Produzione quaderni e bloc notes
Tra i vari video curiosi che si trovano su Youtube ce n’è anche uno che mostra quella che sembra una piccola fabbrica di quaderni in un paese del terzo mondo, India o giù di lì.
Si vede un operaio che carica un grosso rotolo di carta su una macchina, dopodiché mette in funzione il meccanismo.
A quanto sembra di vedere, le righe sul quaderno vengono tracciate da cilindri di diametro molto piccolo: non è necessario come nella stampa dei giornali che il cilindro faccia un giro completo per ogni pagina, visto che la riga si ripete sempre uguale a sé stessa. Qui il cilindro apparentemente fa più giri per ciascuna pagina, disegnando linee continue su tutta la lunghezza del rotolo, ma solo nelle parti che non verranno tagliate via.
Una volta che la carta è stata tagliata e piegata, viene combinata con le copertine, a mano. Ogni pezzo è composto da due quaderni uno sull’altro. L’operazione di spillatura viene fatta rapidamente, usando un’apposita macchina. Tre persone sono impiegate in questo compito. Una che prende il doppio quaderno, una che ci mette i quattro punti metallici in rapida successione, e un’altra che ripone i quaderni.
Con una normale ghigliottina poi si rifiniscono i bordi alle estremità e si separano i due quaderni uno dall’altro. Ma prima li si comprime in una pressa per conservarne la forma.
Nella didascalia non c’è scritto dove è stato realizzato il filmato. Che qualcosa non quadra lo si vede a occhio: quando mai si sono visti operai lavorare a piedi nudi in una tipografia italiana? O lavorare accovacciati a terra?
E infatti un utente australiano scrive abbastanza inorridito nei commenti: “Ho lavorato nell’industria della legatoria in Australia per 43 anni, e o usato quasi tutte le macchine mostrate in questo video ... Ai miei tempi ci dicevano che la sicurezza veniva prima di tutto. Questo voleva dire scarpe antinfortunistiche, protezione delle orecchie, guanti rinforzati in metallo se si lavorava alla ghigliottina... Grazie a queste e altre misure di sicurezza sono riuscito ad uscirne con tutte le mie dita e i piedi intatti. Sembra che queste persone non saranno così fortunate.”
Un altro filmato che mostra la produzione di quaderni proviene dalla Corea (del Sud, immagino). È dell’anno scorso, gli operai indossano mascherine anti-covid. Comunque hanno le scarpe e i guanti.
In questo caso la carta che viene mostrata è già stampata con le righe.
Il modello da realizzare è diverso. Anziché spillare i fogli qui li si unisce con una spirale in metallo.
Una apposita macchina li perfora uno dopo l’altro.
Un’altra macchina chiude il fil di ferro un quaderno per volta, ma è un operaio o un’operaia in carne ed ossa che deve appoggiare ogni quaderno nella posizione giusta. Così come gli spostamenti da un macchinario all’altro, o pure l’operazione di arrotondare ogni angolo del quaderno: serve per forza l’intervento umano, non è un compito totalmente automatizzato.





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