Enmerkar

Enmerkar è stato un re sumero di cui si parla in alcuni antichi poemi epici. Sarebbe vissuto nel quarto millennio avanti Cristo.

Una delle leggende che lo riguardano racconta che inventò la scrittura per trattare con il sovrano di una città vicina. È contenuta nel poema Enmerkar e il signore di Aratta.

Il poema si basa sul botta-e-risposta tra Enmerkar, sovrano di Uruk, e il signore di Aratta.

Wikipedia in italiano racconta la trama solo a grandi linee, mentre quella in inglese entra maggiormente nel dettaglio.

Uno dei re minaccia l’altro di distruggere il suo regno, l’altro risponde, si susseguono richieste di granaglie o pietre preziose, si propongono scontri uno contro uno per evitare una guerra.

Tutte le comunicazioni avvengono inizialmente tramite un messaggero che impara a memoria le parole di ciascun re e deve ripeterle tali e quali all’altro re.

Ma quando il messaggio è così complesso che il messaggero non riesce a ricordarlo esattamente, ecco che Enmerkar impasta l’argilla e vi incide sopra le parole. “La parola detta ha la forma di chiodo, la sua struttura trafigge”, dice il poema, almeno in una sua traduzione in italiano.

È chiaro il riferimento alla scrittura cuneiforme, che è composta da tanti cunei, dalla forma di chiodini, appunto, perché era ottenuta premendo un bastoncino sull’argilla morbida, che poi veniva fatta cuocere per diventare rigida, formando delle tavolette. “Prima nessuno aveva mai inciso parole nell’argilla”, dice il poema.

Gli storici studiano con attenzione documenti come questo, cercando di ottenere informazioni sul modo di pensare e di vivere delle antiche popolazioni, e sui fatti storici che sono alla base delle vicende narrate.

La città di Uruk è realmente esistita. Aratta non è mai stata identificata con certezza, ma doveva essere una ex colonia di Uruk nell’odierno Iran settentrionale, dalle parti del Mar Caspio.

Effettivamente i rapporti tra città o Stati potevano basarsi sul pagamento di tributi, ed effettivamente prima dell’invenzione della scrittura le trattative a distanza potevano svolgersi soltanto sfruttando la memoria dei messaggeri.

L’articolo di Wikipedia che parla del poema contiene un paragrafo dedicato solo all’episodio dell’invenzione della scrittura, con alcuni versi significativi.

Su Wikipedia in italiano la pagina di Enmerkar contiene l’immagine della torre di Babele, per via di una supplica contenuta proprio in questo poema, destinata al dio Enki affinché ripristini una sola lingua per tutte le popolazioni delle regioni abitate (o il contrario... Ci sono diverse traduzioni).

Wikipedia in inglese riporta tutto il testo della supplica.

Dice Wikipedia in italiano che alcuni hanno identificato Enmerkar con il costruttore della torre di Babele. In realtà questo mito dovrebbe essere ispirato alla costruzione di uno ziggurat dedicato ad Enki in un’altra città sumera, Eridu, che era il centro principale della regione prima di essere soppiantata da Uruk.

Commenti

Post più popolari