Atkinson Hyperlegible

L’Atkinson Hyperlegible è un font ideato apposta per persone che hanno problemi di vista, ossia che vedono le scritte in maniera sfocata e quindi non sono in grado di distinguere una B dal numero 8, una O dal numero 0, una I maiuscola da una l minuscola e così via.

È stato realizzato per conto di un’istituzione californiana che si occupa di questo tipo di problemi, da parte di uno studio chiamato Applied Design Works.

La sua storia è raccontata dal sito Fast Company, in inglese, che mostra anche uno specimen che evidenzia alcune caratteristiche del font, con tanto di visione sfocata per rendere l’idea di ciò che vedono le persone con problemi.

Ad esempio si nota che mentre la I è stata dotata di grazie slab sia sopra che sotto, la l ha l’estremità inferiore curvata verso destra. E il numero 1 ha un tratto superiore che si sporge a sinistra in maniera molto pronunciata. Anche la i minuscola ha una grazia slab sul lato superiore. In questo modo le lettere sono facilmente distinguibili.

Per quanto riguarda il numero 0, è barrato, e questo elimina ogni possibilità di confusione con la lettera O.

L’aspetto complessivo del font è abbastanza consueto. Comunque, il download dal sito ufficiale dell’istituto è gratuito e senza bisogno di registrazione. E il font è in uso sul sito stesso, quindi lo si può vedere direttamente all’opera.

In molti sans serif in circolazione la differenza tra I maiuscola e l minuscola è impercettibile e riguarda soltanto l’altezza della lettera, un dettaglio che non si nota se non c’è nelle vicinanze un elemento con cui confrontarlo. Per quanto riguarda la differenza tra la lettera O e il numero 0, la prima di solito è più larga e circolare mentre il secondo tende ad essere più ovale. Anche in questo caso però le differenze possono essere impercettibili. Lo 0 barrato (o puntato) di solito è usato soltanto nei font monospace, che vengono usati in informatica, dove magari cifre e lettere compaiono in sequenze casuali in cui non si può capire dal contesto di che cosa si tratta.

Sul web è capitato che alcuni malintenzionati o persone spiritose abbiano approfittato della confusione tra caratteri simili per impersonare qualche personaggio famoso, creando un account identico all’originale ma con un indirizzo solo visivamente simile, ad esempio scrivendo SaIvini invece che Salvini, con la I maiuscola al posto della l minuscola. Chiaro che quando la l si distingue nettamente dalla I, magari per avere una base curvata, chiunque si accorge a prima vista che non si tratta dell’account originale.

Scorrendo la lista dei sans di Google Fonts ci si può rendere conto di come si regolano di solito i disegnatori nei vari progetti.

Nel Roboto, nell’Open Sans, nel Montserrat, nel Lato, la I e la l hanno la stessa forma rettangolare, con la l impercettibilmente più alta. Nell’Oswald le due lettere appaiono identiche.

Nel Source Sans Pro la I è rettangolare ma la l ha l’estremità inferiore curvata. Come pure nell’Ubuntu.

Il Noto Sans ha una l rettangolare, ma una I con grazie slab sopra e sotto.

Nell’Ibm Plex Slab abbiamo una l curvata e una I slab.

Il Dosis non distingue abbastanza la I dalla l, ma mette un puntino al centro dello 0 per distinguerlo dalla lettera O.

Nel secular One abbiamo una l slab e una I rettangolare.

Lo 0 barrato non lo troviamo di solito in font pensati per usi normali, ma in quelli pensati per usi particolari, come per esempio l’Orbitron o il Mitr e il Notable.

L’Atkinson Hyperlegible si può scaricare anche da Google Fonts. Porta le firme di Braille Institute, Applied Design Works, Elliott Scott, Megan Eiswerth, Linus Boman e Theodore Petrosky.

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