Lektorat
I titoli sul blog di I Love Typography sono impaginati col font Lektorat, un senza grazie dalle forme abbastanza normali, se non fosse per il fatto che ha i tratti discendenti cortissimi. In lettere come la p il dettaglio si nota appena, ma nella g il tratto discendente è schiacciato contro l’occhiello soprastante in maniera molto evidente.
Identifont conosce varie versioni del Lektorat, ma strutturate in maniera diversa. Nella versione Text la g ha due occhielli.
Fonts In Use ha una pagina dedicata al Lektorat Display, con tre segnalazioni, tutte relative alla rivista tedesca Ballesterer. Il font è stato rilasciato a dicembre 2020 da Florian Fecher per Type Toghether.
L’anteprima del nome è in una versione pesante di questo carattere, dai tratti così spessi che vanno a chiudere le aperture di a, s, e.
Secondo lo strumento di analisi della pagina di Firefox, il font usato da I Love Typography sarebbe nella versione Display Var Compressed Extralight. Ma qualcosa non quadra, forse il software è ingannato dal fatto che si tratta di un font variabile.
Infatti non solo il peso non sembra un Extralight, ma neanche si tratta della versione Compressed, né Condensed. A occhio potrebbe trattarsi di un Narrow Regular.
Ma c’è un altro dettaglio che non torna: nel font originale la g non ha il tratto inferiore così schiacciato. Potrebbe trattarsi di una versione modificata appositamente per il sito.
Il Lektorat è l’unico lavoro di Fecher conosciuto da Identifont, seppure nei diversi pesi e larghezze dovuti al fatto che si tratta di un font variabile.
Una breve biografia del disegnatore tedesco si può trovare sul sito di Devroye, con tanto di foto e vari specimen del Lektorat, sempre con la g non modificata.





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