla base della nascita del design moderno.

Il nome di Morris è noto anche in tipografia per la sua attività con la Kelmscott Press, una casa editrice che produceva stampe di qualità e libri di design. Carte e inchiostri venivano scelti con cura, il carattere tipografico era stato realizzato appositamente e si cercava la collaborazione degli artisti per realizzare decorazioni ispirate agli incunaboli del quindicesimo secolo.

Nell’immaginario comune il nome Arts And Crafts è anche collegato a caratteri sans serif particolari, che andavano di moda all’inizio del Novecento, nei quali si alternano tratti rettilinei e tratti curvi.

Il nome del movimento è finito direttamente nel nome di un font, il P22 Arts And Crafts, disegnato da Dard Hunter, James Grieshaber e Richard Kegler per la fonderia P22.

L’alternanza tra tratti rettilinei e curvi ha influenzato parecchi font nel corso dei decenni successivi, fino ad arrivare tra l’altro allo stile che viene usato dalle tifoserie di calcio italiane (che qualcuno impropriamente ha definito “fasciofont”, connotandolo politicamente).

Nel P22 Arts And Crafts non è presente soltanto il sans serif, in vari pesi diversi e in una versione Tall, leggermente diversa, ma c’è anche un serif: il P22 Arts And Crafts Hunter. Le lettere sono disegnate in maniera molto particolare, da renderlo un po’ sbilenco. Anche se tutte poggiano sulla linea di base e hano la stessa altezza, troviamo tratti della r, della f e della s che si allungano in avanti, mentre la gamba destra di h, m, n è inclinata verso sinistra.

Il font è ispirato ai libri e periodici Roycroft progettati nel primo decennio del Novecento da Dard Hunter (uno dei tre disegnatori a cui è stato attribuito il font).

My Fonts segnala 339 risultati riconducibili al tag Arts And Crafts.

Al primo posto propone il Cooper Bt. La famiglia è molto popolare, anche perché una sua versione è distribuita coi normali software da ufficio (Cooper Black di Linotype, al terzo posto), ma si tratta di un serif dalle forme tradizionali con grazie a punta arrotondata.

Nulla a che vedere coi tratti rettilinei e spezzati.

Al secondo posto troviamo Montecatini Pro, di Louise Fili Ltd. Un retrò, con begli specimen ispirati a poster e pubblicità d’epoca.

C’è poi il New York Line, di Kustomtype, con O rettangolare stretta e con raccordi curvi.

Più giù c’è il P22 Morris, ispirato appunto al font usato nei libri di Kelmscot Press, che ai nostri occhi sembra quasi un blackletter. Nella versione Troy le maiuscole hanno un aspetto medievale, mentre nel Golden hanno forme più consuete.

Troviamo poi Sweet Gothic di Sweet (sans maiuscoletto), Briston e Tomato Ketchup di Fenotype (il secondo è parente del Cooper) e prima del Brush Script il P22 Arts And Crafts.

Ma in tutta la prima pagina non ce n’è un altro disegnato in base agli stessi criteri di quest’ultimo.

Provo a cercare qualcosa di simile su Font Space, ma cercando il nome del movimento vengono fuori quasi tutti risultati non pertinenti.

Un’eccezione è il Kramer di David Rakowski, che in realtà è etichettato Art Nouveau.

Qui vediamo una A con un lato curvo e uno rettilineo, una R con un occhiello triangolare con angolo arrotondato, una E con cravatta rialzata. Tutte lettere maiuscole, con una particolarità: le vere maiuscole sono in realtà dei capolettera decorati, all’interno di un quadrato.

Chissà perché, il carattere è distribuito anche in una versione inclinata verso sinistra.

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